Poesie inserite da Antonino Gatto

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Scritta da: Antonino Gatto

Amor cortado

Caminando en busca del amor
por el vasto jardín de la vida,
también atraídos por el olor de una flor
que ha aliviado el camino empinado

Tan fuerte fue la embriaguez,
que no pude resistir,
y la cultivè con el deseo de
dar voz a su corazón, sordomudo

Incansable me he dedicado
a los cuidados mas urgentes
a bañar su ánimo delicado,
como el florero de un ramo de rosas.

Ahora la flor que va cultivè està marchita
pero de su tallo atesoro el amor
que he dado a un cuerpo herido
de mi deseo de tomar una flor.
Composta venerdì 1 gennaio 2010
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    Scritta da: Antonino Gatto

    Parole d'amore

    Ci sono parole che hai sepolto nel cuore,
    perché ti ricordano, la gioia e l'amore.
    Altre che invece, non vuoi ricordare,
    frutto soltanto di lacrime amare.
    Gli storici inseguono, parole preziose
    macchiate di storia, per farle poi spose,
    mettendo insieme, in un mosaico perfetto,
    la vita dei tempi, che nessuno ha mai letto.
    Quante ne hai lette? E poi replicate.
    Quante ne hai scritte? E dimenticate.
    Parole sfumate, nel loro vestito
    di bianco e di nero, che il tempo ha scalfito.
    Comunque sian fatte, le parole che hai dentro,
    non temere la tormenta, ed affidale al vento,
    se sono vestite di gioia e d'amore,
    troveranno qualcuno, a cui entreranno nel cuore.
    Composta lunedì 31 maggio 2010
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      Scritta da: Antonino Gatto

      Madre

      Madre,
      Madre Chiesa,
      Madre Celeste,
      Madre di ogni Madre,
      nel Vostro ventre è racchiuso il seme di ogni bene.
      Fate in modo che il mio amore per Voi,
      rimanga integro e supremo,
      indipendentemente
      dallo stato temporale in cui lo vivo,
      dal vestito che avete indossato,
      o da quello che indosserete
      il giorno della Vostra nudità.
      Composta giovedì 13 maggio 2010
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        Scritta da: Antonino Gatto

        Il giorno del raccolto

        Esiste una giustizia,
        che pareggia gli eventi,
        come una bilancia,
        che porta sempre ogni ramoscello
        alla foce del fiume,
        che attende solo
        il momento opportuno
        per venire a galla.
        Così ogni gesto
        che noi facciamo,
        prima o poi, come un seme,
        darà i suoi frutti.
        Proprio quando il sole non c'è più,
        quando la pioggia fitta
        trafigge il nostro umore,
        quando ci sembra di essere rimasti soli,
        proprio in quel momento,
        un piccolo germoglio,
        spunta fra i rami della nostra vita,
        e con un piccolo spiraglio di sole,
        ci manda un segnale.
        Qualcosa sta cambiando
        ed il giorno del raccolto è vicino!
        Assicurati di aver seminato
        buoni frutti, perché il sale
        non germoglia!
        Composta lunedì 10 maggio 2010
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          Scritta da: Antonino Gatto

          Lucciola fra le zanzare

          Alcune parole le senti sulla pelle,
          come salsedine in riva al mare,
          ed accarezzano i tuoi pensieri,
          mentre passi il tempo ad aspettare.
          Soffochi le sensazioni,
          mettendo in dieta anche il tuo cuore,
          perché vivendo sopra l'asfalto,
          non puoi sapere cos'è l'amore.
          La luce brilla nei tuoi dolci occhi,
          spenti soltanto per una notte,
          lanciando urla nel tuo silenzio,
          mentre qualcuno ti prende a botte.
          Tutti parlano delle tue scelte,
          ma non conoscono la tua famiglia,
          intanto vogliono solo il tuo corpo,
          e se ne fregano se hai una figlia.
          Forte nella tempesta,
          lucciola fra le zanzare
          prendi il coraggio di dire basta,
          inizia a vivere, se vuoi volare!
          Composta domenica 9 maggio 2010
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            Scritta da: Antonino Gatto

            Nonna

            Quando mi chiedo cos'è l'amore,
            rivedo i tuoi occhi, luccicanti,
            profondi come il mare.
            Mille volte ti ho incontrata nei miei sogni
            prendendoti per mano,
            ed accarezzando le tue dolci rughe,
            dipinte come lacrime d'artista,
            sulla tua pelle morbida di seta.
            Tu che mi hai insegnato i valori,
            tu che mi hai descritto il passato,
            colorandomi il presente con le piccole gioie di un tempo.
            Grazie a te ho apprezzato il valore della vita,
            delle piccole cose,
            come si possa amare alla follia,
            quello che la gente considera
            il niente...
            Ti ho promesso di farti giocare con i miei Figli,
            e tu con un sorriso quasi premonitore,
            mi hai fatto continuare a sognare,
            per non disilludere in me la speranza.
            Oggi rincorro i nostri ricordi di un tempo,
            e rivivo la tua presenza, quando abbraccio
            i miei bimbi.
            Celeste è la tua anima,
            come celeste è il tuo nome,
            che hai portato con gloria,
            fino al tuo ultimo giorno.
            Composta sabato 3 aprile 2010
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              Scritta da: Antonino Gatto

              Il pesce innamorato...

              Mia dolce gabbianella con fame d'amore,
              che dall'alto m'osservi e mi vorresti mangiare,
              io guardo i tuoi occhi e mi sento volare,
              mentre nuoto da anni nel profondo del mare.

              Tu parli una lingua che non posso capire,
              a volte mi sfiori e mi sento sfinire,
              sognando quel giorno, per donarti il mio amore,
              e sentirmi morire sfamando il tuo cuore.
              Composta sabato 13 marzo 2010
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                Scritta da: Antonino Gatto

                Dietro un vetro

                Amsterdam la rossa,
                di carne la pastura,
                audace chi non possa
                ma in cerca di avventura.
                Le strade a passo d'uomo,
                la spola a visi spenti,
                di volti senza sonno,
                e cuori ribollenti.
                Guardando le vetrine,
                comuni all'apparenza
                adornate da tendine,
                e corpi in trasparenza.
                Splendenti donne ad ore
                con mani vellutate,
                che invitano all'amore
                per essere pagate.
                Così son consumate,
                le notti ad una ad una,
                l'opportunista che usa e parte,
                mentre lo assiste la sola luna.
                Ma dietro un vetro, in un gran dolore,
                nel suo silenzio, risplende un fiore,
                che piange la bimba lontana e assente,
                per cui lavora senza dir niente.
                La sua speranza è di far fortuna,
                e della vita strappare un foglio,
                che lo ricordi solo la luna,
                per poi tornare dal suo germoglio.
                Composta sabato 13 marzo 2010
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