Le migliori poesie di Giorgio De Luca

Nato giovedì 27 luglio 1950 a Chieti (Italia)
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Scritta da: Giorgio De Luca

Un uomo venuto da molto lontano... (a Karol Wojtyla - Papa Giovanni Paolo II)

Le campane di Cracovia
piangono insieme ai loro figli
la morte di un padre.

Quella porta tante volte invocata
si è aperta al Cristo
che lo accoglie nel Regno dei Cieli.

Con i giovani ha parlato
la stessa lingua,
con l'amore ha dato voce
a bambini e anziani.

Li ha esortati a non aver paura,
a non tenere chiusa la porta.

Li ha chiamati,
sono venuti in tanti
per dirgli silenziosamente:

"GRAZIE"!

Le campane di Roma
piangono insieme ai loro figli
la morte di un padre.
Giorgio De Luca
Composta sabato 2 aprile 2005
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    Scritta da: Giorgio De Luca

    Il risveglio del vulcano (l'isola di Montserrat)

    Dormiva un sonno profondo,
    l'anima buia
    giaceva silenziosa.

    Dove tutto sembrava eterno
    riecheggia, funesto,
    l'incessante rombare.

    La paradisiaca isola,
    ferita a morte,
    ha cessato di vivere.

    Al crepuscolo,
    fantasmi vestiti di lava,
    il volto solcato da
    incandescenti rughe,
    si aggirano confusi
    sull'isola deserta.
    Giorgio De Luca
    Composta martedì 23 luglio 2002
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      Scritta da: Giorgio De Luca

      La voce del silenzio

      Storia d'amore
      nel freddo autunno,
      foglie ingiallite,
      cuori sbiaditi.

      Il vento cancella tracce.

      Le strade del destino
      dividono le vie...
      come le sponde del fiume
      che separano acque.

      Tace...

      La voce del silenzio,
      parlerà per sempre.
      Giorgio De Luca
      Composta venerdì 11 luglio 1997
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        Scritta da: Giorgio De Luca

        Incontaminata natura

        Selvaggi cavalli balzani
        trotterellano nel bosco.

        Un alito di vento
        soffia dolcemente
        lungo la selva,
        tra valli scoscese
        e pianure verdeggianti.

        Scorre l'acqua del ruscello
        in un silenzio che tocca
        i ricordi dell'amore.

        Tra fragole di bosco
        e farfalle colorate,
        si odon canti di cicale.

        Il pastore, compiaciuto,
        porta al pascolo il suo gregge
        su per i monti inesplorati.

        Laddove non esiste
        il desiderio di fuggire,
        vive la natura
        con tutti i suoi segreti.
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