Poesie inserite da Giuseppe Catalfamo

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Scritta da: Giuseppe Catalfamo

Oh,Capitano.

Oh, Capitano, mio Capitano
la nave fila sul mare tosco,
ma tu non sei lontano
dal tremendo scoglio fosco.

Vicina la Costa si staglia.
Nella notturna baldoria
la festa è fuoco di paglia,
come fugace è la gloria.

Improvviso lo schianto fatale
-calma signori, è un'avaria
nessuna paura, l'ansia fa male! -
Ma rapido il sogno và via.

Il rumore dell'onda sovrasta
nell'irreale terribile fuga
il marino profumo di pasta
il sapore prezioso d'acciuga.

Oh Capitano mio Capitano
dove sono le luci del porto?
Sulle scialuppe si va piano piano...
chi non sale è già quasi morto.

Oh Capitano mio Capitano...
Capitano...

Capitano?
Capitano?
Capitano?
CapitanOOOOHOO!
Composta giovedì 5 aprile 2012
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    Scritta da: Giuseppe Catalfamo

    Caro Lucio ti scrivo

    Genova "4 marzo 2012"

    "Caro Lucio Ti Scrivo", non ti sento molto lontano,
    ma come poterti ricordare in modo plausibile... e con "Quale Allegria"?

    "Un Uomo Come Me" che gioca nello scrivere
    è solo "Un Bambino Di Fumo" che ascoltando la tua melodia
    fra "Strade Su Strade" o "Treni A Vela"
    spesso si è chiesto... "Se Io Fossi Un Angelo"?

    Lo fossi Ti vorrei a fianco "La Sera Dei Miracoli"
    cogliendo una "Stella Di Mare"
    non percependo gli odori d "Anidride Solforosa"
    per rendere "Futura" anche "L'Ultima Luna".

    "Balla Balla, Ballerino" Lucio
    non so "Cosa Sarà"
    so che "L'Anno Che Verrà" ed oltre
    mordendo la vita come "Nuvolari"
    dovremo sempre stare "Attenti Al Lupo"
    ed all'ipocrisia che non ha confini "Com è Profondo Il Mare".

    "Ma Come Fanno I Marinai" avremo le Tue parole in ogni porto
    in ogni angolo di "Cielo"
    avremo un pianto di speranza in ogni "Piazza Grande".

    Buon compleanno Lucio... Infinite Grazie.
    Composta domenica 4 marzo 2012
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      Scritta da: Giuseppe Catalfamo

      Ho visto

      Ho visto
      e sentito respirare le colonne granitiche e marmoree
      di piazza De Ferrari.

      Ho visto
      una mano con tre dita affusolate
      che girava il mio cervello con un mulinello.

      Ho visto
      strade sterrate e buie di periferia
      illuminarsi ai lati con fasci di colorate luci.

      Ho visto
      cose più vere nelle falsità ipnotiche
      che incrociando occhi di tutti i giorni.
      Composta giovedì 30 giugno 2011
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        Scritta da: Giuseppe Catalfamo

        Guarda... meglio

        Strette di mano, un eroe, al centro del campo.
        S'allontana da solo, sulla fascia, l'ennesimo incontro.

        Alza un braccio al cielo, sembra toccare il sole, è giallo.
        Guardo in alto, cerco il divino, peccato, io non credo.

        Alza un braccio al cielo, un condottiero, è una bandiera.
        Guardo accanto, non sono solo, nessuno è patriota.

        Alza un braccio al cielo, come fosse ormai generale.
        Tutti lo assecondano, immobili, il suo influsso è ancestrale.

        Senti un po', è la terza volta che non è fuorigioco.
        Guardalinee di merda!
        Composta martedì 29 marzo 2011
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          Scritta da: Giuseppe Catalfamo

          Emilia

          Sbaglio non fecer i genitori tuoi
          al nome darti alla venuta luce.
          Perch'impersoni quell'Ital terra
          per gentilezza e bontà, detta Dotta.

          Nobil Emilia ch'in terrena vita
          niun sacrificio ti scoraggia,
          nell'assolver quei doveri sacri
          per la tal fede che professi insegna.

          Di Cristo insegnamenti osservi
          nel lenir l'altrui sofferenze
          con sentimento, amor e affetto
          ripudiando qualsiasi compenso.

          Tal sublim esempio fosse eseguito
          da tutti color che sù terra vive
          à miser che fatal destino impose
          quelle ferite sarebbero guarite.
          Composta giovedì 19 luglio 1973
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            Scritta da: Giuseppe Catalfamo

            Babbo Natale

            Una notte da Babbo Natale
            per poter dal camino entrare.

            Vedere quell'uomo che scalcia il suo cane
            e dello stronzo, per gioco, farne un tizzone

            Una notte da Babbo Natale
            per poter dal camino passare.

            La mano serpente sul bimbo fermare
            portarla col resto, nel camino, a bruciare

            Una notte da Babbo Natale
            per narrare un solo finale.

            Cuccioli e infanti accarezzati da bimbi
            Genitori ed anziani tornati un po' acerbi.

            Albeggiare sornione da Babbo Natale
            per poter nel caveau, della Banca d'Italia, entrare

            Sacchi riempire di soldi, monili e gioielli
            per lustrarmi la casa, non più con semplici orpelli.

            Va bhè che sò "babbo"
            è Natale, mi battezzo Gabibbo.
            Composta venerdì 17 dicembre 2010
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