Salve, mi chiamo Hazel Grace Lanchaster e Augustus Waters è stato l'amore avversato dalle stelle della mia vita. La nostra è una storia d'amore colossale e... e probabilmente non riuscirò a pronunciare più di una sola frase senza sciogliermi in un fiume di lacrime. Come tutte le vere storie d'amore la nostra morirà con noi, com'è giusto. Speravo che sarebbe stato lui a fare l'elogio funebre a me, perché non c'è d'avvero nessun altro che... si no beh non parlerò della nostra storia d'amore perché non ci riesco, perciò parlerò di matematica. Io non sono una matematica, però so questo. Ci sono infiniti numeri fra 0 e 1 ce: 0.1, 0.12,0. 112 ed un infinita serie di altri numeri. Naturalmente è ancora più grande la serie infinita tra 0 e 2 o fra 0 e 1000000. Certi infiniti sono semplicemente più grandi di altri infiniti. Ce l'ha insegnato uno scrittore che una volta amavamo. Sapete io vorrei più numeri di quelli che avrò, e Dio, voglio più giorni per Augustus Waters di quelli che ha. Ma Gus amore mio non so dirti quanto io ti sia grata per il nostro piccolo infinito. Tu mi hai dato il per sempre in quel piccolo numero di giorni e per questo io ti sono eternamente grata. Ti amo talmente tanto.
Io non ricordo quando sono nato, io non ricordo cosa ho avuto il primo Natale, e non so quando sono andato a fare la prima scampagnata, ma certo mi ricordo la prima volta che ho sentito la più dolce voce che c'è al mondo. Non avevo mai visto niente di così bello in vita mia, somigliava a un angelo.
Mio caro Simone, dopo di te, il rosso non è più rosso. L'azzurro del cielo non è più azzurro. Gli alberi non sono più verdi. Dopo di te, devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi. Dopo di te, rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini. Rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati, i nostri sguardi rubati in mezzo a un mondo di ciechi, che non volevano vedere perché, se avessero visto, saremmo stati la loro vergogna, il loro odio, la loro crudeltà. Rimpiango di non aver avuto ancora il coraggio di chiederti perdono. Per questo, non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra. Era lì che ti vedevo sempre, quando ancora non sapevo il tuo nome. E tu sognavi un mondo migliore, in cui non si può proibire ad un albero di essere albero, e all'azzurro... di diventare cielo. Non so se questo è un mondo migliore... ora che nessuno mi chiama più Davide... ora che mi sento chiamare soltanto signor Veroli, come posso dire che questo è un mondo migliore? Come posso dirlo senza di te?
Dov'è l'amico che il mio cuore ansioso ricerca ovunque senza avere mai riposo? Finito il dì ancor non l'ho trovato e resto sconsolato. La Sua presenza è indubbia ed io la sento in ogni fiore e in ogni spiga al vento. L'aria che io respiro e dà vigore del Suo Amore è piena. Nel vento dell'estate la Sua voce intendo.
A volte mi guardo intorno e non riconosco niente. Come se me e i miei amici fossimo una specie aliene su un pianeta sconosciuto. A volte penso che un posto per noi in questo mondo non ci sia, o non sia stato previsto. Come se fossimo delle bestie rare. Non bruchi, non farfalle. Ma quella cosa che sta in mezzo quando mutano e si trasforma.