Scritto da: Lucia Griffo
in Diario (Sentimenti)
A volte una gioia è più complicata di uno stato d'animo velato di malinconia.
Composto lunedì 8 gennaio 2018
A volte una gioia è più complicata di uno stato d'animo velato di malinconia.
È pericoloso dire a una donna ti amo, se per amore si desidera più o meno tanto.
Mano nella mano percorriamo la vita con mille difficoltà e situazioni avverse, ma nonostante tutto il nostro amore si rafforza con la speranza nel cuore e il sorriso marcato sulle labbra.
Tu nemmeno lo immagini quanto mi sia costato lasciarti andare. Quanto doloroso e lacerante sia stato il distacco. Quanto devastante sia stato il peso dell'assenza e dell'indifferenza. No, nemmeno te lo immagini, credimi... non puoi nemmeno lontanamente capire come ci si sente ad aprire il cuore e trovarlo vuoto... spoglio e afflitto. Vestito solo di cicatrici e bagnato di lacrime. Non puoi capire quanto duro sia stato aprire il palmo della mia mano e mollare la presa, vederti allontanare e non riuscire più a muovere nemmeno un passo per raggiungerti. Però... non puoi nemmeno lontanamente immaginare quanto da quella scelta la mia vita sia cambiata. Avevo perso tutto di me. Ormai priva del mio sorriso, della mia energia e di quella luce che mi ha sempre contraddistinta, ho iniziato a coccolarmi. Sono tornata ad occuparmi di me. No, credimi, non puoi neanche immaginare quanto rincorrere se stesse, riconquistarsi spazio, autostima, coraggio ed energia possa essere stato ancora più doloroso e faticoso di quanto lo sia stato stare dietro a te. Ai tuoi capricci da bambino viziato, al tuo egoismo, al tuo orgoglio e a tutti i tuoi finti valori. Non puoi capire, quanto ricostruirsi possa essere difficile, ma chi non ama, di conseguenza non soffre e non si perde mai. La mia vita dal buio totale è tornata a splendere di una luce ancora più bella proprio da quando ti ho lasciato andare! Fiera di aver aperto il palmo della mia mano e di aver mollato la presa; perché lasciando andare te io ho cominciato a tornare a camminare piano piano verso me stessa. Mi sono finalmente riabbracciata. Anche se tu non immagini cosa voglia dire... io so che certe cicatrici sapranno ricordarmi quanto preziosa sono e credimi, chi ci ha veramente perso sei solo tu.
Ritraeva sulla tela bianca con un punto interrogativo le mie grazie, sue muse ispiratrici, ma la mia essenza era l'ispirazione di quella effigie del mare in burrasca nella notte di piena estate, che solo lui sapeva intravedere nei miei occhi, e il vero artista sa leggere la mappa del tuo cuore!
Si compongono nuove melodie sulle note dell'amore da dedicare a chi portiamo nel cuore, ma mai per coloro che hanno più bisogno di riempirsi il cuore di gioia, hanno il viso spento dal dolore di chi ha sofferto, e le lacrime che sanno di passato vissuto, il corpo provato dall'impotenza di essere ancora armoniosi, sono loro gli ammalati!
Il problema non è quanto diamo a qualcuno, ma quanto siamo disposti a perdere per questo qualcuno.
Si sono presi sempre cura l'uno dell'altro. E così sono trascorsi giorni, mesi, anni. Accanto, rispettandosi perché e' così che si giurarono quel giorno. Nella gioia e nel dolore, in salute e malattia. Così fu. E lo è ancora di più.
Capita spesso, e tutte le volte e come ricevere un pugno nello stomaco così forte da farti mancare il respiro. Pensiamo di conoscere qualcuno così profondamente, ma così non'è. E poi, che fatica rimettere d'accordo cuore e testa. Giuro, c'ho provato a far ragionare il cuore nonostante le ferite, le delusioni subite. Ma niente, non mi ascolta. Al cuore, non può fargli cambiare opinione.
Inchiostro indelebile l'impronta nel passaggio che hai lasciato.