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Post di Marco La Cagnina

Body piercer, coltivatore di canapa, sognatore., nato sabato 13 marzo 1993 a ragusa (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie e in Racconti.

Scritto da: Marco L.
Guardavo il cielo e i suoi colori, passeggiavo e le cacche dei piccioni cadevano.
Mi ero fottuto con le mie mani, avevo portato la mia ansia fino in paese con la speranza che fosse tornata per qualcosa, qualcuno. Forse io.
Illuso ragazzo, ingenuo ragazzo. Rivedrò lei, la rivedrò andare avanti con la sua vita, mentre io guarderò le stelle da solo come ho sempre fatto. Mentre il mondo si riprende ciò che è suo, mentre i ragazzi con le ragazze ritornano insieme. La mia storia è solo destinata a continuare così senza un esistenza, senza un senso, andare a vuoto e sentirmi sempre e solo tra i due, in mezzo ad altre storie, sono solo una figura dove curiosare. Ma io darei un anno per un giorno, anche se so che dopo tutto non vale la pena sprecare il tempo, ma l'amore spesso è come un faro che illumina la costa anche contro la tempesta. Ma questi miei pensieri dettati dalla brezza estiva e dai colori di un timido sole che muore ogni giorno sono solo malinconia che stanotte spegnerò grazie alle birre, alle bionde, al mio bar, bar dove ora c'è lei a servirmi da bere, ed io ogni giorno divento più forte. Cosciente del fatto che questo mondo non mi appartiene e che le mie sono fantasie da dimenticare e seppellire come il peggiore dei reati mai commessi.
Marco La Cagnina
Composto lunedì 25 giugno 2018
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    Scritto da: Marco L.
    Più il tempo passava e più riempiva la sua pelle d'inchiostro. Sporco fuori e sporco dentro. La sua carne martoriata era il riflesso della sua anima. Indecifrabile e nera. Entrava e usciva dal purgatorio per poi ritornare nel suo trono, l'inferno. A piangere sulle sue scelte e sulle sue decisioni. Vagava e se ne fotteva di tutti. Non gli interessava di nessuno, o quasi. Forse di una persona si... Ma che senso avrebbe avuto ormai, era dannato ormai, ero perso nel abisso nucleare in preda a scorie radioattive. Eppure, quando la guardava riusciva a vedere sempre la solita luce accecante che ti sveglia al mattino.
    Marco La Cagnina
    Composto giovedì 14 giugno 2018
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      Scritto da: Marco L.
      Le canne, la vodka, ed il vino avevano provocato in me uno stadio di viaggio nell'entroterra dei miei neuroni.
      Volevo evadere, dimenticare ma cazzo, sto loop mi perseguita, non me ne fregava nulla della sua camminata, dei suoi abiti alla moda o da stracciona, del suo fisico, delle sue forme, delle diete assurde e delle troppe sigarette che fumava, io avevo bisogno del suo sguardo, volevo solo il suo cuore, ma è sempre così complessa come cosa, lei è lontana, forse con altri, ed io con altre, forse stasera aurora è intenzionata a darmela, ma che amarezza tutto ciò. Io volevo quel cuore, quelle sfumature di carattere, volevo solo litigarci ancora, ridere e farla ridere, ormai non ricordo nulla eppure... Chissà se il suo fratellino cresce bene, se ancora fa judo, chissà se lei dorme la notte, se rilegge o guarda qualcosa, e porco cane, vorrei solo andare avanti, vorrei solo farmi i fatti miei, ma non ci riesco, come se avessi un legame con lei... Una croce, un ancora. Sprofondo. Annego.
      Marco La Cagnina
      Composto venerdì 3 novembre 2017
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        Scritto da: Marco L.
        Questa volta guardavo una foto, la trovai in fondo al comodino un po' crepata e sbiadita, la toccai e mi sembrava quasi di sfiorare la sua pelle liscia e piena di lentiggini.
        Non ti avrei mai reso felice, non ero felicità per te, era giusto, lasciarti andare per darti una chance di poterti vedere felice, era il mio pegno d'amore più forte. Qualsiasi sia stato il motivo poco importa. Nuovamente da solo, nuovamente nulla.
        Marco La Cagnina
        Composto mercoledì 25 ottobre 2017
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          Scritto da: Marco L.
          Ebbene sì, mi accorsi che i brani sulle radio mi facevano sorridere, ma non avevo voglia di dedicarle a nessuno, che le belle parole mi mandavano al settimo cielo, ma non trovavo occasione e volontà per riuscire a dirle, guardare un bel cielo di metà aprile insieme a qualcuno era confortante, ma non appagante fino alla fine, mi accorsi pian piano che qualcosa non andava in me, la gente stava bene, la gente sta sempre fin troppo bene, io guardando il mio riflesso sul parabrezza mi accorsi d'avere un problema, ebbene sì, avevo un problema.
          Marco La Cagnina
          Composto mercoledì 3 maggio 2017
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            Scritto da: Marco L.
            Beh, diciamocelo, alle ragazze piace l'uccello, non i fiori, non romantiche cazzate e ragazzi sprezzanti del pericolo.
            Vogliono solo un tipo che riesca ad inchiodare per benino, gira tutto così, non ti cagano più o per lo meno ti cercheranno soltanto per colmare l'assenza di quel uccello a cui la loro vagina si è tanto affezionata. Guardando in torno uno se ne rende conto, l'amore è tutta la serie di stronzate comprese le feste come i natali e capodanni hanno come unico scopo quello di ottenere orgasmi plurimi dentro una camera ben riscaldata da culi sudati e peli pubici un po' ovunque. Sarò cinico, parlerò da uomo ferito forse, ma chi leggerà sta roba troverà un buon sessanta percento di verità... Meglio inchiodi e più mogli avrai.
            Marco La Cagnina
            Composto giovedì 22 dicembre 2016
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              Scritto da: Marco L.
              Luglio 2014

              Il giorno ha poca importanza...
              Mi ritrovo sdraiato e per un attimo riprovo la stessa sensazione che provai anche nel pomeriggio, una fitta al cuore come se ti avessero strappato un pezzo di te, la sensazione del vuoto al solo pensiero di averti persa... Per sempre, ma non nel semplice fatto di non poterti più considerare parte della mia vita, ma più che altro la stolta consapevolezza nel'arrendersi alla realtà che tu avessi esaurito la tua.
              Il pensiero mi strazia ed io piango di felicità nel sapere che domani ci sarai e potrai ridere ancora.
              Incidente urbano.
              Marco La Cagnina
              Composto mercoledì 9 luglio 2014
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                Scritto da: Marco L.
                Guardavo in giro, senza odiare, le coppie che giravano per il paese, chi mangiava un gelato, chi stringeva la propria anima, chi teneva in mezzo un piccolo bimbo che quasi cadeva, pensavo alle coppie turbolente che ritornavano insieme, ed io... Beh, io ero in un ciclone, circondato da amici che in modo frivolo passavano da ragazza a ragazza, volavo su tutto, perché non potevo e non riuscivo ad atterrare su questo pattume, forse non volevo neanche, restar solo, avevo perso la mia ultima speranza, lei non sarebbe tornata, lei non sarebbe mai più tornata perché a me non spetta una storia vera, una storia turbolenta dove tutto si sistema poi, guardavo tutti in un bar mentre sorseggiando un whisky una lacrima amara mi cadeva, ero da solo.
                Marco La Cagnina
                Composto lunedì 5 dicembre 2016
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                  Scritto da: Marco L.
                  Un tatuaggio per ogni cosa andata male, un piercing per ogni storia da ricordare, uno al centro del mio volto, per la storia più deviata, un tatuaggio per il dolore, ma dalla mente nulla mai si cancella, in questo limbo di merda, dove mi sento calpestato, in un bar guardo le persone mentre il whisky mi fa cadere una lacrima amara, torno, luoghi strani, ed io cosparso come glassa nel mondo ma senza piatto centrale, un voto sul sito dove scrivo, ma non sei stata tu, sono pronto a dare il mio ultimo lascito, un oggetto trovato superando qualche guaio lontano da casa, un oggetto che forse manifesta la mia inesistente voglia di paura pur di lasciare un segno, ma la certezza dell inutilità del gesto. Cervello in fumo, uno psicologo mi guarda e ride, sotto pressione, ma è tutto chiaro, siamo così, sostituibili, la gente per strada scorre, la gente cambia, tutti cambiano e cambiano i protagonisti delle vite, guardo da solo come mi han lasciato tutti, ricordo parole e frasi mentre del trucco si attaccava ai miei abiti, parole di burro, dicevano che mai ci saremmo sostituiti e che le cose che abbiamo fatto insieme ero irripetibili con altri, fantascienza del mondo, ironia dell uomo preso dall abisso. Sono uno stupido a credere, a pensare, vorrei morire, vorrei non stressarti più con questi deliri e lasciarti libera, così libero anch'io da questa libertà finta. Ma se mollo... Ho perso.
                  Marco La Cagnina
                  Composto lunedì 5 dicembre 2016
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                    Scritto da: Marco L.
                    Se essere libero comporta davvero qualche rimpianto, non esiste rimpianto più profondo del sentirsi cosparso per il mondo come glassa, ma senza piatto centrale, guardarsi in torno e sapere che questa libertà è solo pura e semplice evasione, solitudine arricchita da bar e da ragazze sole in cerca di avventure, canzone folk e rock, tramonti neri intorno mentre cerchi con chi star davvero libero, un gabbiano incazzato in cerca di qualcuno con cui scorrazzare libero tra cieli, li guardo dall'alto ma nessuno vuole sfrecciare tra le ignote nubi, incatenati nella abisso della certezza, ingabbiati nella monotonia dell accontentarsi, troppo ribelle sono diventato, perché da ribelle cerco una storia, una storia che non scherzi, un qualcosa che davvero affondi e mi lasci naufragare tra le isole più sconosciute. Il futuro non esiste, ci sono solo io che volo in questo mare di merda che è la mia fottuta realtà. Mi piace in fondo la vita.
                    Marco La Cagnina
                    Composto venerdì 25 novembre 2016
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