Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
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Scritta da: Carlo Peparello

Fuoco

Vorrei bruciare i miei pensieri
Vedere se purifica o distrugge
Rimestare tra le ceneri
e scoprire se ne rimane il senso
Ricordi e sensazioni
rimasugli di percezioni
La mente elabora e dissolve
E non rimane traccia alcuna
Forse una sindone onirica
Un'impronta in un tempo non più tuo.
Carlo Peparello
Composta domenica 18 luglio 2010
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    Scritta da: Carlo Peparello

    Memento solitudo

    Non rammento altri paesaggi dimenticati come questo
    mesto deserto asfaltato al di là del ponte sospeso
    Radura spoglia e disadorna piantonata dal cartello gasolio
    Ficco le mani in tasca e passeggio in un vuoto immaginario
    Scandisco con le suole un coro di echi mal diretti
    Ho bisogno di fumare, mentre penso e mi disperdo
    Non sò quale strana alchimia mi infonda calore
    Il cielo è adorno di brulla e grigia veste
    l'aria rappresa e immobile come se nulla dovesse più respirare
    Fugaci visioni di ferro che passano caleindoscopiche e astratte
    Il ponte di ferro che taglia le ombre e gli orizzonti ripetuti
    Eppure mi sorprendo ad amare quell'oasi di smarrimento
    i suoi confini abbattuti mi cingono come braccia materne
    e parlo cordialmente con l'anima che ospito senza pegno
    e ancora una volta la solitudine e lo spazio sono i giusti ingredienti
    per evirare la reticenza intima e dare il verbo ai miei pensieri.
    Carlo Peparello
    Composta mercoledì 2 giugno 2010
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      Scritta da: Carlo Peparello

      C'est la vie

      Non badare alle virgole
      non sforzarti di essere amabile
      Non contare sulle illusioni
      Rimanda indietro consigli e sermoni
      Sbaglia con convinzione
      impara la lezione
      Dispensa umiltà mista a pazzia
      la saggezza è nulla senza azzardo
      si impara ascoltando
      si vive cantando
      si cresce sbagliando
      si muore pregando
      c'è tanto lavoro da evitare
      e molto da costruire
      l'aspirazione tiene a galla la barca
      il vento dell'arte che l'anima ti marca
      Insegui sereno la tua completezza
      che sia concreta o fatta di pezza
      Se ti senti appagato nulla è precluso
      è la legge del libero recluso.
      Carlo Peparello
      Composta martedì 25 maggio 2010
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        Scritta da: Carlo Peparello

        A mezz'aria

        Ci si sveglia consapevoli che esiste
        Si chiudono gli occhi col rimpianto
        Un altro giorno speso a cercarla
        Un nuovo domani di buoni propositi
        Eppure esiste quell'anima lontana
        Da qualche parte fa la fortuna di chi incrocia
        Senza saperlo impollina di grazia il mondo intero
        Battezza col sorriso più vergine ogni angolo di buio
        Poi eccola venirti incontro, dapprima un'ombra o un'aura
        Riesci a focalizzarla con l'anima e non credi esista davvero
        Poi ti parla, ne percepisci il valore e la spontaneità
        i preziosismi naturali di chi non ostenta
        e ti chiedi se in fondo meriti il suo tempo
        Avido e incosciente divori la sua luce e femminilità
        e poco importa il perché o il per come
        Benedici l'attimo che ti ha congiunto a lei
        ... pregando che non sia l'ultimo.
        Carlo Peparello
        Composta venerdì 30 aprile 2010
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          Scritta da: Carlo Peparello

          Cose che scompaiono

          La vita da sempre immenso regalo non voluto
          Ti toglie cose alle quali eri assuefatto
          senza avvertire, come avaro creditore
          Ti chiedi spesso il perché di molti ingiusti epiloghi
          e hai paura ad ingoiare la logica risposta
          Il saggio o il navigato sanno come godersi il momento
          il gesto, il volto, la voce.
          Come un punto di riferimento,
          uno spicchio di quotidiana sicurezza
          Quando tutto poi ti viene preso, reciso, cancellato
          La domanda è sempre la stessa...
          Ho vissuto davvero quello che domani non avrò più?
          Ho abbracciato forte quelle spalle fragili?
          Ho detto "ti voglio bene" quante volte? Abbastanza?
          Quante volte la pigrizia o l'assenteismo mentale...
          ... ha vinto sul dovere e sugli umani sentimenti?
          I rimpianti seguono sempre il destino infame.
          Carlo Peparello
          Composta mercoledì 14 aprile 2010
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