Scritta da: Silvana Stremiz
La felicità per alcuni è dimostrare di essere il migliore.
Ma esiste davvero "un migliore"? Non siamo forse alla fine tutti quanti degli essere umani?
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La felicità per alcuni è dimostrare di essere il migliore.
Ma esiste davvero "un migliore"? Non siamo forse alla fine tutti quanti degli essere umani?
La superstizione, è avere dei limiti.
È amore se senti vibrare l'anima.
"Carpe diem" è a volte saper semplicemente "respirare" un tramonto col cuore.
Mille anni e mille sguardi non mi faranno dimenticare quell'attimo di "noi".
Ci sono silenzi che attendono l'arrivo di una spiegazione, per poter spegnere il tormento di quei perché senza senso.
Ho raccolto l'attimo di te, l'ho reso infinito dentro di me.
Ognuno ha un angolo dell'anima dove rifugiarsi in quei giorni di tempesta.
A volte si ha la presunzione di pensare di fare un torto al prossimo e non si comprende che gli stiamo facendo un piacere e che chi subisce sta sorridendo alla pochezza del nostro essere.
Ho imparato che l'amore non si può insegnare, che è qualcosa che nasce dentro di noi a prescindere da ogni insegnamento. Per quanto possa essere crudele accettarlo, non sempre le persone che amiamo saranno amate dai nostri figli. Le persone che per noi sono importanti, non necessariamente lo saranno per loro. I legami di sangue non vogliono dire nulla se non nasce l'affetto, si ha per quello che si ha dato e il nulla porta spesso al nulla. Raramente si può imparare ad amare il "nulla".