Scritto da: felinawolf
in Diario (Sentimenti)
Tu sei il mio istante eterno, il fine di ogni mio pensiero, l'inizio di ogni mio giorno.
Composto venerdì 4 agosto 2017
Tu sei il mio istante eterno, il fine di ogni mio pensiero, l'inizio di ogni mio giorno.
Eppure, se avessi scelto questa strada, oggi non potrei chiudere i miei occhi, e vivere tutto quello che ho nel cuore. Non potrei ammirare laghi azzurri, dove lo sguardo si perdeva estasiato. Non potrei assaporare quei scorci che ci facevano sognare... innamorare. Se avessi scelto questa strada, non potrei vivere l'entusiasmo di partire. Chissà per quali luoghi, per quali mete sconosciute. Ma che importa, eri lì con me. Tu, la mia unica compagnia, mia unica destinazione. Non avrei potuto desiderare null'altro, che sognare insieme a te, magari persi in un tramonto o ammirare insieme ciò che ti regalava un sorriso. E che, anche se per poco, ti faceva tornare bambina. Entusiasta di una vita che troppo spesso, dà poco e toglie tanto. Eppure se avessi scelto questa strada, oggi non potrei dirti grazie.
Narrazione di un dolore. Dolore, durante il mio cammino, ne avevo sentito la presenza. Quel tocco inesorabile che fa sentire quasi impotenti. Ma ora ne ho visto il volto. Ho sentito la sua stretta inesorabile, schiacciarmi il cuore. Di lui ho conosciuto la collera e la rabbia, quando compresi che fu complice di chi, aveva deciso di svendere i miei sogni. Di chi, senza alcuna pietà decise un giorno di uccidere il mio cuore. Eppure, ti rivedo ancora qui, in me. Il tuo sorriso risplendere, come una stella in una notte privata di quella pace che solo il tuo abbraccio sapeva donare al mio cuore. Ancora sento quel dolce tuo respiro, guidare la mia mano sul tuo viso. Oh, il tuo volto, immutabile nella mia anima. Né il tempo né questo dannato dolore, potranno mai cancellarlo. Non potranno mai seppellire l'euforia quasi infantile di quando per la prima volta, tra mille facce sconosciute, si rivelò a me, regalandomi il suo dono più prezioso il tuo sorriso. Ed io ora, lo custodisco nel profondo della mia anima.
L'unico fiato sul collo che ora voglio è il tuo.
A volte mi capita di pensarti e mi domando se sei ancora quella che sognava un mondo tutto suo. Mi domando se hai ancora quel tuo modo di guardare al domani che io non sono mai riuscito a capire. Resto in silenzio e mi chiedo se seduta da qualche parte, in quel tuo mondo così diverso dal mio anche a te capita di pensarmi. Mi domando se un giorno, lontano, lontanissimo da oggi mi pentirò di averti lasciata andare, ma forse, se ogni volta che passi nei miei pensieri me lo domando, forse già me ne sono pentito, solo che non voglio ammetterlo.
Me lo spacco in mille pezzi il cuore io se ci tengo. Mi distruggo l'anima io, fino in fondo quando amo. Non ho mai creduto alle paure, ai mezzi momenti e alle emozioni vissute a dosi. Non si può programmare un cuore e le sue sensazioni. Semplicemente le vivi e se le sai controllare, se sai fermarti sul bordo e non tuffarti, allora probabilmente non ami. Ricorda, se c'è il "ne vale la pena" c'è anche il tuffo. E se sbagli, saprai trovare nuovamente il bordo e risalire... ma se non ti tuffi non godrai mai a pieno dell'intensità di quel mare chiamato amore.
Scegliamo di riservare la parte migliore di noi solo a pochi, solo per chi ne vale la pena.
Alzo gli occhi al cielo ed un brivido scuote l'anima provata dai dolori del mondo; vedo venere, vedo il mare, sorrido al cospetto d'un dolce momento, rifletto mentre il sole scende giù oltre la montagna blu, accendo i miei sogni e vorrei non spegnerli più. Ma la vita talvolta spegnendo i sogni di un ragazzino, chiamato a dura prova, di colpo spegne anche i miei, i sogni d'un inguaribile bambino. Mi affanno nel dire: la vita è bella, la vita è gioia, la vita è amore, rispetto, comprensione... mentre dico ciò lacrime tristi inondano il volto di chi non sa dove andare, cosa fare, come agire. Ma cosa è più giusto? Chi lo sa! Sono stanco di cercare la verità. La verità è in Dio ed io, semplice uomo, cosa sono? Un granello di sabbia nel deserto, un fuscello strappato dal vento, un eterno sognatore; e questo m'è rimasto... fattelo bastare! Sogna ragazzino, sogna! I sogni son ciò che ci resta, non farteli scappare, scaccia il pensiero negativo e sogna. Non mollare.
Sono ancora stordito dal profumo del tuo corpo che ardeva dal desiderio, guardarsi ansimanti pieni di passione nell'attimo prima dell'apice del piacere, va oltre a due corpi che si fondono insieme e diventando un'tutt'uno, adagio il respiro aumentava, i battiti si facevano intensi, sussurri di fantasie alimentavano impulsi profondi, le nostre mani diventano un marchio infuocato che esplorano i nostri corpi insaziabili delle nostre carezze, momenti soavi, attimi di estrema intimità, che ci facevano sprofondare nell'ecstasi dell'amore.
Mi mostro al prossimo sempre come una donna forte, come se fosse la mia principale coincidenza di donna in questo mondo. Mi hanno insegnato sin da subito a nascondere i miei punti deboli, che avrebbero impedito di far risaltare i miei pregi e di farmi stimare. Adesso non voglio più mascherare la mia fragilità, sono certa che è la mia forza che mi aiuta a vivere. "Grandi" sono coloro che hanno combattuto e hanno vinto, mentre i "fragili" in un attimo si frantumano in tanti piccoli pezzi che non permettono di venire ricostruiti. Io sono fragile e, lo dico apertamente. Ho dedicato il mio tempo alla paranoia, al dolore cammuffato di avventatezza, alla supplizio che si fa silenzio, che divide in due le identità e fa di ogni persona un dissociato. La fragilità rinnova l'uomo, mentre il potere lo distrugge, lo riduce in particelle che si frantuma in polvere. Un uomo innamorato è fragile, e se è lontano dal proprio amore è triste, si sente un frammento, incompleto. Il potente non sa amare; è un uomo di ferro è insensibile, vuole legare a se la donne per sottometterla e, per schiavizzarla. Senza sbigottimento non c'è amore, e il dominante fa paura. È un essere, senza sapere perché. Ignorando il senso del vagare per il pianeta.