Scritto da: F. Bastone
in Diario (Delusioni)
Chissà perché le troppe attenzioni vanno a finire in mani sbagliate, forse perché sono troppo scontate.
Composto giovedì 24 ottobre 2019
Chissà perché le troppe attenzioni vanno a finire in mani sbagliate, forse perché sono troppo scontate.
Ci si rifugia tra braccia amiche perché come sempre qualunque sia il nostro dolore, loro sono sempre pronti a stringerci al cuore.
Quel peso di non sentirti mai abbastanza finirà per distruggerti.
Puoi nasconderti agli occhi di chi non ti sente... Io ti sento con il cuore e da lì non c'è posto dove nascondersi.
Non l'avevo detto a nessuno, nemmeno agli amici, quel che stavo vivendo e subendo. Ero sola fondamentalmente e stavo male il dolore mi tormentava, martellava come un picchio sulla mia carne. Dio se faceva male non mi lasciava respirare e in fondo, di cosa avrei dovuto parlare se c'era chi mi ha sentita implorare e mi ha lasciati sola a lacrimare.
Quante volte ci sentiamo bisognosi di parole, di sentirci apprezzati, ma spesso sottovalutiamo che quando questo avviene è per una mancanza più profonda. Sono le parole a mancarci o lo sguardo che ci fa sentire la cosa più importante per chi sta al nostro fianco?
Anche lui era cambiato. Non mi faceva più la corte in maniera spudorata, non era di quello che avevo bisogno. Era diventato una spalla, un sacco da prendere a pugni per scaricare la mia rabbia, qualcuno con cui potevo mostrarmi debole senza paure, un amico.
Finirà! Questo sogno, in questa mente, in questa notte, in questo sonno.
Mi hanno sempre detto: se non cambi e non diventi più forte, la sensibilità, la tua, ti farà a pezzi! Mi hanno anche detto: cambia, se ti vedono fragile, non ti sarà risparmiato nemmeno il dolore! Ma sapete qual è per me la verità? Il più forte è proprio colui che dimostra le sua debolezze, la sua sensibilità e la sua fragilità.
Sono sopravvissuta al tuo amore malato, bugiardo, sbagliato e ai tuoi tanti pugni in faccia che fanno ancora male. Sono sopravvissuta alla rabbia di ogni tua aggressione incontrollata, alla tua violenza, fisica, verbale, psicologica, tanto da farmi sentire colpevole delle tue colpe. Poi un giorno livida, davanti ad uno specchio mi sono guardata e di sentirmi niente e sbagliata, mi sono stancata. Così feci la cosa più sensata, mi sono abbracciata così forte da non cercare più altre braccia. Mi sono amata e bastata.