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Poesie di Franco Paolucci

45 anni di attività edilizia, nato lunedì 8 ottobre 1928 a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

La preghiera di Caino

O cielo impotente
Che lacrimi sangue
Cercando bontà
Sull'ultime sponde
D'un fiume morente
Che foce non ha
Invano la gente
T'implora sperando
Che dall'aldilà
Arrivino Pace,
amore, Giustizia
E Felicità.
Ascolta Caino
Che vuole perire
Perché non può più
Vedersi quel segno
Scavato dal sangue
Che scorre quaggiù.
Franco Paolucci
Composta mercoledì 25 dicembre 1996
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    Esiti di vita - 50° anno di matrimonio -

    Ho veduto sfiorire le tue mani
    perdere il loro tocco musicale
    mutarsi da farfalle affascinanti
    in crudi ramoscelli
    articolati in noccule nodose.

    Ho veduto invecchiare le tue mani
    divenire rugose
    ed arricchirsi
    di lavoro e di storia
    per approdare all'esito finale
    d'una intera esistenza.

    Ho percepito l'alta convenienza
    e l'alto dono che ne hai fatto al mondo.

    Esse sono per me,
    come per ogni altro,
    un messaggio profondo:
    l'incarnazione viva
    trasfigurata silenziosa e attiva
    d'un passato fecondo,
    d'un messaggio d'amore.
    Franco Paolucci
    Composta giovedì 13 marzo 2003
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      Il canto del marinaio

      Siamo tutti velisti solitari
      con l'Anima che tende sempre al volo
      come la prora della barca a vela
      che in parte è immersa
      greve e prigioniera
      nel "Mare della vita",
      ma in gran parte
      alta s'eleva al Cielo
      e a lui sospira.

      Le "Passioni" ci scuotono le "Mura".
      Cieche forze emergenti
      dagli abissi del nulla
      come venti incostanti e capricciosi
      danzano a noi d'intorno
      e spesso avverse
      ci costringono al "Bando" ed ai "Bordeggi".

      La nostra "Mente" fa da marinaio:
      inebriata dal bianco della spuma
      sollecita la barra del timone
      per domare le spinte,
      e scruta il mare
      alla ricerca fra le tante mete
      della "Meta" sicura.
      E navigando, sogna, e si figura
      coste d'argento e moli d'oro, e donne
      dal sorriso di perle e seni amanti
      e giorni dopo giorni come fila
      di preziose collane di diamanti.

      Ma al crepuscolo lieve della sera,
      col placarsi del vento e delle onde,
      come carezza ambita, nel silenzio,
      sale la verità dal nostro cuore.

      Negli ultimi bagliori del tramonto
      viene, sorpresa e dono! E ci rivela
      che il luogo tanto ambito della "Meta"
      è tutto lì, nel Fiocco e nella Randa,
      nella tensione attiva dell'acciaio
      dell'algide Sartie,
      nei forti nodi delle Cime amiche,
      nell'umile quadrato del Pozzetto,
      nell'Albero Maestro
      che, con fatica, manteniamo retto.

      E il piacere?
      Il piacere della "Meta"
      si prova nell'ascolto religioso
      del mùrmure del Mare,
      nel cavalcare e lo sparir tra l'onde,
      nell'ampio respirar dei nostri petti
      che ogni attimo si nutrono e si saziano
      del profumo del Mare
      e dell'Amore
      che su una scia di nuvole s'invola
      dal libero Orizzonte all'Infinito.
      Franco Paolucci
      Composta mercoledì 21 maggio 1997
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        7 per me

        Questa è una legge:
        dove non c'è autocritica
        non c'è progresso.

        Lavora Uomo!
        Dio, nella Perfezione,
        è là che attende!

        Uno tra mille
        viventi visionari
        sogna e ci azzecca!

        Succede a tutti:
        fidarsi d'incapaci
        è andarsi contro.

        L'ingratitudine,
        mal corrosivo antico,
        le stirpi uccide.

        non c'è più un "Giusto".
        Il mondo va in rovina:
        Dio ci condanna!

        Finirà quando
        sarà privo di musica
        il Firmamento.
        Franco Paolucci
        Composta martedì 5 marzo 2013
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          la Morte

          Quanno penzo a la morte a me me piace
          immagginalla un maremmagna d'onne
          de ciccia e de capezzoli de donne
          dove ognuno s'anninna e ciuccia in pace.

          Quando penso alla morte mi piace
          immaginarla come un grande mare ondoso di (tenera) carne
          e di capezzoli (generosi) di donne
          dove ogni persona morta (dorme) fa la ninna ciucciando in pace.
          Franco Paolucci
          Composta lunedì 31 dicembre 2012
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            Il diluvio del Tempo

            Come quanno passeggi in riva ar mare
            la schiuma slarga, spiana e porta via
            orme e penzieri lungo er bagnasciuga
            così l'onna der tempo spazza in fuga
            inghiottennole tutte in de la scia
            storie de vita, amori e morti amare.

            Allo stesso modo di quando passeggi in riva al mare
            la schiuma dell'onda che infrange sulla sabbia si allarga, spiana la sabbia e cancella
            le orme ed i pensieri lungo il bagnasciuga
            così l'onda del tempo spazza in fuga
            inghiottendole tutte nella scia
            storie di vita, amori e morti amare.
            Franco Paolucci
            Composta venerdì 31 dicembre 1999
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              "SÌ" E "NO"!
              Ce sò du' parolette corte, corte,
              che sò le più importanti de la vita,
              sò ar bivio tra 'na Scesa e 'na Salita
              confuse ne le nebbie de la morte.
              'Sta voce doppia è incisa su le porte
              d'ogni passaggio umano. A vorte invita
              ar Sacrificio; e, spesso, a fà 'na gita,
              bendato, a cavacecio de la sorte.
              Mentre vai, pòi incontracce la Scarogna
              o la Fortuna: du' pajacce ar Monno
              che te metteno in "Trono" o su la gogna!
              Ma quanno ariva l'ora der supplizzio,
              li "Sì" e li "No" c'hai detto sò, all'infonno,
              la storia tua che resta e va in Giudizzio.
              Franco Paolucci
              Composta martedì 3 maggio 2011
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                Penetrazione

                Vorrei bagnarmi nei tuoi occhi! Avere
                nell'anse del tuo dedalo la via
                ai tuoi segreti anfratti di memoria
                dove conservi languidi abbandoni,
                dove si culla l'anima fanciulla
                perennemente tenera al richiamo
                dei toni melodiosi dell'amore.

                Avere accesso là, dove l'immagine
                di chi un tempo ci ha amato,
                si preserva fedele e dà vigore
                a rinnovi di vita e di speranza.

                Durare in te nel tempo di un sospiro
                è un dono ambito d'ali di colomba,
                un faro tra le nebbie del mio esistere.
                Franco Paolucci
                Composta sabato 1 agosto 2009
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