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Scritta da: A. Cora

Ora che il cielo non piove

Se poi
il cielo non
piove

E la notte mi mostra
il suo scuro, mi fermo, ovunque
mi trovo

Sulla più alta collina, dove soffia il
vento più vero

Mentre da solo cammino, quel tratto del
lungomare

Vicino ai pensieri più cari, che amano il cielo
vagare, mi fermo con loro a
parlare

Mie care stelle, non lasciate lo spazio
al'aurora

Non lasciate il mio cuore da solo
restate ancora

Non lasciate al giorno in arrivo
riportare quel folle
rumore

Restate ancora, ora che sono
da solo, ora che il cielo
non piove.
Angelo Cora
Composta sabato 18 luglio 1998
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    Scritta da: A. Cora

    L'amour

    È
    grande
    mistero l'amore

    Dai colori spesso anormali
    dai confini quasi
    inumani

    Dalla scienza ancora incompreso
    dai veggenti pronto
    da bere

    Sfiora quel sottile confine, che
    separa il bene dal
    male

    A volte fa davvero incazzare
    Nel vedere bellissime mele
    soddisfare lestofanti
    buffoni
    maiali.
    Angelo Cora
    Composta lunedì 13 agosto 2001
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      Scritta da: A. Cora

      Sagome scure

      Chiome
      spoglie da
      foglie, specchiano
      sagome scure

      Tra il lieve andare del fiume
      di bianco innevato
      colore

      Tace l'intorno d'un meriggio, che d'ore
      sprovvisto, già
      muore

      Tronchi dormienti, colmi di neve, paion spetri
      di grigio vestiti, al gelo del
      vento arresi

      Disegna il silenzio, amarezza che il
      cuore disprezza e
      assapora

      M'è caro, il battere lieve del'ali
      d'un passero solo
      che vola.
      Angelo Cora
      Composta martedì 16 ottobre 2012
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        Scritta da: A. Cora

        Senza venti a favore

        Amico
        dei tempi migliori

        Anche noi eravamo
        quel giorno

        Su quel costone roccioso, già
        da neve imbiancato

        Coi nostri pensieri azzerati, le nostre
        speranze sottili, ampie e
        distese le ali
        Già pronti, a quel cielo mirare

        Senza sapere, che solo colui che come
        te aveva, un grande calcio
        nel culo

        E forti venti a favore
        avrebbe potuto
        prendere il
        volo.
        Angelo Cora
        Composta lunedì 13 marzo 2000
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          Scritta da: A. Cora

          Gioni sfumati

          Famelico
          dei giorni sfumati
          che mai hanno chiesto
          condono

          Continuo me stesso a cercare
          nel'essenza più vera d'un uomo, che
          nei tratti d'una vita
          sottile

          Più volte se stesso ha smarrito
          Vago pianure colline, le strade che mostrano il mare
          ove senza calzari, orme vaghe affilate, tra sabbia
          solcata ho lasciato

          Nel tratto più ardito di vita, finché me stesso
          ritrovo, in attesa d'un
          semplice volo

          Senza il mio nome chiamato, senza un
          messaggio arrivato

          Solo, un confuso deserto di sabbia
          il breve cammino da
          fare

          Come uno scritto lasciato, sul
          bianco d'un muro
          sbiadito

          Forse non sono mai
          nato, forse mai
          esistito.
          Angelo Cora
          Composta lunedì 10 dicembre 2012
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            Scritta da: A. Cora

            Scrivere

            Scrivere
            è cercare di
            mostrare a te stesso
            e all'altrui

            A volte in bianco nero, a volte a
            colori, ciò che nasconde
            il pensiero
            Quando parla col cuore

            Quando l'intorno t'avvolge con la sua
            luce migliore

            Come dipinger sul muro, un viso dolce che piace
            un'aurora che fugge felice, un tramonto
            che pare smarrito

            Un amato sorriso, un fiore che sboccia, un'emozione
            speciale

            Quel batter forte del cuore, quando fugge l'amore
            O quando lo perdi
            per strada

            Su quella pagina bianca, che innanzi par domandare
            qualcosa, una frase, un refuso
            o solo quattro parole

            Ciò che t'ha rivelato il passato, che ti prude
            ancora, fra mai guarite
            ferite

            Quel'istante di gioia, che t'ha un poco
            stupito

            Ciò che racconta la vita, quando
            passando nuda, ti lascia
            sul volto una
            ruga

            Che più non puoi
            cancellare.
            Angelo Cora
            Composta domenica 22 ottobre 2000
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              Scritta da: A. Cora

              Tra un battito e l'altro del cuore

              Avvolto
              dai tratti
              d'un tempo

              Come un libro sfogliato dal
              vento

              Carezzato da luce distante, che
              non mostra lieti
              orizzonti

              Viaggio inquieto pensieri, mirando
              chissà quale cosa, che possa
              al cuore piacere

              Corroso dal vasto cercare, figure
              rimaste negl'occhi

              Ne suggo ancora pensieri
              Mi sazio di quei
              sapori

              Tra un battito
              e l'altro del
              cuore.
              Angelo Cora
              Composta venerdì 2 aprile 2010
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                Scritta da: A. Cora

                Come la brezza

                Ci sono
                baci che valgono
                più di quanto s'attende
                la bocca

                Lunghi, caldi, flessuosi, che smorzano
                ogni respiro

                E l'animo vanno a sfiorare, come
                un soffio, gentile
                di brezza

                Altri, lasciati di fretta, pregni di
                facili schiocchi

                Che fanno solo rumore
                Privi d'un vero
                sapore.
                Angelo Cora
                Composta lunedì 14 maggio 2001
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                  Scritta da: A. Cora

                  Luna piena

                  Quella
                  notte, vidi
                  la luna tonda

                  Come un'arancia, quasi
                  da poter con la
                  mano toccare

                  Il cielo l'aveva poggiata
                  sulla collina, per vederla al mattino
                  dal sole, scappare

                  Forse per mostrarmi, quanto fosse
                  bella, quanto fosse
                  grande

                  Forse per farmi capire, che
                  le cose più belle

                  Sono quelle che vedi
                  fuggire.
                  Angelo Cora
                  Composta domenica 12 agosto 2001
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