Le migliori poesie inserite da Gaetano Toffali

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Scritta da: Gaetano Toffali

Non dire che mi ami

Non dire che mi ami
Se non ti batte il cuore
Che passa un'ora vuota
Quando non sei con me

Non dirmi amore amore
Con il cuore che ti piange
Da troppo che è felice
Di finalmente ho

Un battito che batte
Un tempo per sognare
Un volo nella mente
Un giorno che sarà

Un unico respiro
Nel nome dolce al suono
La mano che si stringe
a ricordare che

Sei stata l'entusiasmo
Il grido nell'orgasmo
La cuccia dentro il letto
Il fiore nel cassetto

l'utopia sognata
La sera a fare amore
La prima alla mattina
La rosa mai comprata

La voce sussultata
Il solo col sorriso
Un bacio senza tempo
Un angolo di vita

Un peso lieve al petto
Capelli dolci al tatto
Le ore a stare bene
e amore un poco tu.

Che quanto sia davvero
Nel cuore c'è paura
Più facile da fare
Che dire il vero noi
Bruciati dal passato
a dire niente bravi
Ma con quel prato aperto
Che corre verso noi.
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    Scritta da: Gaetano Toffali

    Non basta la voglia

    Non basta la voglia ad averti qui
    Ci prova sussurro a ricordarti di me
    Magari è fallace o forse poi no
    Ma resta sostanza il lontano che sei

    Ci credo nel dentro
    Dei sogni di uomo
    Che tu questa notte
    Ti giri a cercare
    Il senso di colpo
    Ti fossi vicino
    Allunghi la mano
    Chissà se mai se

    Non basta spedirti parole di carta
    Da solo parlarti di coccole e luce
    Che fioca ruffiana negli occhi che fissi
    a cercare nel cuore ci voglion sperare

    Tu fossi vicina
    Tu fossi alle dita
    Canzone sarebbe
    Leggera per te.
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      Scritta da: Gaetano Toffali
      Le tue braccia questa sera
      Erano ancore
      Per i pensieri sbagliati

      Luce nella gloria
      Di un giorno triste
      Passato da nascere
      a vita ancora.

      Le tue labbra
      In questa sera
      Sarebbero se fosse
      Un istante di voluttà

      Nel vivere il minuto
      Che ricorderò domani
      Come gioia di vita

      e tu come lei
      Che ho amato e
      Mi ama
      Per come sono
      Non come vorrei
      Ma come vita
      Mi ha fatto
      Io imperfetto di me
      Io lusinga di te.
      Composta nel dicembre 2009
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        Scritta da: Gaetano Toffali

        mi chiami amore

        Mi chiami amore con viso aperto
        E gli occhi chiusi solo nel bacio
        Io ho parole spigole a uscire
        E gli occhi chiusi mentre ti bacio

        Di me hai pianto e vissuto invano
        Con rabbia antica a sfregiarti il cuore
        Di te lontana ho profumo d'ambra
        Nella vaghezza del cuore di uomo

        Ali di mani hai fatto al tuo cuore
        Petali azzurri hai fondi negli occhi
        Io nella steppa a caccia di Graal
        Prego nel tempo e spero in te.
        Composta lunedì 30 novembre 2009
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          Scritta da: Gaetano Toffali

          Nel mio senso del tempo

          Nel mio senso del tempo
          Ho finito le mele
          Dentro l'età
          Ma non certo nel cuore
          Dove albero frutta
          Come fosse maturo
          E mi dice se canti
          Non è tempo che conta.

          Allora io canto
          Come sono capace
          A parole silenti
          Dette a tutta voce
          Con il corpo ritroso
          Che fa finta di nulla
          Ma ritrova il sorriso
          È il perché lo sei tu

          Sono frasi e parole
          Chè a dirle non so
          Leggi e ridi tesoro
          Che il mio cuore ti do.
          Composta domenica 31 ottobre 2010
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            Scritta da: Gaetano Toffali

            Iu' Marè

            Quando ricordo è battito
            È perché tu sei piccolo

            Il mondo è un sogno
            Che inizi a sfiorare

            A sentire l'odore
            nell'aria diversa
            in fondo a Marradi
            a ghe'Iù'Marè

            Ti piangono gli occhi
            ma è buono il sapore

            lo senti negli anni
            che ti lasciano solo
            con quell'incontro
            di tuffi nel fiume

            quando paura
            ancora non c'era

            e puoi tutto
            e hai futuro
            e hai nel cuore
            la purezza di te

            è bello tornare
            per mano ai ricordi
            sfiorarne il tepore
            con te'Iù'Marè.
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              Scritta da: Gaetano Toffali

              Lettera per una domanda di perdono

              L'esperienza ci ha strappati
              l'uno dall'altra, amore;
              l'esperienza ci ha rattristati
              l'uno nell'altra, amore;
              e il mio "tu" e il tuo "tu"
              si perdono nel vento:
              quale furtiva foglia
              asciugherà il pianto del rubinetto?
              Quale cotone assorbirà
              il mio canto?
              Io nudo come il cielo;
              tu troppo densa, troppo carica,
              troppo, troppo.
              Sbaglio le parole e suono
              come un peccato, come una percossa,
              come un tradimento, come una pazzia.
              E tu, se mi disegni a lungo,
              mi perdi. Ritrovami
              nel giuramento della sera:
              io sono
              il demone del dramma e della catarsi.
              Ma per raggiungerti in purezza
              dovrò mangiarmi le mani?
              La tua bocca mi guarda e io svanisco,
              insano dentro una perla
              umida di nebbia.
              Le tue mani mi dividono
              e io scivolo
              in un tempo di zanzare.
              Resta solo di me il bicchiere
              di questo seme sparso sul cuscino;
              le radici di questa barba
              che abbrutisce il cuore;
              il grido di questa gola
              che nessuna pastiglia addolcisce
              e questa rovina che assapora
              tutto il pudore che mi resta,
              tutta la malizia che ho consumato
              e tutto il canto.
              Vieni, e credi di nuovo
              che il mio corpo, sposo del tuo;
              che il mio silenzio, padre del tuo;
              che il mio canto, fratello
              della tua amarezza
              raggiunga il dio nel tutto che supplichi
              e s'allontana.
              Non ci sono più ossa, ma rose;
              non ci sono più muri ma strade;
              non ci sono più inverni, non ci sono:
              tra poco è marzo, vieni,
              camminiamo.
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