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Da troppi a uno

il mio nome non importa,
ciò che provo,
ciò che vorrei.
È il mio voto che vi serve,
il mio sì senza riserve.
Non importa il mio sentire
non importa il mio capire,
è importante l'ubbidire.
Finché anche uno soltanto
per errore o convinzione,
per qualcuno o contro un'altro
per compenso o promozione
firmerà con una croce
messa un poco di traverso
il consenso ad affidare
il suo tempo
la sua vita,
il presente ed il futuro
a chi spesso ha come dote
non saggezza e competenza
ma soltanto il gran parlare,
l'ambizione e l'arroganza
torneremo sempre indietro,
scenderemo sempre in basso,
fino a quando una mattina
parlerà una sola voce,
non per dirci chi votare
ma per dire di ubbidire.
Fra chi è intento a governare
e chi è sempre a criticare
spunterà quell'uomo solo
messo lì per comandare.
Alexandre Cuissardes
Composta lunedì 17 giugno 2013
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    Strada d'attesa

    Aspettami lì,
    dove l'ultima volta
    ti voltai le spalle.
    Aspettami lì
    dove ti trovo ogni volta che sogno,
    e sento quel coltello alla mia schiena.
    Aspettami lì
    al posto di sempre.
    Mi sentirai arrivare,
    anche quando sarò ancora lontano,
    schiocchi di frusta a cavalli sognati
    e tempesta di rabbia ad annunciarmi.
    Prepara un sorriso,
    va bene anche falso,
    come quel dente che hai di traverso,
    coperto d'oro e di falsità.
    Tieni in mano la tua lanterna
    perché ti possa vedere bene.
    Non impaurirti se ti accorgerai
    che sei bloccato,
    non ti puoi scansare,
    sarò veloce nel passare,
    sarà un niente.
    Ti troverai sdraiato
    con la lanterna accesa
    accanto a te
    a vegliare
    sul tuo corpo morto
    da lasciar marcire.
    Alexandre Cuissardes
    Composta martedì 4 giugno 2013
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      Il rito

      Mi piaci da morire,
      e ti vorrei spogliare,
      cerchiamoci una chiesa
      un prete ed un altare,
      o un salone comunale
      per regolarizzare.
      Mettiamoci l'anello
      facciamo come tutti
      tu prendi il mio cognome
      io prendo ciò che sei.
      Scambiamoci promesse
      che di rado manteniamo
      ma ciò che conta adesso
      è tornare a casa in fretta
      e poter fare sesso.
      Alexandre Cuissardes
      Composta lunedì 3 giugno 2013
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        Dodici ore

        Sono la lancetta di un orologio che funziona male.
        Per tutta la notte segno le dodici,
        in piedi
        sveglio.
        Dal mattino segno le tre,
        disteso
        ma ancora sveglio.
        Ho il crollo alle sei,
        testa in giù.
        Mi rialzo piano,
        ma pur segnando le nove
        mi sento come ero alle tre.
        Disteso,
        stanco ma sveglio
        e mi preparo alle dodici,
        di nuovo in piedi,
        sempre sveglio.
        Alexandre Cuissardes
        Composta venerdì 10 maggio 2013
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          un “venticinque” anni fa

          Tu
          in cucina,
          i capelli scomposti,
          un grembiule allegro
          come il tuo viso di festa,
          profumo di spezie straniere
          pentole al fuoco.
          Un pranzo speciale,
          il pranzo di natale.
          Per me un natale,
          per te ancora
          un giorno da festeggiare.
          Il tavolo pronto,
          ogni cosa al suo posto,
          il senso di casa.
          Il futuro ancora fuori dalla porta,
          al freddo,
          non avrebbe mai bussato.
          Alexandre Cuissardes
          Composta venerdì 10 maggio 2013
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            Le contraddizioni

            Di quanti uomini è fatto un uomo,
            e quale di questi uomini
            prevale su tutti gli altri?
            L'uomo che ha dentro
            o quello che si porta addosso.
            L'uomo che dice all'altro di non bere
            o quello che beve a spregio.
            L'uomo che corre
            o quello che frena.
            Quello già uomo
            o quello che sarà uomo domani
            o non lo sarà mai.
            Alexandre Cuissardes
            Composta venerdì 10 maggio 2013
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              Ombra di notte sul mare

              Paola cammina nuda,
              guarda i satelliti cadere in mare,
              segna con i piedi nudi la sabbia,
              lascia le sue tracce al futuro che segue.
              Paola canta alla luna
              con parole incomprensibili,
              dialetto pagano,
              per un - grazie - universale.
              Paola non sa che ci sono
              che seguo le sue mosse,
              trascrivo i suoi fatti.
              Paola non sa neppure che esisto.
              Alexandre Cuissardes
              Composta venerdì 10 maggio 2013
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                Il soldato e il generale

                Chi decide la guerra
                invita alle armi,
                urla alle folle
                promette una sicura vittoria.

                Chi la guerra la fa
                spera solo che tutto finisca presto,
                che passi la paura,
                spera di tornare a casa intero.

                Chi vive con la guerra
                sfrutta tutti a più non posso
                chi va in guerra
                spesso si piscia addosso.
                Alexandre Cuissardes
                Composta giovedì 9 maggio 2013
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