Poesie


Scritta da: ANTONIO PISTARA’

Ombre e Luci

In una terra, intrisa di morte e odio
scorgo la vita, in resti di civiltà perdute.
Vedo sofferenza e la compassione confuse dell'ego
in un circo mediatico dove circensi e spettatori si scambiano i ruoli.
Ruoli sommessi, ruoli confusi
alla guida di un mondo dove la luce cede il passo all'oscurità.
Ombre e tenebre si aggirano tra le anime,
alla ricerca di un posto dove albergare e scovare spiragli di luce:
annichilendo, distorcendo e riducendo l'umanità
ad un ultimo palpito della sua stessa sostanza.
C'è ancora posto per la speranza?
Sempre.
Disillusa, intorpidita, confusa,
ella resiste e combatte.
Alla fine trionfa.
E vince.
Composta lunedì 29 maggio 2023
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    Scritta da: Marco Giannetti
    Cerco di parlare con la voce che t'appartiene e sento il mio cuore dilatarsi, cerco di sentire ogni tuo pensiero che per me hai e che fa sciogliere la mia neve...
    imiterò il desiderio che, dentro, già mi somiglia e vorrò essere la nostra soccia che già ci sta cercando per ricondurci all'abbraccio degli alberi che si spalancano al cielo.
    Composta sabato 11 febbraio 2023
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      Scritta da: Antonino Gatto

      Donna

      Quando vuoi sapere cos'è l'amore
      Chiedilo ad una donna
      Quando vuoi una cura per il tuo dolore
      Innamorati di una donna
      Quando vuoi scoprire cos'è la gioia
      Fai felice una donna
      Quando vuoi dare un senso alla tua vita
      Fallo con una donna
      Quando vuoi specchiarti negli occhi di un figlio
      Cercalo in una donna
      Quando chiuderai per sempre i tuoi occhi
      Fa che siamo le sue mani a stringere le tue.
      Composta mercoledì 8 marzo 2023
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        Scritta da: Pietro Colucciello

        L’Ape Regina

        Diversa dalle altre,
        ma unica nella sua bellezza
        in volo, di fiore in fiore
        scintillante tra i petali colorati.
        Allegra e laboriosa, ogni tanto
        le assale la voglia di riposare,
        torna al suo alveare, e si ricorda
        che c'è il miele da preparare.
        È lì che nasce la sua dolcezza e
        le emozioni che le bruciano dentro.
        Il suo è un viaggio astratto,
        un sogno da proseguire ed è così
        che estende la sua anima oltre
        i suoi fragili confini.
        Composta sabato 24 dicembre 2022
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          Scritta da: Joe Kowalski

          Vicolo Rensi

          Hai passeggiato? Mi chiedo
          le volte/quasi un'abitudine
          ma non è /sarebbe
          altrimenti svanito
          quel senso di tremore
          ancora prima di svoltarè angolo
          e guardo in alto
          sentire oltre gli scuri spenti
          la luce
          indovinare la voce

          "aspetti la prima mossa"
          non la farò! Mai
          e una settimana s'accavalla
          cavalca sull'altra
          e mi ordino "perché?"
          La ragione il cuore
          parla. Una lingua povera
          fatta di profonde sensazioni.
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            Scritta da: Joe Kowalski
            I paradisi incantati
            dove lella moriva
            fuggiva.
            Come fuggiasco il cane
            braccato.
            Ma fuggire dalle cime
            del verde nevoso. Dove
            scendevi a dirupo al
            mare a cantare.
            Le onde crostacee della
            notte.
            U fuggi l'urlo che
            provi. O fuggi la melodia
            che fu.
            Se sappi gelida da un amante
            l'amante ha tradito e sola
            all'orgoglio.
            Ma se fuggi
            la partitura che impressa
            nel fuoco
            non dipanarti in
            gelide acque d'amianto.
            Hai fuggito chi musicava le sirene tue note.
            O hai fuggito chi non ti intonava a piacere
            perché delusa/perché
            cementi l'ora che batte
            il tempo delle favole
            non puoi parlare di sconfitte...
            se sconfitto è l'orgoglio
            che ha ceduto il passo ad un solitario
            soliloquio d'amore.
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              Scritta da: Joe Kowalski

              Saint-Michel ovvero poesia del Quartiere Latino

              Il passo mordace
              schivando le pozze
              la pioggia ridesta
              nel picchiare
              il moto traverso
              i pensieri aleggiano
              nella mente frastorna
              un'approdo è un interrogativo
              nella babele
              la realtà demoniaca si attesta
              s'afferma nel scompiglio
              di voci
              solo il profondo
              la sensazione immediata
              la mente malferma
              la balia degli eventi
              non più una struttura
              un punto d'aggancio
              solo il demone
              la vera sostanza
              trapassa nella reale
              bestiale dinoccolata
              aria notturna
              un tempio del Dio
              del Dio quello vero
              bistrot 27.
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                Scritta da: Joe Kowalski

                L'ultima notte di Valpurga

                Il cane storpio vagava.
                Nel posto della birra.
                Alcolica. Sputava gli odori
                di piscio.
                Scioglievi il fuoco
                al camino grande oltre
                la volta
                degli oceani aerati.
                E l'aquilone volava
                immobile nella mente.
                Ho odiato sedurmi
                solo. Un avvoltoio rapace.
                Che imprigiona gli occhi.
                Fuggenti nelle mani
                grinze.
                Il nero manto.
                Di cervo morto.
                E la figura dell'uomo
                barbuto passava incessante.
                Procrastinando un
                mezzo litro di pizza.
                ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
                un filo spinato che avvolge
                la croce e tu nuda
                pozzanghera imbratti.
                La rosa di malta viva.
                Ma ora si posa.
                La bara volante e anziana al cuore
                lo anima all'idea dell'amore.
                Mai ho amato un cadavere esangue
                mai una bocca di
                rosa metallo
                mai fu deserto
                nel mare stellato.
                Mai un dì morire
                colto nel fiato.
                E dormire leggiadro nelle
                coltri di neve.
                E salire notturno nei battiti
                ciechi. Croci
                di un profondo
                tormento... lì lo sguardo (indifferente)
                bruciava i pezzi di
                nero di un carbone
                d'amico.
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