Scritta da: milanoteca

Non voglio

Non voglio che il giorno ripeta ogni moto
che le ore scandiscano il peso immanente
non voglio che il cuore si sprechi nel vuoto
in cui più nessuno vuol credere a niente

Non voglio progetti al futuro raggiro
né pianificare ogni nostro momento
è l'attimo solo a donarmi respiro
e il tuo battere d'ali a rincorrere il vento

Per questo vorrei mio visino innocente
che tutto non sia come il mondo ci vede
sconfitti e delusi del vivere assente
passivi alle ombre che il buio concede

Non voglio e lo grido, non voglio morire
con questa mancanza di vivo sognare
in questo ripeterci senza gioire
di ciò che dal tutto possiamo imparare

Non voglio adorarti nel buio più nero
ma solo al tramonto di un giorno sincero
Non voglio confondermi al tetro grigiore
ma aprirmi di luce a ogni gesto d'amore.
Walter Di Gemma
Composta mercoledì 10 aprile 2013
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    Scritta da: milanoteca
    Quanto sei dolce
    con le tue paure,
    e così fragile
    con le tue bugie
    teneramente pure
    come quelle di una bimba
    che vorrei proteggere
    dalle sue insicurezze
    dalle sue contraddizioni
    e coccolare sempre
    nel calore di un abbraccio
    Accompagnarti ovunque
    in ogni tuo sogno,
    in ogni tua pazzia,
    dandoti la mano
    per sentirmi anch'io più uomo.
    E quando mi guardi
    e abbassi poi lo sguardo
    vorrei raggiungerti all'istante
    per baciarti all'infinito
    come se fosse un gioco
    solamente per sentire
    quanto insieme siamo fuoco.
    Walter Di Gemma
    Composta lunedì 26 gennaio 2015
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      Scritta da: milanoteca
      Ti amo immaturità
      perché più cosciente e onesta
      di evidente imbarazzo mi vesti
      e io imparo a suon di sberle.
      Ti adoro davvero
      perché disintegri il mio orgoglio
      col rumore sgraziato dei miei tonfi
      e se tento di reagire tu mi schiacci
      costringendomi allo specchio
      per insegnarmi
      soprattutto adesso
      di quanto sia più luminosa e dritta
      la strada che mi mostri
      dopo la sconfitta.
      Walter Di Gemma
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        Scritta da: milanoteca

        La parolaccia

        Lo sfogo di una sana parolaccia
        non sporca né la fede né la faccia
        perché tra i più volgari e i più signori
        noi siamo tutti santi e peccatori.
        Se gli ultimi volgari sono detti
        i primi qui rimangono interdetti
        nel senso che sentendosi nel giusto
        offendono il rispetto ed il buon gusto.
        La parolaccia in vero scandalizza
        colui che nel suo cuor la somatizza
        e chi scandalizzato te l'addìta
        è quasi sempre più volgare nella vita.
        Walter Di Gemma
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