Scritto da: Gladys Rovini

Come un girasole


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...in rispettoso silenzio.

Due giorni dopo si presentò al garage che avevamo allestito, ormai da tempo, come sala prove. Io avevo fatto il turno di notte e non ero molto sveglio, ma... appena la rividi, un'inebriante sensazione di pace e di piacere s'impadronì di me.
Aveva portato un altro vassoio, questa volta solo di bignè.
"Se permettete ne divoro un paio pure io... ne ho bisogno" ammise, secca.
Scorsi nuovamente un'apprensione celata nel suo animo, ma che trapelava in maniera abbastanza evidente, dal suo sguardo.
"Sei ancora interessata ad andare da quegli amici per vedere i cuccioli?" Mi lanciai.
"Certo! Dimmi quando..."
"Bè... anche più tardi, se vuoi..."
Lei annuì e il discorso terminò lì.
Era trascorsa più di un'ora. Lei si era messa al microfono a canticchiare un paio di canzoni.
E io pendevo dalle sue labbra.
Ad un tratto arrivò la ragazza di Sandro, Serena. Era incinta e, a dispetto del nome, molto stressata.
Guardò Gloria con occhi severi.
A quel punto il telefonino squillò e Gloria disse: "Scusate, esco un attimo."
Si era fiondata fuori.
I miei amici mi guardarono e scoppiarono a ridere.
"Sei proprio cotto!"
"Che... già ti manca?"
"Attento che hai gli occhi che stanno rotolando ... [segue »]
Composto nel agosto 2009

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