Esperienze


Scritto da: Giuseppe Cutropia
in Diario (Esperienze)
A volte siamo liberi di scegliere le parole...
quelle che possono toccare il cuore e quelle che verranno esiliate da ogni nostra emozione.
Ma il silenzio no.
È l'unica cosa che non vorresti mai sentire.
A volte amico ingannevole dei nostri pensieri,
altre... unica realtà nella nostra anima.
Il silenzio si alimenta di te,
delle tua paure.
E cerchi disperatamente un suono, un sorriso.
Finendo per trovarlo in un ricordo,
in un desiderio.
Composto domenica 9 settembre 2018
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    Scritto da: Krzystof leb.
    in Diario (Esperienze)
    Ho deciso di essere un'isola dove per caso attraccano persone che vogliono una vacanza diversa dalla solita città famosa e modaiola. Le isole sono belle, affascinanti, ricercate e non per tutti, circondate comunque da chilometri e chilometri di mare e quindi difficili da raggiungere se non rischiando.
    Composto giovedì 20 settembre 2018
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      Scritto da: Claudio Brunelli
      in Diario (Esperienze)
      In fondo io credo che la bellezza sia del tutto relativa, la vedo come un'amica passeggera che abita negli occhi delle persone e muta la sua forma nel tempo. Quando ti trovi di fronte a una persona bella glielo dici e basta, il casino invece è quando incontri una persona che ti piace, non te la cavi con un semplice "Tu mi piaci", hai molto da spiegarle del perché ti piace, ti può piacere perché è dolce, sensibile, tranquilla, perché ti fa stare bene e magari ti capisce anche. Questo magari è niente in confronto alla bellezza, ma sono quelle piccole cose delle quali piano piano finisci per innamorarti.
      Composto martedì 4 settembre 2018
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        Scritto da: Domemì
        in Diario (Esperienze)
        Parlerò di quando ero bambina.
        Di quante lacrime ho ingoiato,
        e di tutto ciò che mi spaventava.
        Parlerò dell'emozioni che avrei voluto stringerle a me, ma che per paura di perderle le ho lasciate andare via io.
        Parlerò dell'ansia che mi ha condannato ad essere ciò che sono.
        Parlerò di te che ti ho vista nel vuoto ma che sei riuscita ad arredarlo come un giardino pieno zeppo di fiori, nonostante l'autunno che ti circondava.
        Parlerò del mio silenzio assordante che mi inquietava la mente e l'animo, e di come sono riuscita ad ammazzarlo.
        Quel silenzio che pur essendo il mio nemico, mi ha bendato gli occhi aiutandomi ad ignorare ciò che mi circondava.
        E parlerò anche di te.
        Di te che ti ho odiato maledettamente, ma che infondo non faccio altro che ringraziarti delle tensioni che mi hai fatto vivere. Di te che sei stato un pugno allo stomaco.
        E giuro, parlerò senza arrossire gli occhi, senza vomitare rabbia.
        Lo farò con la stessa leggerezza di una farfalla libera che vola intorno ad un prato fiorito.
        Composto venerdì 21 settembre 2018
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          Scritto da: Domemì
          in Diario (Esperienze)
          Ho smesso di credere alle parole, e a chi ne dice così tante.
          A chi fa promesse.
          A chi dichiara l'infinito.
          Nulla è infinito. Tutto ha una fine.

          Io credo all'infinito degli occhi e a chi riesce a guardarli fino in fondo e lo fa con la massima sincerità.
          Credo a chi sa ancora guardare un tramonto e sorprendersi, a chi sa ascoltare il silenzio.
          A chi piace tenersi per mano.
          A chi sa sorridere con l'animo.
          Credo nell'amore di due anziani che si tengono per mano su una panchina.
          Credo nelle paure di chi come me le ha incontrate di notte.
          Credo poco alle frasi fatte e ai troppi "ti amo", ma credo immensamente ad un abbraccio, uno di quelli dove ci si sente vivi, quelli forti ed improvvisi.
          Quelli che sanno farti sentire te stessi.
          Composto giovedì 20 settembre 2018
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            in Diario (Esperienze)
            Quando davanti a una determinata situazione, positiva o meno, diciamo "è andata come deve andare", non dovrebbero esserci né fatalismo né rassegnazione né deresponsabilizzazione, ma semplicemente accettazione di tutto ciò che ci è stato dato, nel qui e nell'ora, attraverso le scelte fatte in precedenza. Il fatalismo è staticità passiva, l'accettazione è decisione dinamica e si basa sulla fede. Che è resa profonda ed è sinonimo di fiducia. Perché... credere è cedere.
            Composto giovedì 30 novembre 2017
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              Scritto da: Magic_Mike
              in Diario (Esperienze)
              E mentre tiriamo quella corda che per un'estremità è legata ai social ci scordiamo che l'altra estremità, quella legata al polso di qualcuno sta per strapparsi, e mentre noi stiamo attenti a cosa accade sui social, mettiamo like, condividiamo o postiamo quel qualcuno dall'altra parte aspetta un nostro messaggio, una nostra chiamata o semplicemente un nostro sguardo con un sorriso.
              Ora diciamocelo quante persone abbiamo perso per via dei social? Quante ne stiamo per perdere? O quante ne perderemo? Signori, siate compassionevoli, mollate quel cellulare per un istante, guardatevi intorno, sono sicuro che non siete soli, e sono stra sicuro che non volete restarci.
              Spegnete i cellulari.
              Scambiate più sguardi.
              Sorridete di più.
              Abbracciate di più.
              Tenete più strette le mani di chi vi sta accanto.
              Baciate di più.
              Nutritevi di sogni e non di like o di visualizzazioni.
              Cercate amore, non like sulle foto.
              Cercate carezze e non visualizzazioni.
              Se non sapete cosa fare siate creativi, non lasciate che i social prendano il sopravvento su di voi.
              Mentre siete attaccati a quell'oggetto elettronico con un piccolo o grande schermo qualcuno cerca i vostri occhi, le vostre mani, i vostri abbracci, i vostri baci.
              Non dimostrate forza tramite le foto, dimostratela diversamente.
              Sempre che per voi la domanda sia:
              Per cosa sei disposto a lottare?
              E non:
              Cosa sei disposto a perdere?
              Pensateci bene, il tempo perso non torna più indietro.
              Le persone perse non tornano indietro, e se lo fanno sono diverse e non come erano prima.
              Prima di allontanarvi da chi vi ama, o da chi vi aspetta pensateci.
              Prima di aprire Instagram, Facebook, Twitter, o Telegram, guardatevi attorno, o pensate se dovete scrivere qualche messaggio, o fare qualche telefonata, che so.
              Ma prima ancora di questo, guardatevi attorno e cercate qualcuno che sta aspettando voi.
              I social non cambiano il mondo o i sentimenti delle persone.
              Voi si.
              Svegliatevi.
              Composto martedì 2 ottobre 2018
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