Scritto da: Stefania Arienti
in Diario (Esperienze)
Non credere a tutto quello che ti dicono. Cerca di scoprire da sola la verità.
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Non credere a tutto quello che ti dicono. Cerca di scoprire da sola la verità.
L'Italia rifiuta il MES: c'è da trasecolare se si pensa alle condizioni della nostra sanità e al fatto che per i vaccini dipendiamo da incerte forniture estere. Ma nessuno pensa di utilizzare quei soldi per assicurare al Paese un minimo di autonomia nella produzione di farmaci? O si ritiene che la pandemia sia un accidente irripetibile e dunque non sia necessario? Dov'è la capacità di previsione dei nostri governanti?
Cosa sto facendo? Ciò che fanno tutti: aspetto l'alba del mio tramonto. Nell'attesa progetto ali per i sogni; portamene uno e gli farò il più bel paio d'ali per sorvolare ogni tramonto.
Dev'essere così quando le onde si infrangono sulla scogliera. Indomabili, passionali e sempre in bilico. È impegnativo lo so, ci vuole coraggio e forse un po' di incoscienza. Dopo, non hai più paura se c'è qualcuno al tuo fianco che ha voglia di vivere esattamente come te.
Ogni volta che faccio il pane in casa…
il suo profumo mi inebria la mente
e inizio a ripercorrere ad occhi chiusi,
un viaggio a ritroso,
nelle serate estive,
nei tempi in cui da bambina giocavo
con le mie amiche d'infanzia,
davanti casa dei miei nonni paterni,
tra l'incessante odore della panetteria
“d 'L_bruccj”
all'angolo di Via Pasubio.
La vita con il nostro crescere, sparge i resti del passato sulla tela del nostro futuro. Acerba, rifiuta di cancellare ciò che nessuno potrà mai restituire alle nostre membra, alla nostra esistenza. Molte volte ci rema contro e ci lascia sprofondare alla deriva delle nostre paure, senza remi, senza freni, senza risparmiarci niente. Riesce a tagliarci le ali, e furbamente ad incenerire le nostre opinabili ragioni. Ma per assurdo, nello stesso tempo c'insegna a camminare nel coraggio delle nostre scelte e consapevolezze. Toglie e aggiunge al nostro bagaglio di conoscenza, la brezza di quella capacità di oltrepassare i limiti imposti di una società superficiale e scialba, abbattendo le barriere che ci separano dall'apparire per essere. Ritrovando così, la necessità di scavare nel profondo, dove le vertigini dell'esistenza, scompaiono, per dare luce alla nostra presa di coscienza, quella sostanza che abbatte ogni tempesta e scalfisce ogni profondità. Un punto di riferimento, si da dove si riparte, per stabilire che per ritrovare noi stessi; dobbiamo prima affondare e perderci, per rinascere più forti di prima.
Impara a dire di no. Sii ribelle per giusta causa e difendi ogni volta, con più forza, la tua verità; al punto tale da smascherare chiunque indossi una maschera di fronte a te.
Non giriamoci intorno. La verità è che sei gradito finché sei utile.
Chimere, infondo siamo tutti chimere di un mondo sconosciuto,
un mondo che ognuno di noi racchiude gelosamente dentro sé.
Chimere, Occhi cupi di un orgoglio, accecato dal dolore dell'amarezza.
Narcisismo e idee di grandezze che condizionano il nostro ego nell'ammirazione solo di noi stessi, troppo presi dalla superiorità, dall'arroganza e dal disprezzo, quasi a stroncare il respiro per un empatia fragile quasi inesistente.
Invulnerabile alle critiche del confronto si distrugge ogni cosa "tabula rasa di ogni barlume di emozione". Perché l'importante non è star bene con se stessi, ma vivere una vita in un Lockdown di sentimenti...
Chimere non solo mostri mitologici che inneggiano trionfanti tra racconto e fantasia... anche fragili sognatori, frutto acerbo di una lacrima spezzata, che appassisce ogni qual volta; quando la spina del tormento perturba l'umile verità dei silenzi oramai perduti.
Consapevolezza di tante parole mancate, di tanti sorrisi mozzati dai dispiaceri dell'esistenza.
Chimere non è solo un germe informe chiamato egoismo.
... molte volte è solo Un mondo interno che non sempre ci piace mostrare, perché siamo due pesi e due misure
che non sempre riusciamo ad accettare, poiché tantissime volte il metro del nostro giudizio è pari alla presunta paura del nostro fallimento.
La campagna vaccinale contro il corona virus è partita con il freno tirato. Pur sperando in un successivo miglioramento permane il timore che ritardi inaccettabili possano essere causa di molte morti e di danni economici ingenti. Sottolineato che in tempo di emergenza sono necessarie misure di emergenza, vorrei proporre quanto segue, nel presupposto che una accelerazione non può che derivare dalla moltiplicazione capillare dei siti vaccinali. In aggiunta a ospedali (anche privati), farmacie e medici di famiglia, le vaccinazioni possono essere affidate anche a semplici infermieri, perfettamente in grado di fare una iniezione, coadiuvati da qualche volontario per le registrazioni del caso. Palestre, luoghi pubblici e simili possono essere sedi da adattare allo scopo. Il problema della idoneità alla vaccinazione può essere risolto mediante il rilascio da parte dei medici di famiglia, che ovviamente conoscono le condizioni di salute dei loro assistiti, di un nulla osta affinché l'inoculazione del vaccino avvenga senza rischi. Detta soluzione avrà i suoi maggiori effetti quando arriveranno vaccini che richiedono temperature di conservazione meno esasperate. Se le leggi non consentono tale procedura, si modifichino urgentemente le leggi, dato che è a rischio il futuro del Paese.