Esperienze


Scritto da: Gerardo Migliaccio
in Diario (Esperienze)
Ho imparato che ho perso tante volte, e continuo a perdere ancora tuttora, ho imparato anche ad accettarla la sconfitta, ho ammesso e chiesto perdono per gli errori che ho commesso, ed ho imparato ad amare Dio, ad accettarlo nel mio cuore, ed in me stesso, ma soprattutto, ho imparato a chiedergli aiuto, gli ho chiesto aiuto tantissime volte, di darmi una mano a "guarire" le mie pene e le mie paure; ho imparato a stendere la mia mano, senza ipocrisia alcuna, stendendola umilmente, l'ho fatto anche con gli estranei, sperando in un aiuto, ed ho imparato ad apprezzare chi mi ha voluto aiutare con i fatti, ma anche solo a parole, ed accettare senza rivalsa alcuna, anche chi mi ha negato la mano; ho imparato che l'indifferenza dei potenti, sarà giudicata dal Creatore, quella degli stolti, dalla verità; ho imparato a chiudere la porta, ed i rapporti umani, con gli ipocriti, i malvagi ed i falsi, ma anche con i finti buoni, e senza recriminare nulla, ho imparato che nulla mi è dovuto, nulla è certo, nulla dura per sempre, che ad essere umile, ha più valore dell'essere spavaldo, ad accettare i miei limiti, le mie debolezze, ripudiare la presunzione stupida, a riflettere prima di dire e di agire, e... e, non sono ancora convinto di nulla, non ho ancora capito nulla, ne dimostrato nulla, ne a me stesso ne agli altri, di non essere degno di, e di non sentirmi ancora un uomo.

Ho chiesto a tanti cos'è che mi manca, ricevendo spesso delle risposte diametralmente opposte, o peggio, spesso senza alcuna risposta, imparando che il nessuno intorno a me è normale, lui... nemmeno lui, Dio non mi ha indicato la via, nemmeno Dio mi risponde, io lo vorrei sapere, lo lo vorrei sapere, sapere se, la mia passione, la mia testardaggine che ho per il mio lavoro sia giusta, se è giusta la mia vision della vita e del business, se i miei pensieri, le mie idee... sono giusti, ed anche i miei concetti.

Cos'è che è errato ed astratto, dove sto sbagliando? Non capisco dove andare cosa posso fare.

Forse devo smettere di sperare, forse sto in debito, mi sorge il dubbio, che ho già ricevuto molto, molto di più di quanto mi spettasse, ho ricevuto molto di più di ciò che ho dato, e durante la mia vita.
Il saldo tra il bene ed il male, pende ancora in negativo, forse sto ancora in debito. Lo accetterò! Lo accetterò? Lo accetterò.
Composto domenica 4 marzo 2018
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    in Diario (Esperienze)
    Se dovessi chiedervi quando avete iniziato a vivere, sapreste rispondermi?
    A me è bastata una sola notte, in una lunga chiacchierata, sotto una timida luna. Era felice come una giovane che si faceva aspettare dal suo amato che l'attendeva al freddo con una sigaretta in mano. Solo in quella notte ho capito che le cose a volte sono diverse da come appaiono. Quella notte ho realizzato che fino a poche ore prima ero semplicemente in vita. Ne conoscevo il significato ma non ne conoscevo il sapore.
    Era come se qualcuno in quel momento mi avesse fatto capire che occorre divorare l'esistenza, fino all'ultima goccia di pura follia e desiderio. Ho capito che gli obbiettivi devono sempre esistere ma senza mai oscurare il contorno, altrimenti quel piatto finirà per rimanere vuoto. Gli ideali sono belli ma lo sono perché saranno sempre lontani dall'imperfezione del quotidiano. Sono meravigliosi ma solo perché saranno sempre troppo eterni rispetto al fugace attimo di esistenza che ci è concesso. A volte capita di incontrare chi ti mostra il lato della luna che non conoscevi. È come se ti facesse ruotare la visuale perché ti ritrovi davanti ad un orizzonte che non avevi mai ammirato. Solo allora inizi a interrogare la tua anima: esisti o vivi? Sei frutto di scelte o sei il risultato di rimpianti? Sei davvero quello che desideri e vivi realmente, come hai sempre voluto? A volte ci illudiamo di vivere ma in realtà stiamo solo esistendo, chiusi in una vita stantia, come l'odore del fumo che impregna gli abiti. Come se fossimo sigarette fumate troppo in fretta.
    Composto domenica 4 marzo 2018
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      in Diario (Esperienze)
      A mio avviso, esser donna è sinonimo d'essere uomo, caratterialmente parlando. Come la donna ce la fa a rialzarsi, così anche l'uomo; come la donna ama i suoi figli, allo stesso modo li adora l'uomo; come la donna affronta con dignità la sofferenza, così anche l'uomo l'affronta. Ci sono donne e donne, uomini e uomini. Sui social o in tv sembra quasi un dovere ricordare il valore di una donna, ma troppo spesso e così facendo, rischiamo di sottovalutare il valore dell'uomo che appare agli occhi della società come un impulsivo, un violento o un mammone inutile, come sottolineato in qualche post circolante sul social, nel quale vi è un ironico (un po' sadico) confronto fra la donna con 39 di febbre e l'uomo con 37. La donna con 39 di febbre fa tutto come sempre e l'uomo con 37 si sente morire. Non mi sembra giusto. Ci sono uomini e donne di valore, come ci sono uomini e donne senza pregi né virtù. Non sono maschilista, ma non accetto la nuova convinzione, introdotta nella società odierna, che evidenzia le caratteristiche dell'uomo "incapace" a vantaggio della donna "tutto sopporto, tutto faccio io". La donna ha patito per anni la sottomissione o la sofferenza sentimentale, ma non per questo tutto il genere maschile deve esser messo alla gogna! Alcuni messaggi circolanti in rete denigrano l'uomo sforando ampiamente nella presunzione, nel vittimismo sadico e lamentoso e nella voglia di inculcare la necessità di bastare a se stesse. Praticamente l'uomo, o ci sta o non ci sta, poco importa! Questo è il messaggio saluti.
      Composto sabato 24 febbraio 2018
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