Scritta da: Bramante

Questa notte donna ti farò un regalo!

Questa notte donna ti farò un regalo!
Prenderò una coperta di stelle e ti coprirò il viso, i sogni vanno illuminati!
Prenderò il silenzio lo chiuderò nel tuo cuscino di piume d'angelo, dove adagerai la tua leggera chioma.
Soffierò il deserto nei tuoi capelli, ondulando delicate carezze sul tuo viso da madonna.
Mi prenderò le tue lacrime del giorno ormai trascorso e le metterò nei miei occhi per provare il tuo pianto.
Colerò sulla tua ambrata pelle l'olio dell'amore, spalmerò sul tuo divino corpo la colla dell'essenza.
Intreccerò coi tuoi capelli una rete dove inserirò un bacio che porterai per sempre.
Entrerò in un giardino e coglierò i gigli bianchi, perché tu sappia che il loro candore è la tua anima purissima.
Costruirò un'altalena dove dondolerò ogni tuo sogno, affinché raggiunga l'infinito.
Cavalli in corsa nella spuma del mare schiumeranno i tuoi sogni,
lasciandoti avvolta nelle sgualcite lenzuola di una notte consumata nel dolce travaglio dei sogni.
Mariana Nechita
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    Scritta da: Bramante

    Intimo tormento

    Che un respiro a fil di bocca bastasse
    ad eccitarmi e con le dita cercare le tue dita
    e sentire il canto della pelle fino in fondo
    fino al sangue che corre come un treno
    In un attimo, nuda, perdevi i lembi del pudore
    Venere di cera ti scioglievi come bruma al sole
    La sottana presa dai capezzoli fermava la discesa
    che il ruvido velluto della lingua aveva eretto
    Aderendo i corpi s'infangavano di sudore
    senza scrupoli le unghie penetravano
    la pelle scivolosa sul letto s'inchiodava
    Profanarti era un castigo reso irrefrenabile
    dalla voglia di trafiggerti che bucava come un tarlo
    l'istinto spingeva avanti senza ritegno
    L'orgasmo pioveva nel ventre che incassava
    colava bollente a riposar la danza
    tra l'inguine teso e un respiro a fior di pelle
    i sensi incenerivano l'ardente brace
    L'ultimo bacio chiudeva le mille bocche
    lambite come vini dall'aspro odor dei tini
    resta il miele ad incollare l'impetuosa voglia
    Rivestivo i tuoi nudi e virginei sguardi
    che s'intimidivano pungendo fitto il cuore
    Onde di capelli si dipanavano a matassa
    nell'intimo tormento il fiato diventava ardesia
    la tua mansueta purezza smarriva l'universo
    di quella notte che in un attimo fu già domani.
    Mariana Nechita
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      Scritta da: Bramante

      Viole

      Sul... selciato,
      le consumate scarpe
      calpestano le viole
      mentre da ponente
      il vento prende forma
      e spazza via le impronte,
      dai vicoli cuneiformi del passato
      s'insinua un'acre fumo nero
      che tutti han respirato
      il male invisibile mai amato
      lasciato al sole del sagrato
      Povere viole!
      dove il male respira altro male
      nessuna primavera rinnova più la vita
      nel freddo smarrirà le coordinate
      non s'alzerà al sole più nessuna viola.
      Mariana Nechita
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