Scritto da: djfmp3
Più passa il tempo e più avverto tanto distacco da chi un tempo non faceva altro che seguirmi! Sara forse un po' colpa mia che forse ho dato troppo quando non dovevo, o forse perché non ho più l'entusiasmo nel cercare e rinnovarmi. Gli stimoli vengono di solito sorretti da chi ti sprona nel continuare nel cammino, anche se il fardello da portare comincia ahimè a farsi sentire. Quante cose ci siamo detti e descritti, quante emozioni lasciate sulle ali dei gabbiani e quante lacrime spesso abbiamo lasciato cadere per la sensibilità di quella parola che ci apparteneva. Quanto ho ascoltato e confortato, quanto avrei voluto in alcuni momenti fare di più, sì quel di più che non ho potuto darvi per mie necessita e per mancanza di tempo, il tempo che avrei voluto fermare e stringerlo fra le braccia, che ora stanche non sanno più dare carezze, ma che si confortano nelle note della musica che non lascio mai scappare via. Via dalla solitudine della notte che imperturbabile echeggia nella mia mente come gli sguardi d'innocenti di bimbi che ti prendo per mano e t'invitano a camminare assieme alla loro vita che inizia il suo cammino e che ti confortano se ti senti stanco, con baci e carezze e con semplici parole ti dicono vieni, stai tranquillo, non preoccuparti perché vicino a te ci sono io, dai giochiamo. In fondo cos'è la vita? È un gioco che impariamo a giocare quando siamo già grandi e ci giriamo a guardare dietro le spalle, senza trovare quell'attimo che non abbiamo saputo cogliere e portarcelo per il resto dei nostri giorni dietro e aspettare che la commedia finisca e che il sipario cali e qualcuno dica the end.
Filippo Oddo
Composto sabato 2 aprile 2016
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    Scritto da: djfmp3
    Ho perso le parole strada facendo e non so più cosa dirvi. Ho perso gli stimoli che un tempo animavano i miei pensieri che di fretta trascrivevo su fogli di carta bianca per non dimenticare, ho perso la voglia di assaporare l'aria dei vicoli della città che in questi mesi invernali si fa ricca di sapori nelle sere di grigia nebbia di mare, ho perso la voglia di ascoltare i silenzi di cupe facce incontrate nel viaggiare, ho perso la voglia d'amare chi amore non riesce a dare, mi sono perso in diversi sogni, perché in loro ho sempre creduto, ho aperto le braccia per abbracciare il tempo, per non lasciarlo scappare. Ho bagnato con lacrime gli inutili sentieri del domani. Per un cuore che battiti più non vuol dare, ho visto mari nel mio viaggiare e tanti corpi sul suo letto affondare, ho guardato il cielo troppo volte brillare ma non ho mai trovato una stella per indicarmi dove andare in questa città che ti vuole lentamente affogare.
    Filippo Oddo
    Composto domenica 29 novembre 2015
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      Scritto da: djfmp3
      Vorrei starmene su uno scoglio ad ascoltare in silenzio il cantare del mare, vorrei potermi rispecchiare nel spumeggiare dei sui ritmi tribali che con note di musica si infrangono sullo scoglio del gabbiano solitario, e poi distendermi sulla sua calda pietra che sa di sale, ad aspettare il tramonto per salutare le sue creature della notte danzare. Sotto quello manto di stelle d'anime che nel suo infinito spazio le luce della notte sanno ogni sera calare, da lì ritornare a sognare gli ritmi di un cuore che vuole volare, e da lassù il mondo ascoltare.
      Filippo Oddo
      Composto lunedì 25 maggio 2015
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        Scritto da: djfmp3
        Un giorno si viene osannati, e poi bastano pochi attimi per essere scordati e dimenticati. Ci possiamo vestire a festa quanto vogliamo, ma sempre lacrime di pioggia scenderanno sulle nostre pallide guance. Le amarezze sono tante e le sconfitte che giornalmente accusiamo sono macigni insormontabili, oggi nessuno più si cura dell'altro e, come cani sciolti, vagabondiamo alla ricerca di oasi per continuare a sperare di vivere. Il consumismo e il voler stare bene a tutti i costi ci ha rinchiusi nei cassetti dei ricordi che, come fogli di carta sgualciti e consumati, l'inchiostro ne ha fatto uso per la sua poesia, che nessuno osa più ricordare. La vita e fatta scale, oggi le sali velocemente, e il giorno successivo sei il nulla, scordato e dimenticato persino dalle stesse carezze degli amici che virtualmente un tempo mi davano.
        Filippo Oddo
        Composto domenica 22 marzo 2015
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