Anche se si possiede l'intelligenza per le grandi elucubrazioni, bisogna stabilire fin dove l'energia può sopportare un tale atteggiamento. Entrare in un labirinto è più facile che uscirne.
Non è sempre necessario un punto di partenza nuovo ma basta riformare le situazioni in essere. In seguito il saggio constaterà se i cambiamenti operati hanno portato gli effetti sperati, e cercherà ulteriori miglioramenti.
Quando la riflessione è giunta al suo culmine e la ponderazione ha fatto il suo cammino, è necessario agire. Il troppo pensare paralizza le giuste azioni.
Quando si avvertono i sintomi della stanchezza, quando errare non è più in piacere ma una fatica, meglio cercare un luogo di appoggio o un rifugio sicuro, anche se non del tutto soddisfacenti.
Le azioni repentine suscitano reazioni di ripulsa. Il saggio conscio del fatto che il tempo è l'unico strumento per agire senza errori opera con penetratività, traendo esempio dal vento che soffiando raggiunge gli angoli più riposti.