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Poesie di Monica Cannatella

Scrivere e ascoltare musica., nato a Palermo (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Monica Cannatella

Non ho più voglia di giocare

Non ho più voglia di giocare perché l'onestà non esiste più.
Tendono sempre tutti ad imbrogliare.
Non ho più voglia di giocare
perché conosco solo sentimenti nobili e leali...
e con i sentimenti, io non ci gioco!
Non ho più voglia di giocare
perché non ho più l'età per rincorrere
chi non vuole essere trovato, afferrato, salvato...
non ho più voglia di giocare perché per farlo,
c'è bisogno di qualcun altro, e tra i due, qualcuno deve pur perdere.
Non mi piace l'idea che qualcuno perda...
quando sono stata io a perdere, faceva male.
Monica Cannatella
Composta domenica 20 agosto 2017
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    Scritta da: Monica Cannatella

    Piccolo uomo

    Aveva gli occhi persi nel vuoto
    e la tristezza di chi sorride poco.
    Sguardo basso e mani tremanti
    davanti all'indifferenza dei passanti.
    Ti guardavano come se fossi un mostro
    il naso e le labbra non erano al loro posto.
    Le cicatrici in viso lasciavano capire
    quello che avevi già dovuto patire.
    Nessuno ha fatto caso all'azzurro dei tuoi occhi
    sembravano il mare quando ti ci specchi.
    Solo io ti ho guardato con tenerezza
    e avrei tanto voluto farti una carezza.
    Ti avrei abbracciato forte sul mio cuore
    se fosse servito a cancellare il dolore.
    Ma non ho fatto in tempo e te ne sei andato
    con quell'aria da piccolo uomo spaventato.
    Un giorno non molto lontano, l'intero universo,
    capirà che ci vuole poco ad amare chi è diverso.
    Monica Cannatella
    Composta sabato 28 ottobre 2017
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      Scritta da: Monica Cannatella

      Ti regalo un abbraccio

      Quando ti vedrò, sussulterà di gioia
      il mio cuore.
      Mi perderò nel tuo sguardo segnato dal tempo
      che profuma ancora di gioventù.
      Accarezzerò ogni singola ruga sul tuo viso
      per lenire un po' di quell'antico dolore.
      E ti stringerò le mani e sentirai di
      non essere mai stato solo lungo
      il sentiero della vita.
      E ti regalerò un abbraccio
      uno di quello in cui ti perdi
      perché sai che dentro,
      c'è tutto l'amore del mondo!
      Un amore antico, quello di una figlia.
      Monica Cannatella
      Composta giovedì 2 novembre 2017
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        Scritta da: Monica Cannatella

        Amore

        Si guardarono e
        fu subito amore!
        Che vide nascere stelle
        tramonti
        sospiri
        attese.
        Sguardi fugaci e baci senza tempo
        notti d'attesa al chiaro di luna
        per donarsi l'uno all'altra senza pudore
        con il corpo
        la mente
        l'anima
        il cuore.
        Si guardarono e fu subito
        intesa
        magia
        consapevolezza.
        Si guardarono e si appartennero
        sempre!
        Monica Cannatella
        Composta giovedì 2 novembre 2017
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          Scritta da: Monica Cannatella

          Alla ricerca della felicità

          Si mise alla ricerca della felicità.
          Vagò per campi incolti e cieli senza stelle.
          Oltre i boschi incantati e sentieri senza fine.
          Si spinse ai confini del suo essere e del suo esistere.
          Arrivò fin sopra le soffici nuvole, oltre il vento ed il tempo.
          Navigò mari in tempesta e parlò con sirene stanche della loro solitudine.
          Chiese al sole ed alla luna, ai torrenti e alle montagne.
          Nessuno seppe dirle nulla, così si arrese!
          E perse la speranza, le sue certezze, se stessa.
          Per cercare la felicità, aveva perduto ogni cosa...
          E non capì mai, che in fondo, tutto quello che aveva perso per cercarla, era quel che la rendeva felice.
          Monica Cannatella
          Composta lunedì 11 settembre 2017
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            Scritta da: Monica Cannatella

            U mari ( Le parole della mia terra )

            Si teni n'sirragghiati n'ta li vrazza
            ogni sorta di tesori e di ricchizzi.
            C'è cu u saluta da terra cu la mano
            e c'è cu naviga pi ghiri luntanu.

            Quannu lu vasa u suli è na meravigghia
            tintu e n'fami quannu a genti si pigghia.
            Forsi si senti sulu e abbannunatu
            stu mare trarituri ca ni leva u sciatu.

            U sentu chianciri di notti ogni tantu
            mi unci chiaru e forti stu lamentu.
            Mi pari un picciriddu senza matri
            u signuruzzu mentri mori n'cruci.

            Si fussi figghiu miu ti cunsulassi
            strincennuti n'to pettu ti vasassi.
            Li peni tua putissi alliviari
            si un fussi fattu di acqua e sali.

            Sugnu stanca d'avvertiri stu duluri
            mi manca l'aria e trema puru u cori.
            L'unicu modu pi putiriti cunsulari
            è chiddu di moriri nno to funnali.

            Traduzione

            Il mare

            Si tiene stretto tra le braccia
            ogni sorta di tesoro e di ricchezza.
            C'è chi lo saluta dalla terra con la mano
            E chi lo naviga per andare lontano.

            Quando lo bacia il sole è una meraviglia
            cattivo e infame quando la gente si piglia.
            Forse si sente solo e abbondonato
            Questo mare traditore che ci toglie il fiato.

            Lo sento piangere di notte ogni tanto
            mi giunge chiaro e forte questo lamento.
            Mi sembra un bambino senza madre
            il signore mentre muore in croce.

            Se fossi figlio mio ti consolerei
            stringendoti al petto ti bacerei.
            Le tue pene potrei alleviare
            se non fossi fatto di acqua e sale.

            Sono stanca di sentire il tuo dolore
            mi manca l'aria e trema anche il cuore.
            L'unico modo per poterti consolare
            è quello di morire nel tuo fondale.
            Monica Cannatella
            Composta venerdì 11 agosto 2017
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              Scritta da: Monica Cannatella

              Ho toccato il fondo

              Come dopo un tuffo premuroso nel mare
              ho toccato il fondo.
              L'ho toccato per davvero!
              Ed i giorni mi sembravano eterni, l'attesa delle ore infinite.
              Ho toccato il fondo e mi è quasi mancato il respiro... la voglia di vivere.
              Ma per risalire in cima, era necessario che accadesse.
              E sono risalita io!
              Da sola, svelta, più in fretta che ho potuto.
              Ed ho imparato che ci sarà sempre qualcosa o qualcuno
              per cui potresti rischiare di annegare,
              fosse solo nella malinconia.
              Ma ho imparato anche che, tanto più a fondo vai,
              tanto più bella è la risalita.
              Che dopo il mio tuffo negli abissi,
              la felicità voglio attenderla in cima ai gradini della vita.
              Se proprio deve raggiungermi, che venga a prendermi!
              Monica Cannatella
              Composta sabato 5 agosto 2017
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                Scritta da: Monica Cannatella

                Marciapiedi

                All'angolo della strada
                sopra i marciapiedi
                ci abitano gli invisibili
                quelli che non vedi.

                Indossano solo stracci
                e chiedono la carità
                lo sguardo dignitoso
                e un sorriso a metà.

                Un cane senza nome
                e una coperta strappata
                gli unici veri amici
                di tutta la giornata.

                Qualcuno li chiama mendicanti
                l'ingiusto invece pezzenti.
                Loro sempre con la mano avanti
                e un sorriso che mostra sei denti.

                All'angolo di quella strada
                in fondo a quel marciapiede
                la gente passa e guarda
                ma non si accorge non vede.

                Che manca qualcuno
                che c è un posto vuoto
                è morto nessuno...
                è morto un ignoto.
                Monica Cannatella
                Composta sabato 5 agosto 2017
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                  Scritta da: Monica Cannatella
                  C'erano giorni di sole e di sorrisi
                  e poi, quelli di tempesta e di rimpianti.
                  C'erano giorni in cui bastava a se stessa
                  e giorni in cui sentiva la mancanza di tutto.
                  C'erano giorni che sapevano di vita
                  e poi quelli che non sapevano di nulla.
                  C'erano albe bellissime e tramonti
                  lunghi quanto i suoi sospiri.
                  C'erano... qualcuno giura di aver visto tutto
                  questo nei suoi occhi...
                  un tempo non molto lontano.
                  Monica Cannatella
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                    Scritta da: Monica Cannatella

                    Non basta una rosa

                    Non basta una rosa per cancellare
                    oltre ogni alba tutto il dolore.
                    Non è una rosa che ti farà dimenticare
                    che ti hanno messa al rogo
                    e lasciata bruciare.
                    Non è regalandoti il fiore più bello
                    che alleggeriranno il tuo pesante fardello.
                    Hai subito per anni soprusi e violenze
                    sempre vittima di maldicenze.
                    Sei data in sposa ancora bambina
                    si colgon la rosa e ti lascian la spina.
                    C'è chi ti vende per pochi spicci
                    chi prende in giro i tuoi poveri stracci.
                    Poi ti regalano fiori e mimose
                    ti ammazzan due volte con finte scuse.
                    Non basta una rosa per chieder perdono
                    Per ogni schiaffo che ti ha dato l'uomo.
                    Nessun fiore ti potrà salvare da quel
                    marciapiede dove ti costringono a lavorare.
                    Non serve una rosa, non ci sono parole
                    per chiederti scusa per ogni orrore.
                    Anche il cielo si inchina, donna, al tuo cospetto
                    solo l'uomo non ti ritiene degna di rispetto.
                    Monica Cannatella
                    Composta mercoledì 12 aprile 2017
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