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Il dubbio voluto

Se sono fuori penso sia meglio farlo dentro,
al chiuso,
in mezzo alle cose care.

Se sono dentro penso sia meglio fuori,
in un posto nascosto,
e penso a dove, a come, a quando,
ma il problema non è il posto,
il mio è solo un prendere tempo,
in realtà ho solo una grande paura del gesto.
Alexandre Cuissardes
Composta domenica 4 dicembre 2011
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    Giorno di paga

    Oggi è giorno di paga,
    sono tutti in fila davanti a me.

    i miei creditori
    I miei anni
    i miei sogni traditi
    mio figlio
    i miei genitori
    quelli che ho deluso
    quelli che ho illuso
    i miei insuccessi
    la parte di me che non ho fatto rispettare.

    Oggi è giorno di paga per tutti,
    ma io ho già pagato troppo per troppi
    ho le tasche vuote.
    Alexandre Cuissardes
    Composta domenica 4 dicembre 2011
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      La soffitta piena d'aria

      Osservo i miei gesti con un occhio diverso,
      sono gli ultimi.

      Ho estratto le mie carte dai bauli,
      le ho sparse per terra,
      ho aspirato le parole per far prima,
      ma le ho confuse.

      L'aria le sta ricomponendo,
      quando saranno pronte
      per farsi leggere e capire
      allora io sarò pronto per sparire.
      Alexandre Cuissardes
      Composta martedì 29 novembre 2011
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        La resa

        Non so tendere la mano per stringerla a nuovi alleati,
        ne chiudere il pugno per difendermi,
        o aprirla per avere.

        Non so alzare il braccio a pugno chiuso o mano aperta per adeguarmi ad un colore.

        So soltanto usare le mani per lavorare ed asciugarmi il sudore,
        forse il meno redditizio degli usi.
        Alexandre Cuissardes
        Composta martedì 29 novembre 2011
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          La stazione dei fermi

          Le cinque di mattina,
          arrivano ai primi treni,
          hanno le borse del supermercato
          con dentro i vestiti della notte,
          vistosi ed attraenti.

          Facce ripulite
          da truccare di nuovo stasera,
          per una offerta convincente.

          Aspettano, occhi bassi,
          la spavalderia si è esaurita,
          tornerà domani notte.

          Ed intorno a noi
          vagano quelli che non ce l'hanno fatta,
          quelli che dormono per terra,
          nelle sale d ' attesa,
          sulle panchine,
          quelli che strisciano lungo i muri a testa bassa,
          quelli ai quali il vino e la paura
          danno ormai un perenne identico tremore,
          quelli che convivono col dolore e la vergogna,
          quelli che per non pensare perdono la testa,
          e quelli che non sanno urlare,
          quelli vittime di tutti e tutto.

          A loro va il pensiero.

          Ma perché ho detto... intorno a noi...,
          se io sono con loro,
          uno di loro.
          Alexandre Cuissardes
          Composta martedì 29 novembre 2011
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