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Poesie - Le ultime 100 poesie inserite
L’uomo degli aquiloni
L'uomo che imitava gli aquiloni
aveva braccia grandi di sequoia.
Si misurava in gioco, ogni giorno, verso sera
con gli uccelli migratori.
Attraversava nubi di brina
E si bagnava le piume dell'anima
Con le gocce cadute dagli arcobaleni sbiaditi
Si dava appuntamento nel bosco delle betulle
Ad imitare il rosso del fogliame.
Scricchiolava la sua anima
come ramo spezzato
che ardeva di gemme inesplose
Contava quanti passi lo separavano
Dallo sguardo delle sue amate ninfe.
L'uomo che imitava gli aquiloni
Non aveva un nome proprio,
si chiamava da solo con un nome nuovo
ogni primavera.
Quando s'innalzava troppo in alto
Soffriva di vertigini
Sognava di vedere cose nuove,
cose che sulla terra non esistono,
Cose che destavano di stupore alle sue stesse pupille,
socchiudeva le palpebre e vedeva paradisi di braccia tese.
Braccia come ramaglie di querce ed ulivi
Braccia come grovigli di nasse
Come reti che sognano mari aperti e pescosi.
Braccia come baci che ti stringono.
Braccia come catene che ti legano,
braccia come passaporti aperte alle frontiere dell'amore,
braccia come lasciapassare in un mondo di accoglienza.
L'uomo che imitava gli aquiloni si assentava spesso,
metteva il cartello "closed" e spariva per mesi interi.
Era naufrago su rive azzurre e piane.
Era seduto sotto palmeti di quiete.
L'uomo non ricordava mai il suo nome,
se glielo chiedevi ci doveva pensare su qualche momento,
poi scrollandosi le ali coperte di brina
ti fissava dritto negli occhi e ti diceva un nome,
uno di un altro, un altro e non il suo.
L'uomo che imitava gli aquiloni era un mistero persino a se stesso,
non aveva nome, né carta d'identità, ne domicilio, né dimora,
né cane, né donna, né amori.
L'uomo che imitava gli aquiloni abita nel mio sogno ricorrente.
Io lo chiamo con un nome misterioso
Il suo nome è quello di un principe, un principe folle,
di nome Wolfang.
1° maggio '54
Dove sei, Paola?
Eravamo ragazzi, ricordi?
Ti chiamavo "Avanguardia"
E tu ridevi
E cantammo in faccia
Ai padroni
canzoni di sole, dietro
Bandiere
Rosse al vento
Quel ragazzo, Paola,
Non ride più.
Dove sei, Paola?
Eravamo ragazzi, ricordi?
Ti chiamavo "Avanguardia"
E tu ridevi.
La barca di mia vita
Incerta traballa,
in tempesta di pensieri,
la barca di mia vita.
Tumultuose onde
la sballottano
in acque oscure.
Ma mano amica
afferra il timone
e mi conduce
in quieto porto di pace.
Buona notte, Federica!
Oggi l'augurio arriva presto
Perché domani dovrò esser presto desto!
È però un augurio pieno d'energia
Affinché della notte non si perda la magia
E dai tuoi occhi non svanisca fantasia
Pensatrice dei desideri del tuo cuore
Pennelo nel domani per dargli più colore
Per esporli al sole, alla sua luce
E il tutto per te sarà assai vivido e vivace!
Ma ora... Quando t'addormenterai
E ad occhi chiusi nel profondo volerai
Non scordarti il favoloso tuo sorriso
Perché le ali la ti porteranno con un battito
Dove attendono solo chi sul viso
Porta dell'animo il risvolto.
Buona notte.
Fu
Vivo il mio futuro
guardando passare il presente,
e già appartiene alla mia storia
il pensiero che corre
nella impaziente mente.