Sfogatoio


Scritto da: Silvia Nelli
in Diario (Sfogatoio)
Caro "silenzio" ci sono stati momenti nella vita in cui ti ho odiato. Ti ho disprezzato così tanto quando ti sei rivolto a me senza pietà alcuna, mandato da chi avrebbe invece dovuto parlare, spiegare e rendermi conto di alcune cose. Sei stato massacrante ogni volta che dei punti interrogativi mi laceravano il cuore. Con il tempo ho imparato ad apprezzare anche i tuoi lati positivi. Ti ho conquistato e ho fatto di te il mio più grande alleato. Un alleato fedele che farà di me una persona vincente di fronte a tutti coloro che hanno parlato troppo e devono imparare cosa sia il silenzio. Un asso nella manica che da usare verso coloro che vorrebbero fare di "me" il loro "gioco"!
Composto venerdì 1 luglio 2016
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    Scritto da: Cuore Matto73
    in Diario (Sfogatoio)
    Ci sono cose che io non capirò mai, comportamenti che per me sono assurdi, opinioni che non ammetto, ognuno ha il suo modo di vedere le cose, ha il suo modo di gestirle, e non sta certo a me giudicare quello che fanno gli altri, ma posso farmi io un'opinione su certe persone dai loro atteggiamenti, comportamenti ed opinioni, questo si, e decidere se per me sono persone che valgono oppure no, persone che voglio accanto oppure lontane da me.
    Composto mercoledì 29 giugno 2016
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      Scritto da: PIETRO RIILLO
      in Diario (Sfogatoio)
      29 giugno, ore 00.01. Eccolo arrivato. Sono 40, dentro e fuori di me. Vorrei fare finta di niente, che sono come i 37, i 38, i 39.... ma non riesco a mentirmi. La verità è che mi pesano. Sono sei mesi che s'appesantiscono, sempre di più. Non passa ora che non ci pensi, che non avverta l'approssimarsi di questo giro di boa. Mi sento un fuggiasco in un vicolo cieco. Così, stanotte, in un atto eroico, spengo idealmente tutte queste candeline. Ma non festeggerò. Mi godrò questa sensazione di luttuosa serenità che mi pervade. Questa è la mia torta. Buon compleannomi.
      Composto mercoledì 29 giugno 2016
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        Scritto da: Boris59
        in Diario (Sfogatoio)
        Ho perso me stessa questo è il punto. Non c'è più nessuna dimensione, spazio-tempo in cui io mi senta io. La mia mente parla in continuazione pur di non pensare alla realtà. Sfuggo, mi perdo, mi anniento nell'impossibile per rimanere fuori da quel dolore che senz'altro proverei di nuovo. Quanto manchi. Questo è un vuoto così profondo che non c'è niente in grado di poterlo colmare. Mi sono aggrappata alla fede ma nessuno risponde. Sono stanca di pregare, stanca di non sapere come fare, cosa fare, dove cercarti. Stanca di questa vita irreale che non mi piace e mi trascina giù. Sempre più giù fino a sentirmi irreale pure io. Ho paura, provo terrore per come potranno andare le cose. Per come sarà la mia vita. Per quanto dovrà durare tutto questo. Il terrore di non ritrovarmi più. Di non poter mai più essere me stessa. Perché dover evitare di pensarti per salvarmi? Non so come reimpostare la mia vita. Devo reinventarla, darti un altro posto, non più materiale. È un gran casino. E quindi stoppo il tempo e faccio come se non fosse successo nulla. Lascio fare agli eventi. Non posso più essere padrona di nulla. Non posso ragionare su ciò che vorrei, devo ragionare su ciò che accadrà. Perché ho constatato che non va come vorremmo. Non va. Ora cosa me ne faccio della felicità? Cosa me ne faccio di una bella casa, di un bel rapporto di coppia di una famiglia. Cosa me ne faccio di tutte le cose belle se dentro mi sento dilaniata dal dolore? Perché è solo un non pensarci il mio. Perché se mi dovessi concentrare impazzisco. #mimanchidamorire.
        Composto giovedì 20 novembre 2014
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          Scritto da: Boris59
          in Diario (Sfogatoio)
          Le persone si aspettano tanto da me. Io sono la forte del gruppo, la forte della famiglia e la forte della coppia. Mica posso mostrare il mio lato debole. Non me la sono costruita da sola questa corazza, ci sono nata ed è sempre stata visibile a tutti. Per questo motivo le persone mi hanno sempre giudicata forte. Nessuno sa che questa corazza in realtà è fatta di cartapesta e che vorrei tanto potermi spogliare e mostrarmi nuda, nuda nel profondo quel profondo di cui persino me stessa stenta a guardare.
          Composto giovedì 20 novembre 2014
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