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Scritta da: Bramante
Non più un burattino
lasciato in soffitta
per farti sfogare
il tuo pungente estro

sono graffi senza sangue
che consumano la carne
piombo nel fossato
smarrito tra le anse

sbranato dal dolore
condannato ad espiare
un impetuoso fuoco eterno
d'una morte mai avvenuta.

Voglio invece deragliare
nelle altezze rarefatte,
non sale la puzza del tuo estro,
precipitare in pieno volo
smarrirmi nel vorticoso cielo

padrone del mondo,
della vita e del piacere
di volare e di morire
lontano dal corpo stanco
di avere sempre preso.
Mariana Nechita
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    Scritta da: Bramante

    Scriverti

    Posso scriverti, per esempio che sei bella
    o che mi manchi più dell'ago al suo cotone
    ma non posso scriverti che mi addolora
    quando esco a cercarti negli occhi delle donne
    e far ritorno a testa bassa come un bambino
    Posso dirti che dormo su letti di glicini
    o che l'aria che respiro sa di te e di me
    ma non posso dirti che le mie albe sono aghi
    di ghiaccio che emergono dal cuore
    Se ti scrivo la mano si contorce e il cuore avvezza
    Come il merlo canta l'amore alla sua compagna
    nel mio castigo, la follia d'averti
    è il mio canto d'amore.
    Mariana Nechita
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      Scritta da: Bramante

      Questa notte donna ti farò un regalo!

      Questa notte donna ti farò un regalo!
      Prenderò una coperta di stelle e ti coprirò il viso, i sogni vanno illuminati!
      Prenderò il silenzio lo chiuderò nel tuo cuscino di piume d'angelo, dove adagerai la tua leggera chioma.
      Soffierò il deserto nei tuoi capelli, ondulando delicate carezze sul tuo viso da madonna.
      Mi prenderò le tue lacrime del giorno ormai trascorso e le metterò nei miei occhi per provare il tuo pianto.
      Colerò sulla tua ambrata pelle l'olio dell'amore, spalmerò sul tuo divino corpo la colla dell'essenza.
      Intreccerò coi tuoi capelli una rete dove inserirò un bacio che porterai per sempre.
      Entrerò in un giardino e coglierò i gigli bianchi, perché tu sappia che il loro candore è la tua anima purissima.
      Costruirò un'altalena dove dondolerò ogni tuo sogno, affinché raggiunga l'infinito.
      Cavalli in corsa nella spuma del mare schiumeranno i tuoi sogni,
      lasciandoti avvolta nelle sgualcite lenzuola di una notte consumata nel dolce travaglio dei sogni.
      Mariana Nechita
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        Scritta da: Bramante
        Hai amato in ogni luogo
        e in ogni battito di cuore.
        Hai amato dolcemente
        quando ti veniva in mente
        e l'hai fatto perdutamente.
        Hai amato tra le sabbie
        e nelle onde dei mari,
        hai amato le tue passioni
        e le tue folli visioni,
        hai rapito pensieri
        e hai pianto volentieri.
        Hai fatto rabbrividire...
        Hai amato senza nulla cercare
        Hai amato di notte
        sotto i cieli di stelle
        mentre le onde nel vento
        ti increspavano la pelle.
        Hai amato ogni istante, ogni respiro
        senza guardarti dietro,
        hai preso occhi, anime e menti
        hai lasciato cuori nei lamenti
        ed ora sei sepolta da i tormenti.
        Mariana Nechita
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          Scritta da: Bramante

          Viole

          Sul... selciato,
          le consumate scarpe
          calpestano le viole
          mentre da ponente
          il vento prende forma
          e spazza via le impronte,
          dai vicoli cuneiformi del passato
          s'insinua un'acre fumo nero
          che tutti han respirato
          il male invisibile mai amato
          lasciato al sole del sagrato
          Povere viole!
          dove il male respira altro male
          nessuna primavera rinnova più la vita
          nel freddo smarrirà le coordinate
          non s'alzerà al sole più nessuna viola.
          Mariana Nechita
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            Scritta da: Bramante

            Intimo tormento

            Che un respiro a fil di bocca bastasse
            ad eccitarmi e con le dita cercare le tue dita
            e sentire il canto della pelle fino in fondo
            fino al sangue che corre come un treno
            In un attimo, nuda, perdevi i lembi del pudore
            Venere di cera ti scioglievi come bruma al sole
            La sottana presa dai capezzoli fermava la discesa
            che il ruvido velluto della lingua aveva eretto
            Aderendo i corpi s'infangavano di sudore
            senza scrupoli le unghie penetravano
            la pelle scivolosa sul letto s'inchiodava
            Profanarti era un castigo reso irrefrenabile
            dalla voglia di trafiggerti che bucava come un tarlo
            l'istinto spingeva avanti senza ritegno
            L'orgasmo pioveva nel ventre che incassava
            colava bollente a riposar la danza
            tra l'inguine teso e un respiro a fior di pelle
            i sensi incenerivano l'ardente brace
            L'ultimo bacio chiudeva le mille bocche
            lambite come vini dall'aspro odor dei tini
            resta il miele ad incollare l'impetuosa voglia
            Rivestivo i tuoi nudi e virginei sguardi
            che s'intimidivano pungendo fitto il cuore
            Onde di capelli si dipanavano a matassa
            nell'intimo tormento il fiato diventava ardesia
            la tua mansueta purezza smarriva l'universo
            di quella notte che in un attimo fu già domani.
            Mariana Nechita
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