Poesie d'amore


Scritta da: G. De Felice
in Poesie (Poesie d'amore)
Tu sei testarda
E a me piacciono le sfide
Tu credi che le parole
Non siano tutte uguali
Ma che siano tutti uguali
Quelli che te le dicono.
E così pensi di spaventarmi
Pensi che ti dimenticherò
Pensi che mi volterò
E farò come tutti quelli uguali
Che saltano di preda in preda
Irrequieti
Perché non ti guardano con gli occhi
Dell'amore
Ma con quelli della fame,
Come guarderebbero una lasagna.
Io invece ogni volta che ti vedo sorridere
Penso solo a quante cose belle
Esistano su questa terra
Che potrebbero avere un senso
Solo se divise tra di noi
Penso a come insieme
Le rose non avrebbero gli stessi colori di ieri
Le farfalle volerebbero ancora più felici
Il pane che esce da tutti i forni del mondo
Profumerebbe ancora di più
Perché sarebbe tutto per noi
E quando arriverà quel giorno
Il mio ultimo giorno
Se qualcuno dovesse domandarmi
"hai un ultimo desiderio?"
Io
Ti stringerei la mano ancora una volta
Mi volterei verso di te
Perdendomi ancora
Ostinatamente
Nel tuo sorriso dipinto per me
E so già cosa risponderei
"No, nessuno
Perché io il mio unico desiderio
L'ho già vissuto fino in fondo"
E ti do una notizia
Anche se abbassi gli occhi
Imbarazzata perché lo sai già
Quel desiderio

Eri tu.
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    Scritta da: G. De Felice
    in Poesie (Poesie d'amore)
    Mi devi scusare
    per il modo in cui ti guardo
    Mi devi scusare
    per tutte le volte
    In cui mi rendo ridicolo
    Pur di scambiare due parole con te
    (sì l'amore rende ridicoli)
    Mi devi scusare
    ogni volta che penso tu sia bellissima
    E non te lo dico
    Magari lasciando
    Che sia qualcun altro a dirtelo
    Mi devi scusare
    per tutte le volte in cui
    vorrei portarti via da qui
    lontanissimo da qui
    ovunque tu voglia
    a me non interessa neanche dove
    mi interesserebbe solo
    essere io e te.
    Ci confesseremmo finalmente
    I nostri vizi
    I nostri desideri
    Le nostre ferite
    Lontano da tutto e da tutti
    Sotto un cielo che sarebbe solo nostro,
    Di fronte ad un mare,
    Che bagnando i nostri piedi nudi
    E le nostre mani unite, strette
    Come sanno tenersi per mano
    Solo i bambini
    (loro sì che si amano davvero)
    Forse a quel punto
    Sì che ti direi
    Tutto quello che oggi non riesco
    a dirti
    Sarebbe tipo
    "Mi devi scusare ma
    voglio riempirti di gelato
    Quando sarai triste
    voglio svegliarti ogni mattina
    Con un bacio al sapore
    Di caffè
    Mentre tu borbotti
    Per dormire ancora cinque minuti
    Ma desiderando altri mille baci
    voglio baciarti tutte le notti
    prima di lasciarti andare
    Alle tue fantasie e ai tuoi sogni
    Ma non sulle labbra,
    Chissà quanti baci della buonanotte
    Hai ricevuto sulle labbra,
    Ma sulla fronte
    Perché non ci sia una sola notte
    In cui tu possa addormentarti
    Senza sentirti protetta e invulnerabile
    voglio vederti sognare
    una piccola noi
    una principessa che vivrebbe
    In mezzo a così tanto amore
    Da far impallidire il mondo
    Che avrà i tuoi occhi
    La tua dolcezza
    La tua capacità di ridere di tutto
    Di prendermi in giro
    Insegnandomi ad amare me stesso
    Come non ero in grado di fare prima
    voglio esserci quando festeggerai
    i tuoi successi
    Ma ancor di più
    Quando ci saranno momenti difficili
    E saprai non scoraggiarti
    Ma rimboccarti le maniche
    Con la consapevolezza
    Che affronteremo tutto insieme, sempre"
    Insomma sarebbe un discorso lungo
    Avrei così tante cose da dirti
    E ancora di più da darti
    Perciò
    Mi devi scusare amore mio,
    So che se fossi qui
    Mi avresti zittito dieci minuti fa
    Portandomi il tuo dito affusolato
    Sulle labbra
    E rubandomi un bacio
    Che varrebbe più di tutte le parole.
    Ti troverò,
    non dubitarne mai,
    Perché so che ovunque tu sia adesso
    Starai allenando quel sorriso
    A tutto ciò che ci attenderà

    perché sarà bellissimo
    perché sarai bellissima
    perché saremo bellissimi.
    Composta domenica 3 giugno 2018
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      Scritta da: G. De Felice
      in Poesie (Poesie d'amore)
      La prima volta che ti ho vista
      Mi sono stropicciato gli occhi
      Ma non come si stropicciano
      Di solito
      Almeno dieci minuti
      Avevi un'aria diversa da tutte le altre
      Avevi tutti gli sguardi addosso
      E la testa fra le nuvole
      E un sorriso negli occhi
      Che raccontava quanta vita
      Quanta voglia di "per sempre"
      Ti portassi dentro.
      Occhi di chi conserva quella purezza
      E quella sincerità
      Di cui sono capaci solo i bambini.
      Non ho avuto il coraggio di avvicinarti
      Non potrei invitarti fuori
      Perché resterei imbambolato
      E potrei sembrarti uno sciocco
      Così resto in disparte
      A guardarti da un angolino,
      Senza disturbare,
      Ad invidiare chi ha la fortuna di
      Addentrarsi in quegli occhi
      Di leggerti dentro
      Di sognare tutto ciò che sia possibile
      Sognare
      Perché la tua bellezza gentile
      Regala una sensazione di invincibilità,
      Ad impazzire perché ridi alle battute
      Di qualcun altro
      (dio quante volte lo sogno
      quel sorriso)
      E io da lontano,
      Senza riuscire ad invitarti a ballare
      E neanche a dividerci un caffè
      Figuriamoci la vita,
      Stringo tra le mie mani
      Un foglietto che ho scritto
      molto tempo fa
      E che stavo per consegnare
      Nelle mani sbagliate
      Nelle promesse sbagliate
      Nel cuore sbagliato
      Nella vita sbagliata
      Un biglietto che non ti darò mai
      E tu sorridi
      Perché forse lo sai

      "Ti vuoi mettere con me?"
      Composta domenica 3 giugno 2018
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        Scritta da: G. De Felice
        in Poesie (Poesie d'amore)
        Quando ti ho conosciuta
        Da subito ti ho messo in guardia
        Attenta, ti dicevo
        Sono pieno di ferite
        Sanguino ovunque
        E dove il cuore ha iniziato a
        Cicatrizzare
        Sono rimasti visibili i segni
        I lividi
        Ho il dovere di spaventarti
        Ho il dovere di dirti che non sarà facile
        E la paura che ho
        Di sporcare anche un'anima gentile
        Come la tua
        Per colpe non tue
        Non mie
        Ed è lì che ho capito
        Perché mentre io farfugliavo
        Tutte queste scuse
        Per la paura di rischiare,
        Tu sorridendo, non guardavi in basso
        Ma mi fissavi
        Dritto negli occhi
        In un modo in cui ti guardano
        Solo le persone che conoscono
        Il significato di parole pesanti come
        "Fidati di me"
        "Sistemeremo tutto"
        "Brontola quanto vuoi,
        io non ti abbandonerò"
        E aprendoti in quel sorriso luminoso
        Che dio solo sa
        Perché tu voglia regalarlo a me
        Mi hai detto "Tranquillo
        sai, a scuola ero molto brava
        Mi chiamavano sempre alla lavagna
        Per correggere quello che gli altri
        Sbagliavano"
        E lo dicevi
        Ridendo del mio scetticismo
        Delle mie mille remore
        Delle mille volte in cui ho creduto
        Alle parole sbagliate
        Alle promesse mancate
        Ai sogni svenduti al primo che
        Passava di lì,
        Sbriciolati alla prima folata di vento.
        Ed è lì che ho capito che con
        La fantasia di una bambina
        Avevi il cancellino già pronto
        In mano
        Per metterti all'opera
        E colorare daccapo
        La mia lavagna,
        Cioè la mia vita intera,
        Con tutti i gessetti colorati
        (dio quanti colori,
        non credevo neanche
        ne esistessero così tanti)
        Custoditi nel tuo cuore,
        Sussurrandomi con una dolcezza
        Di cui sarebbe capace solo
        Una farfalla, che vive immersa
        Nei suoi colori

        "Accomodati, amore mio
        non immagini, cosa ci aspetta."
        Composta domenica 3 giugno 2018
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          Scritta da: G. De Felice
          in Poesie (Poesie d'amore)
          È diverso tempo
          Che mi chiedo
          Cosa sia l'amore
          Cosa significhi essere innamorati
          Dopo aver capito
          Quante volte mi sia sbagliato
          Quante volte mi sia ingannato
          Su persone, momenti, emozioni
          Con le mie stesse mani
          E allora credo
          Che amare sia
          La stessa cosa che sentirsi amati
          Significa guardare un tramonto
          E ricordare quel tramonto quella volta, con lei
          Significa ascoltare una canzone
          E sentire che parla di lei
          Significa trovarsi in una metropolitana
          Affollata, dall'altra parte del mondo
          E cercare i suoi occhi
          Che nessun'altra potrà avere mai
          Significa sapere di avere
          Il tuo posto nel mondo
          E casa vostra che ti aspetta
          Perché saprai che ogni notte
          Che ci sia luna piena,
          Un miliardo di stelle
          O una bufera con la pioggia
          che picchia furiosa,
          Fossi anche lontano diecimila
          o trecentomila chilometri,
          Quando lei appoggerà la testa sul tuo cuscino
          Indossando quella tua maglietta
          Brutta e sgualcita
          Ma tua
          Sentita il tuo odore risalirle lungo la schiena
          E mentre sorriderà chiudendo gli occhi
          Saprà sussurrarti anche da così lontano

          "Torna presto da me,
          Torna per restare,
          Io non andrò da nessuna parte
          Senza di noi".
          Composta domenica 3 giugno 2018
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            Scritta da: G. De Felice
            in Poesie (Poesie d'amore)
            Chissà perché
            Chissà perché ci ostiniamo
            A perdere la testa per le persone sbagliate
            Quelle lontane anni luce
            Da ciò che siamo
            Quelle che hanno se stessi
            Avanti a tutto
            E che difficilmente
            Sapranno mai
            Cosa significhi
            Dedicare se stessi alla felicità
            Di un'altra persona
            Della persona che si sceglie
            Di avere accanto.
            Guarda che scegliere è un compito
            Ingrato
            Non dovresti mai farlo
            Se poi non hai intenzione
            Di farla impazzire
            Di realizzare ogni suo desiderio
            Di non darle il tempo di desiderare nulla
            Perché tu l'hai già realizzato.
            Però noi ci intestardiamo
            Vogliamo vedere ciò che gli altri
            Non sono
            Siamo incapaci di ammettere
            Di poter sbagliare
            Di poterci innamorare
            Di persone egocentriche
            Che ci consumeranno
            Che succhieranno via ogni nostra
            Energia
            Dignità
            Briciolo di umanità
            E che quando si saranno stancate
            Del giocattolo
            Come il più borioso
            Dei bambini viziati
            Ti butteranno via
            E a te non resterà che raccogliere i cocci
            Chiedendoti perché
            Quando io ti guardavo
            In quel modo

            Tu facevi finta di non vedere.
            Composta domenica 3 giugno 2018
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              Scritta da: G. De Felice
              in Poesie (Poesie d'amore)
              Stanotte sono andato al mare
              C'erano i lettini chiusi
              Gli ombrelloni in fila
              Quasi come fossero sull'attenti
              E un silenzio irreale
              Torno sempre al mare
              Quando mi sento perso
              Quando mi sento solo
              Quando non capisco più
              il senso di tutta la cattiveria
              L'ipocrisia
              I compromessi
              Le bugie
              Quando non so dove sei
              E non so se stai sorridendo
              O ancora peggio
              A chi stai sorridendo
              Però le onde sanno accarezzarmi
              Perché il mare sembra conoscerti
              Conosce sempre le parole giuste
              Da sussurrarmi
              E non c'è parola più dolce
              Per me

              Del tuo nome.
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                Scritta da: G. De Felice
                in Poesie (Poesie d'amore)
                C'era la luna piena
                C'era la musica
                C'erano tutte le stelle
                O almeno credo ci fossero
                Perché tu le oscuravi tutte
                Ma non credo si sarebbero perse
                Questo nostro spettacolo
                unico al mondo
                Tu bellissima
                Io senza parole
                Tu con tutti gli occhi addosso
                Anche delle stelle
                Io geloso anche dei loro sguardi
                Era tutto pronto
                Tutto sembrava portare a questa notte
                Eppure
                Ci è mancato il coraggio.

                Cioè tutto.
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                  Scritta da: G. De Felice
                  in Poesie (Poesie d'amore)
                  La prima volta
                  Che ti ho vista
                  Ho avuto subito la sensazione
                  Che fosse in realtà
                  Un "c'era una volta"
                  Sarà il tuo modo di sorridere
                  Che regala bellezza a chi hai intorno
                  Saranno quei capelli
                  Quel biondo così intenso e vivo
                  Da far sembrare che cascate d'oro
                  Ti scorrano sulle spalle
                  Saranno quegli occhi
                  Così azzurri e malinconici
                  Che solo un oceano in tempesta
                  Può avere
                  Sarà quel tuo modo di sentirti unica
                  E sola
                  Condannata dalla tua bellezza
                  Come se capissi di essere un girasole
                  In mezzo ad un campo di ortiche
                  Sarà quel tuo modo di essere
                  Così elegante
                  Coi tuoi modi d'altri tempi
                  A far sì che tu sembri uscita
                  Da mille e una favole diverse
                  E sei Raperonzolo
                  rinchiusa in una torre
                  Di paure, dubbi, incertezze
                  Che però non smette di cantare
                  Affinché il suo principe possa trovarla
                  E salvarla
                  E sei Aurora
                  Che per quante volte tu
                  Possa pungerti con un arcolaio
                  E cadere in un sonno
                  Che non ti permette di capire
                  La meschinità e la pochezza
                  Di chi ti circonda
                  Prima o poi riuscirai ad aprire gli occhi
                  Quando arriveranno le labbra giuste
                  E sei Belle
                  Che cerca disperatamente
                  Di trovare del bello
                  In qualsiasi persona
                  Che non smette di credere
                  Di poter cambiare il mondo
                  Con la sua delicatezza
                  E la sua bellezza
                  Che fanno arrossire anche
                  Le rose
                  (Le rose quando ti vedono
                  Si ingelosiscono moltissimo)
                  Forse non sei nessuna di loro
                  O forse sei più di tutte messe insieme
                  Tu sei come quando
                  Si incontra Parigi per la prima volta
                  Nella vita
                  Coi suoi colori, i suoi profumi
                  I suoi misteri
                  La sua capacità
                  Di non somigliare a nessun'altra
                  Al mondo
                  Come Parigi,
                  Tu puoi essere soltanto amata
                  Perché forse non sarà mai possibile
                  Svelarti fino in fondo
                  Capirti fino in fondo
                  Ma una cosa è certa,

                  chi se la scorda più Parigi?
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                    Scritta da: Rosita Ramirez
                    in Poesie (Poesie d'amore)

                    Te ne sei andato

                    Hai lasciato nei miei occhi soltanto il ricordo del tuo sorriso
                    e il resto che hanno visto, le giornate di sole, le passeggiate nel parco, il tuo sguardo
                    tutto ti hai portato via.
                    Adesso il mio pianto è pieno
                    di dolore, di ricordi, amarezza.
                    E come il vento sei volato via,
                    lasciando nella mia memoria
                    melanconia dentro la mia anima,
                    nel silenzio della notte mi addormento pensandoti di trovarti nei miei sogni.
                    E non sei con me.
                    Te ne sei andato
                    Come non sentire dolore, tristezza
                    come non piangere
                    c'è solo un vuoto, quel vuoto
                    che un giorno non c'era
                    perché il tuo sorriso rallegrava le mie giornate.
                    Te ne sei andato,
                    e non tornerai mai più.
                    Composta mercoledì 4 luglio 2018
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