1500 persone finirono in mare quando il Titanic sparì sotto i nostri piedi. C'erano 20 scialuppe nelle vicinanze, solo una di loro tornò indietro. Una! Sei persone furono salvate dall'acqua, una di queste ero io. Sei su millecinquecento. In seguito, le 700 persone sulle scialuppe non poterono far altro che aspettare. Aspettare di morire, aspettare di vivere. Aspettare un perdono che non sarebbe mai arrivato.
Gli amori estivi finiscono per i motivi più disparati, ma di solito hanno tutti un elemento in comune: sono stelle cadenti, un attimo di splendore lumoniso nel cielo, un lampo fugace di eternità che in un istante svanisce.
- Serena: Blair, aspetta, dove vai? Ferma, spiegami almeno che c'è. - Blair: Ed hai il coraggio di chiedermelo? Certo che hai una bella faccia tosta. Dovevo capirlo che anche stavolta sarebbe finita così. - Serena: Scusa ma non ti capisco. - Blair: Non sopportavi l'idea che i riflettori fossero puntati su di me una volta tanto. - Serena: Di cosa stai parlando Blair? Mi avevano detto che avremmo posato insieme. Non hai ricevuto il mio messaggio? - Blair: Che hai pensato appena arrivata? Quando hai letto le convocazioni e non hai visto il mio nome? Quando non mi hai vista in sala trucco che cosa hai pensato? Quando sulla porta del camerino hai letto solo il tuo nome, cosa hai pensato? - Serena: Hanno detto che avresti fatto tardi e mi hanno chiesto di fare degli scatti di prova. Credimi, pensavo che tu lo sapessi. - Blair: E dovrei fidarmi? - Serena: Scusa Blair, ti ho incoraggiata io. Ragiona, che interesse avrei a rubarti una cosa che ti ho convinta a fare? - Blair: Perché tu mi porti via tutto. Ecco perché. Nate. Mia madre. - Serena: Blair! - Blair: Non puoi farne a meno, dillo. È più forte di te. Speravo che stavolta sarebbe stato diverso. Avrei dovuto immaginarlo.
So quello che le sta succedendo e non le posso dire che con il tempo passa, perché non è vero. Non passa, rimane lì. È solo che uno si abitua a convivere con il dolore, con l'idea dell'assenza. Dicono che è come la morte, però non è vero: è peggio. Se fosse morto non penserei che è colpa mia, non pensare d'essere diventata vecchia, o non abbastanza bella. Però non è morto, è stata una sua scelta non stare più con me. Gliel'ho detto, non passa. Non si dimentica. Però diventa sopportabile. Arriva un momento, una mattina, che ti svegli, ti vesti meccanicamente ed esci di casa per andare a lavoro. Senti che la vita continua, che è più forte, e che bene o male tu ci sei dentro. Allora prendi un respiro, e ricominci a camminare con la tua ferita. Tutto qui.