Decisione presa dopo una notte in corsia d'ospedale

Sopra un lettino d'ospedale
dopo una notte passata disteso
per una dose tagliata male
mi son deciso finalmente
a mettere ordine
nella mia mente.
Ho messo mano
a tutto quanto,
pensieri brutti
e sogni infranti,
errori fatti
e persone sbagliate.
Di ciò che è brutto
ho fatto un falò,
quello che è in dubbio
lo lascerò.
E quando tutto era andato a posto
ho finalmente pensato a me stesso
ed ho strappato i teli dai vetri
e dato luce
al mio guscio d'uovo.
Mi sono steso,
stavolta sul letto
ho spento la luce
chiudendo gli occhi,
ed ho posto fine
all'inesistenza
che mi ha accompagnato
con tanta pazienza.
Alexandre Cuissardes
Composta lunedì 25 febbraio 2013
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    Lo spaccio di parole

    Io mi avvicino
    a quel piccolo gruppo
    di parole in libera uscita.
    Da loro
    trovo sempre qualcosa
    che mi può servire ad impostare un pensiero.
    È a libera offerta
    ma non fanno scontrini,
    non hanno il permesso per vendere nulla.
    Sono state espulse dal consesso della gente per bene
    perché le hanno scoperte
    che dicevano il falso.
    Una emme del gruppo
    è stata coinvolta in un brutto giro
    di false promesse in cambio di voti.
    Ne è uscita pulita,
    ma non più di tanto,
    insufficienza di prove.
    A una virgola invece
    hanno dato dieci anni
    e interdizione perpetua dai libri di scuola.
    Otto punti hanno avuto vent'anni ciascuno.
    Le - i - e le - o-,
    le più coinvolte di tutte
    hanno avuto l'aggravante dell'associazione a delinquere,
    insieme formavano l'- io-,
    la parola più usata dai vanesi al potere.
    Ma a me non importa
    di ciò che hanno fatto,
    se mi conviene non dico di no.
    Sembra però che siano richieste
    perché ci saranno nuove elezioni
    ed allora come sempre tutte le parole saranno buone,
    soprattutto quelle bugiarde.
    Alexandre Cuissardes
    Composta lunedì 25 febbraio 2013
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      C'è il che

      Offre rum e tequila,
      e femmina di cocco
      con una sola c,
      prepara per gli amici
      il cuba encarcelada,
      versione americana del cuba libre,
      nome da propaganda.
      Veste di un bianco fine
      e copre la testa
      con un panama all'antica.
      Indica col dito la sua guancia destra
      e racconta la storia di un cicatrice
      che nessuno vede.
      Forse scambia le ferite dell'anima
      con quelle del corpo,
      della pelle.
      Lui
      la rivoluzione
      l'ha conosciuta,
      o forse no.
      L'ha combattuta.
      Forse,
      o forse l'ha condannata,
      stando in disparte,
      col sigaro in bocca,
      e la condanna in mano.
      O se l'ha fatta,
      la rivoluzione
      l'ha fatta in retroguardia,
      oppure a parole,
      un racconto.
      Magari l'avrà descritta,
      come corrispondente
      di un foglio di carta
      in lingua spagnola.
      Di certo la cita molto.
      O forse no,
      quanto basta.
      Nessuno lo sa,
      siamo tutti sulla parola,
      sulla sua parola,
      ma è facile credere,
      finché offre da bere.
      Nessuno può testimoniare
      né il fatto ne il non fatto,
      né i fatti o i non fatti,
      la verità con la sua verità.
      Nel suo covo
      carte illeggibili
      sparse in giro
      e frasi di convenzione,
      fatte per le elezioni.
      Tratte da libri distrutti
      che non possono più testimoniare
      di essere stati rapiti
      e derubati dei contenuti.
      Restano ai muri ritagli di manifesti
      strappati con le mani.
      Fanno pensare che nell'altra vita
      fosse un candidato
      della prima o della seconda repubblica.
      A vedergli la pancia
      sembrerebbe di entrambe.
      Degli ideali che spiega
      restano a prova le etichette,
      non molto chiare,
      cucite all'interno di schiena
      sulla casacca da uomo politico,
      casacca cambiata più volte,
      come spesso succede in quel mondo.
      E l'unica casacca che ha,
      l'ha spesso fatta cambiare colore,
      ma non l'ha mai fatta lavare
      e disinfettare.
      Ma in fondo
      a noi cosa importa,
      finché fa belle feste
      e ci offre da bere,
      è passato il concetto
      che il voto è sprecato,
      tanto vale gettarlo per chi offre di più.
      Alexandre Cuissardes
      Composta lunedì 25 febbraio 2013
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        Nell'attesa

        Mi sono perso in casa
        in pochi metri,
        in ciò che mi rimane
        mentre aspetto i cani
        a far pulito.
        Mi sono perso in un passato antico,
        speranze condivise
        ma non so più con chi,
        sangue sputato sulle mani sporche.
        Mi sono perso dove ho scaricato il mitra
        e l'ho piantato in terra
        a canna in giù
        albero di ferro.
        È lo stesso luogo
        dove ognuno ha perso un po' di se
        il se migliore,
        e preso un po' del peggio
        per reinserirsi in ciò
        che lo aspettava
        a braccia aperte
        con le manette pronte
        ed una lettera di scuse
        per i modi.
        Tutti hanno bivaccato nell'attesa,
        lasciando a me lo sporco da spazzare.
        Fatemi uscire presto
        fatemi andare via
        perché non possa mai vedere
        ciò che si sta per consumare
        o tornerà la voglia maledetta
        di tirar fuori il mitra e di sparare.
        Alexandre Cuissardes
        Composta venerdì 22 febbraio 2013
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          Dopo il comizio

          dice il burocrate all'onorevole
          "tutto è filato liscio,
          tutto è riuscito bene,
          è suonata la grancassa
          ha convinto molta massa-".
          Pensa il burocrate nella sua mente
          "è stato appena sufficiente,
          pure lui non vale niente.
          Ma anche per questa volta
          la mia tasca è piena,
          il posto è salvo,
          ma devo stare attento
          fra la gente c'è fermento.
          Mentre seguo il mio padrone
          sarà bene che cominci
          ad agganciare le persone,
          per potere se succede
          essere pronto a cavalcare
          il potere popolare."
          Alexandre Cuissardes
          Composta venerdì 22 febbraio 2013
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