Poesie


Scritta da: Renata Falconi

Viva l'inclusione

Quando eseguo i compiti faccio fatica
E questo complica spesso la mia vita.
Studio le ore per capire appena
E a volte mi chiedo, se ne vale la pena
Per questi versi da fare in rima
Non avevo idee per finire prima
Ho pensato tanto e mi sono arrabbiato
Per quanto difficile lo avevo trovato
Di corsa da mamma sono andato
E lcon dolcezza mi ha calmato
Mi ha detto che tutti hanno i loro tempi
E quando li troviamo siamo tutti contenti
Di stare sereno, tranquillo e contento
Perché per ognuno arriva il momento.
Viva la scuola e viva l'inclusione,
Che per il mondo non deve essere un'illusione.
Composta domenica 4 dicembre 2022
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    Scritta da: Renata Falconi

    La mia manina

    Mamma guarda la mia manina
    che accarezza la tua faccina
    è piccola, tenera e da osservare
    Perché nel tempo dovrà cambiare
    La uso tutti i giorni per prendere e fare
    e quando studio mi aiuta a contare
    Quando da grande mi vedrai lavorare
    Il tuo animo dolce inizierà a ricordare
    E nel cassetto del tempo che sarà
    Questo regalo nel tuo cuore resterà.
    Composta mercoledì 30 novembre 2022
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      Siamo a Dicembre

      Siamo a dicembre,
      l'aria di Natale
      trascina rami spogli
      senza luce
      con lacrime sospese
      come fiocchi di ghiaccio
      a questo freddo
      che gela il cuore affranto
      dai soprusi
      del veleno che affligge
      prominenti
      a vertice del monte
      e gente inerme,
      bimbi intirizziti
      coi sogni congelati
      dentro il cuore
      aspettano le briciole
      di stelle,
      aspettano
      che si proclami l'alba.
      Per non lasciarsi
      prendere dal gelo
      conservano nel cuore
      bulbi dolci
      sotto la terra dura
      che vince nella stalla
      dove re buoni approdano
      a osannare
      il bambino
      più povero di tutti.
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        Tempo di Natale

        Siamo a Natale
        il cielo parla piano
        si muovono
        barconi ripudiati
        su mare nostro
        che trascina infermo
        lacrime di parole.

        Siamo a Natale
        il cielo piange amore
        suona miseria e fame,
        ma la Terra
        non smette di gridare,
        investe tutto il sangue
        fino al cuore
        in armamenti e bombe
        contro le vite umane.

        Siamo a Natale,
        la cometa del cielo
        alza la voce
        illumina la stalla
        del povero bambino,
        ma impotenza meschina
        si dibatte
        senza trovare un lume
        che spinga il senso buono
        a prevalere.
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          Scritta da: Stefano Cardarelli

          Il borgo che guarda Roma

          Mi appresto alla vista sacra della Madonna del Sorbo
          i miei passi scricchiolano sul selciato
          solo rumore di brezza e il ticchettio di un Picchio verde
          accompagnano la mia ombra
          all'improvviso il cuore si fa meraviglia
          si apre la valle feconda
          tra chiazze di fiori e ginestre... ramingano i buoi
          ogni tanto il gorgoglio delle placide acque del Cremera
          rompono il silenzio della natura
          tra i cespugli un usignolo di fiume accompagna il mio passare
          lo zaino del viaggio comincia a pesare.
          Dal culmine della collina
          i tetti di Formello cominciano a prendere ordine
          il mio vecchio bordone passa l'arco di Porta da Capo
          l'immagine di un Cristo mi accoglie a braccia aperte
          l'anima si rallegra
          sfioro il Palazzo Chigi con il suo maestoso portale
          intravedo lo scrigno del chiostro
          abbraccio con lo sguardo questo disegno d'ingegno umano
          la piazza si riempie di sillabe che diventano parole di stupore
          dei Romei stanchi
          nella risega dell'angolo c'è la Chiesa di San Lorenzo
          con la sua meridiana per il tempo antico
          il bordone avanza tra le fessure del paese
          la luce interrompe il suo viaggio
          tra i tetti e le case del Borgo dei Chigi
          petali di gerani seguono la voce del vento
          anguste viuzze animate da gatti
          salutano il passare del pellegrino
          interrogo i miei passi tra sogni e speranze
          adesso so... di non avere più confini
          l'ultimo campanile della chiesa di San Michele Arcangelo
          contempla l'agro veientano
          il tramonto si adagia sul borgo che guarda Roma
          mentre le stelle mi aspetteranno a San Pietro.
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            Scritta da: Stefano Cardarelli

            il deserto di Accona

            Un giorno preso dallo sconforto, sprofondai nel letto, rivolsi lo sguardo sul soffitto, rimasi fisso sul bianco cercando l'impossibile, chiusi gli occhi e mi ritrovai nel mio "Deserto di Accona", alzai i piedi sulla parete dove poggiava la spalliera del letto e mimando i movimenti cominciai a camminare nella strada polverosa. Sentivo nuovamente il rumore dei miei passi e lo sguardo si perdeva nelle colline argillose e nelle biancane in quel lembo di terra Toscana, dove amavo camminare e dove la Francigena regalava emozione e sussulti. E lì che cominciò il mio viaggio primordiale, fatto di sofferenza e cuore, procedevo su quell'immenso disegno della natura piegato dall'arcano lavoro dei contadini, ogni passo sprofondava nella polvere liberandomi dall'angoscia e dal tempo. Si... quel tempo che mi aveva relegato tra le mura di casa e dove l'unica via di uscita era la finestra ad occidente con i suoi tramonti.
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              Non spiare la vita nascosta nelle pieghe
              del volto del vicino che sono rughe vive
              nate da lavori per portare avanti la gioia
              sbocciata da un cuore che ama e ragiona.

              Leggi bene le rughe di chi vive di lavoro
              di allegria familiare e dei suoi pochi dolori.
              Non spiare di nascosto l'intimità pudica
              di una donna che canta e ricama la vita.

              Cammina su sentieri che ti portino in alto
              dove l'aria è più limpida e il sole riscalda.
              Prendi per mano la tua giovinezza umana
              trasformala da architetto in un vero altare.

              Prendi con sicurezza la briglia del cavallo
              che scalpita nella prateria dei tuoi occhi.
              Superi i vari ostacoli di cactus con spine.
              Guardi l'orizzonte e abbracci i tuoi sogni.
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                Oggi pomeriggio il cielo è diventato grigio
                con aria stanca e un venticello che squilla
                sbattendo foglie di glicine sul mio balcone
                che aspetta una bianca colomba che cova.

                I molti grappoli azzurri con tanti bei fiori
                dondolano mentre alcune foglie svolazzano
                come allegre farfalle che sorvolano allegre
                per assaporare il buon nettare che ristora.

                Dopo tanto caldo estivo fuori del previsto
                ringrazio il vento che mi regala un respiro
                per poter viaggiare in un cielo di nuvolette
                che si muovono come donzelle nelle feste.

                È un pomeriggio di un luglio troppo afoso
                che oggi ha preferito cambiare il suo lavoro
                non più mantici per accendere molti fuochi
                ma un bacio di frescore per il povero cuore.
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  Non abbandonarti nelle braccia dell'empio
                  non fustigare quanti bruciano la tua allegria
                  né avvinghiarti a sogni sospesi sui burroni
                  non venderti a nemici che bruciano la gioia.

                  Il tuo tempo ti è stato regalato per viverlo
                  con gli occhi pieni di azzurro del tuo cielo
                  con le tue mani aperte alla pioggia e al sole
                  in attesa di maturare come un nuovo uomo.

                  Vivi la tua giovinezza senza vendere l'anima
                  apri agli amici e nemici la bellezza del cuore.
                  Sii sempre attento alle suppliche dei poveri
                  perché sarai ricco in questa vita di ricordi.

                  Abbracci con forza la verità che germoglia
                  distruggi l'ingiustizia dei tribunali d'ipocrisia.
                  La tua voce faccia sbocciare la pura verità:
                  solo così lascerai un libro aperto all'umanità.
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