Scritto da: Ferdinando Garzillo
in Diario (Sfogatoio)
Chi umilia un bambino per le sue "colpe" non è un educatore: è soltanto un grandissimo figlio di puttana.
Composto lunedì 23 ottobre 2017
Chi umilia un bambino per le sue "colpe" non è un educatore: è soltanto un grandissimo figlio di puttana.
La competenza non va avanti, l'hai già sperimentato... è inutile che te la prendi. Ecco, con questa frase vorrei spiegare il significato della parola "meritocrazia" "meritocracheèe?" Meritocrazia... così risponderebbe un italiano medio... ebbene sì, perché è una parola che non incontrerai mai nella tua vita in Italia, è una di quelle parole che te le vai a cercare. Penso di aver già espresso al meglio la disapprovazione per questo sistema, ma non me la sento di finire qui. Noi siamo la quella classe che ha sempre i progetti più grandi commenti, commenti, commenti, commenti, ma non li può mettere in atto, perché ci sarà, sempre qualcuno al di sopra di lui il che ha paura e farà di tutto per affondarlo... noi rimaniamo lì, inespressi. Accettare questa posizione per principio ti rende fiero.
Buona Domenica! Sì, buona domenica, non riesco a contare più le domeniche senza di voi... Quante volte Silvana, immagino il suono del campanello, e vederti arrivare sempre con qualcosa in mano particolare per Aldo. Conoscevi molto bene la tua mamma così difficile nel mangiare, era la tua risata che mi gioiva anche se qualche volta mi facevi incavolare, ma dopo ci ridevo sempre su, perché conoscevo la tua spigliatezza! Sono certa che lassù starai molto meglio, vorrei sapere il tempo come lo trascorri, in qualsiasi modo sia, ricordati che hai lasciato un grande vuoto nella tua famiglia che nessuno colmerà mai!; Chiedo solo a Dio di tenervi uniti a te con Daniele e la piccolissima Ferdinanda, che mamma non conobbe nemmeno il suo volto, sicuramente sarà un mio piccolo angelo con Daniele che veglieranno su noi tutti... Mamma vi stringe forte forte!
È principalmente a me stessa che devo rendere conto. È con me stessa che devo vivere e fare i conti alla fine. Per questo scelgo io con chi condividere e cosa condividere. Quando qualcuno non mi piace, lo lascio perdere, lo evito perché non amo circondarmi di presenze che non gradisco. È una questione di pelle... Finiamola con questa storia dell'invidia. "È tutta invidia" spesso è solo un alibi! Basterebbe invece, semplicemente accettare che non possiamo piacere a tutti, che una persona può pensarla diversamente da noi, capire che certi atteggiamenti, parole e modi di pensare in un'altra persona possono non generare invidia ma perplessità! Basterebbe accettare che a volte non è questione di invidia, ma che semplicemente non ci andate a genio! Si chiama essere diversi, empatia, feeling... Chiamatelo come volete, ma stateci lontani che per come viviamo e la pensiamo non abbiamo trovato niente da invidiarvi!
Non prendertela per quelle persone che parlano alle spalle. Questo tipo di persone cerca i difetti nel prossimo per non dover fare i conti con i propri!
Non ho mai capito i festeggiamenti dei compleanni! Augurare buon compleanno a una persona per me è una beffa! Perché quella persona quando compie gli anni ha un anno in più e di conseguenza un anno di vita in meno da vivere! "Che festa sarebbe questa?" E questo lo penso e lo dico da sempre guardando nella realtà il bicchiere mezzo pieno.
Mi chiedevo come possa il "tutto" esser relativo. Il "tutto" comprende in sé un valore assoluto, il relativo non ha in sé alcuna certezza o valore assoluto. Il tutto potrebbe corrispondere all'infinito? E l'infinito cos'è? Dovrebbe essere il tutto in sé. Dunque l'infinito è una certezza assoluta visto che corrisponde al tutto e il tutto è Dio la relatività sosta nel mondo della materialità dove il tutto potrebbe corrispondere al niente ed il niente al tutto.
Cos'è la realtà? Siamo davvero certi di esser ciò che siamo? Siamo pienamente consapevoli di vivere nella autentica realtà? Si! Di trovarci, insomma, nel luogo che consideriamo sicuro e tangibile, o lasciamo ampio spazio alla nostra fervida immaginazione? Nell'incertezza non credo sia possibile stabilire se la realtà nella quale sostiamo sia la vera realtà. Talvolta il cammino di tale esistenza ad ostacoli sembra visto quasi come un film dal sottoscritto, nel quale film lo stesso interpreta due ruoli: la parte dell'attore principale e contemporaneamente quella di unico spettatore nonché responsabile delle proprie azioni.
Alla fine ti renderai conto di chi c'è sempre stato al tuo fianco e di chi invece c'è stato solo quando ha preso da te.
Se per caso i miei aforismi vi irritano non trattateli come fossero uomini.