Post di Francesca Pandolfo

Nato lunedì 1 gennaio 1900 a Torino (Italia)
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Il fatto è che cerco una persona che mi sappia coinvolgere, come sa fare la musica, come una canzone che mi faccia venir voglia di cantare, ballare e sorridere. Una persona che mi stupisca, che mi emozioni con inventiva, che si prenda cura di me con semplice dolcezza, come il susseguirsi di note in una canzone, naturali, fluenti, coinvolgenti, frementi di follia, passione ed estrema felicità.
Francesca Pandolfo
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    Avevo deciso di non versare nemmeno più una lacrima per niente e nessuno, eppure arrivai a non farcela più, a non cogliere lo scopo del trascorrere del tempo, del fine delle mie azioni, della profondità dei miei pensieri. Mi sentivo vuota, tormentata, in un vortice infinito, in una caduta eterna che mi provocava acute vertigini e piatta confusione. Pensando a tutto ciò, mi scivolò sulla guancia, colei che mi ero giurata di non far scappare per niente al mondo e lei me lo ricordò, mi ricordò il giuramento che avevo fatto a me stessa, me lo ricordò con il dolore; fu come se qualcuno mi avesse infilato uno spillo nell'occhio, come se qualcuno con elevata pressione spingesse sulla mia palpebra. Passati pochi secondi, il malessere dentro di me si infittì e mi resi conto che ciò a cui mi ero sempre rivolta per trovare un po' di calma e serenità, non c'era più. Avevo finito le lacrime da versare e con loro la serenità.
    Francesca Pandolfo
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      Come si fa quando capisci che bisogna lottare anche per star bene con gli altri e mentre ci provi perdi tutto ciò che hai creato per te stesso? Le lotte superate, i concetti consolidati, il futuro chiaro e l'essere, l'anima e l'io in armonia. Quando hai lottato anni per riuscir a star bene prima di tutto con te stesso, accettarti e accettare la tua vita... e alla fine non ti rimane né l'uno, né l'altro?
      Francesca Pandolfo
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        Il dolce rumore delle gocce di un acquazzone estivo che accarezzano foglie e ne colpiscono altre. Una boccata d'aria fresca con volto d'erba bagnata da respiro ai miei polmoni e alla mia anima, esausti con i miei pensieri, dalla notte afosa come il cuore dell'Inferno. Oh come vorrei fosse eterno. Un limbo senza tempo, senza giorno senza notte, senza caldo senza freddo. Sospeso, in silenzio.
        Francesca Pandolfo
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