in Diario (Esperienze)
Alla fine prendo ciò che mi rimane, vivendo i momenti e gli istanti fino alla fine.
Composto lunedì 12 marzo 2018
Alla fine prendo ciò che mi rimane, vivendo i momenti e gli istanti fino alla fine.
È incredibile, quanto gli uomini siano gentili. Ci riempiono di complimenti... sei stupenda, sei adorabile, sei unica, sei fantastica, sei sublime, sei meravigliosa, sei, sei, sei, sei, sei, sei... per un totale... di trentasei, e pensano... è questo che piace a lei! Bella, brutta, grassa, magra, giovane, anziana, e non dimentichiamoci... il colore degli occhi, dei capelli e della pelle. Va tutto bene, purché ci caschi. Dio volesse! E dentro di loro pensano... è quasi fatta! Due complimenti, degli sms, telefonate a gogò... è il gioco è fatto! Più che giusto, ma se analizziamo, bene tutto questo... il risultato è, la fragilità dell'essere. Siamo fragili... sia le donne che gli uomini. E la partita finisce zero a zero!
Solo le donne vedove possono sapere dove sono i loro mariti.
Non permettete mai a nessuno di farvi fare del male e non siate mai succubi di qualcuno, solo perché avete paura di perderlo. Il vero amore non sarà mai violenza fisica e psicologica, sarà sempre tenerezza, comprensione, emozione e soprattutto rispetto.
Per molti "vincere" è fondamentale, arrivare primi ovunque, a qualunque costo... ma cosa è veramente vincere!?
Sembra che per molti vincere sia veder cadere gli altri, vederli soffrire, morire, soccombere distrutti e sfiniti. Purtroppo invece, per me vincere è fregarmene di cosa fanno le persone che non contano, di come stanno quelle che vorrebbero vedermi morire e di cosa dicono su di me quelle che "pensano" di conoscermi! Sappiate che vincere è camminare con fierezza sulla strada che vi siete scelti, con la coscienza pulita e la serenità che vi invade dentro!
Ci sono sempre quelli che usano dire che la mia penna scrive storto per righe dritte, e io sono appunto d'accordo con loro perché alla fin fine io, lo confesso, non sono mica Dio.
Le risposte della vita sono nei lunghi silenzi di attesa. E poi diventa tutto chiaro e ti scorre dentro.
Puoi sentirti tradito, solo e abbandonato, con il cuore sanguinante, tempestandoti di perché, ma poi capirai di non essere solo, anche se lo credi, perché nessuno lo è veramente finché crede in se stesso.
Ti stringerei.
Ti abbraccerei.
Ti parlerei.
Ti guarderei.
Ti ascolterei.
Ti sorriderei
Ti amerei.
Condizionali.
In condizioni da non essere neanche più certa perché da quando non si coniugano i verbi al plurale, tutto è diventato drasticamente pesante.
Quando tutto
diventerà più leggero
Tu, fammi sapere.
Io a malapena riesco
a non confondermi con la gente
e la leggerezza non so
più da che parte stia.
Muoviti a rendermi leggera.
Ti prego.