in Diario (Sfogatoio)
A volte vorrei avere invece di un cassetto pieno di sogni, uno pieno di coltelli da lanciare contro chi mi ferisce o mi fa del male.
Composto giovedì 1 aprile 2010
A volte vorrei avere invece di un cassetto pieno di sogni, uno pieno di coltelli da lanciare contro chi mi ferisce o mi fa del male.
La notte è una perfida amante che dà voce a quei pensieri che il giorno nasconde e confonde tra i suoi rumori.
Ma lei se ne frega, aspetta paziente il calare del sole e, complice il silenzio, te li fa cantare.
Non provarci a catalogarmi tra le altre, non sono omologabile.
Se hai conosciuto il mio lato peggiore, ti avverto che non ti conviene conoscere gli altri miei lati ancor più peggiori.
Mi piacciono le persone folli, non hanno niente a che vedere con le persone deficienti.
Ho mille parole che mi frullano nella testa, e per fermarle devo scriverle.
Ricordati mia cara che io non mi spezzo, e tantomeno mi abbasso per nessuno.
Per essere una donna non sono tanto complicata, e se me ne vado è perché sono stanca di ascoltare le tue eresie.
Contare sulle proprie forze è l'unico modo per non dover dire grazie a nessuno. In troppi sono pronti a rinfacciarti quello che hanno fatto per te.
Ho smesso è vero, ho smesso tante cose. Ho smesso ad esempio di indossare abiti troppo stretti, soprattutto di mettermi nei panni degli altri, di chi che con me non scambierebbe neanche una sciarpa. Ho smesso di credere, dapprima in Dio e via via anche alle persone, che tanto ognuno ti racconterà la sua versione e quasi mai è la verità. Quella me la trovo da sola e spesso senza affannarmi neanche troppo. Ho smesso di trattenere le mie idee per timore che non vengano accolte, ma di conseguenza ho imparato tanto. Ho imparato che le strette di mano devono far scricchiolare le dita per essere sincere, e che gli abbracci devono infondere calore altrimenti sono asettici. E se sono cambiata mi spiace se così non piaccio, ma piaccio a me e ora è questa la mia priorità.