Scritto da: SAVERIO FERRARA
in Diario (Sentimenti)
Quando pensi di aver raggiunto il massimo della felicità non riesci a goderla. Improvvisamente qualcosa agisce sul tuo inconscio e ti condiziona mente e cuore.
Composto domenica 23 luglio 2017
Quando pensi di aver raggiunto il massimo della felicità non riesci a goderla. Improvvisamente qualcosa agisce sul tuo inconscio e ti condiziona mente e cuore.
Hai mai pensato di imparare a volare? Usufruire delle piume di un cuscino per cucirti un paio d'ali con la speranza di toccare il cielo? Passare ore con una lama a tagliare quel tessuto così ruvido e morbido, e vedere ciò che stava al suo interno fuoriuscire senza pudore? Hai mai pensato alla sensazioni che avresti nel vedere tutto così piccolo sotto il fragile e invisibile tocco dei tuoi occhi? O della pioggia avvertita dalle persone che si scopre essere le tue lacrime? Una goccia che provoca brividi al tatto della delicata veste di chi, sotto di te, capita esattamente nel punto di caduta di quell'ultima. Hai mai pensato di saltare tra le nuvole? Di addormentarti su una di esse nel pieno della notte mentre con un filo di solitudine osservi le stelle e la madre di tutti i pensieri: la luna... con la sensazione che, alzando un dito, tu riesca a toccarle. Hai mai sognato di toccare la luna? La madre perla, colei che fa sognare. Che illumina la notte quando il sole si assenta per illuminare il resto della terra, colei che accompagna la luce delle sue figlie. Colei che al solo sguardo sa calmarti, colei che ogni sera accompagna i tuoi sogni e li trasforma in forme geometriche nell'universo. Colei che fissa c'è sempre se hai bisogno di riflettere e colei che c'è quando hai bisogno di sentir meno una distanza. Colei che fa da ponte sulla terra perché è colei che guardiamo indipendentemente dal posto in cui siamo, da quando riflettendo sul mare ti incita a raggiungerla a quando da una pianura ti fa vedere come riesce a toccare gli alberi e le case e ti stimola a fare lo stesso, ma attraverso la mente. Colei che ti insegna che tutto è possibile anche se non direttamente, lei che ogni sera mi aiuta a vivere attraverso la scrittura, lei che mi ha insegnato tanto, lei... come un orizzonte mi fa brillare gli occhi per la sua bellezza, lei che sembra fiera e forte ma dietro se nasconde un lato mai visto "quasi spaventata" eppure sempre lei che ci stimola a diventare più di quanto noi stessi siamo. Colei che ci insegna a uccidere le nostre debolezze forzandoci ad affrontarle ogni sera, ma cullando ogni notte la nostra stanchezza, portandoci vicino a se stessa e facendoci sfiorare il suo sorriso per poi salutarci con un solito "arrivederci" e sembrare lontana appena la luce del suo amato si fa strada tra le tenebre... facendo fiorire la bellezza di una primavera celeste.
Un rumore d'attesa
è ciò che resta tra le ciglia
dietro uno sguardo già assente.
Frastagliato il tempo sconnesso
lascia strappi acuti nel cuore.
Io che ti avrei amato fino all'ultimo respiro per ricominciare col primo successivo e poi l'ultimo e poi il primo finché respiro non fosse rimasto. Avrei scavato fino a sprofondare per il granello di un tuo sorriso, avrei rinunciato all'ultima goccia d'acqua purché fosse lacrima della tua gioia, rinnegato terra e cielo per il calore di un tuo abbraccio, avrei spento fuoco e vento per la dolcezza di un tuo sguardo. E tutto questo è stato portato al nulla, e da quel nulla io rinasco!
Sono le giornate che restano impresse. Di pazzie, sorrisi, racconti delle nostre vite, sogni è tutto quanto abbiamo vissuto insieme, a volte qualche litigate per delle cavolate. Perché la verità è che gli amici veri sono il tesoro più prezioso che possiamo avere. Anche si la nostra amicizia e nata nel virtuale, non ci ha importato niente, perché noi siamo persone vere, di carne e ossa, con un cuore battente e con sentimenti, siamo matti e continuo a dirlo, non mi stancherò di dire che la distanzia separa il corpo, ma non i pensieri. E resto sempre più convinta che un gruppo di matti come noi è davvero qualcosa di unico. Perché ognuno di noi e un mondo diverso, ma per questa diversità è che ci vogliamo bene... vorrei continuare a trascorre le mie giornate con voi anche si a volte il tempo è nostro nemico, noi troviamo sempre il modo di stare insieme dietro a un monitor, forse anche con un cellulare, l'importante che ci troviamo sempre per ridere, scherzare delle nostre cazzate... grazie amici della vostra amicizia.
Il tuo sorriso rappresentato dal sole che ti portavi dentro.
L'istinto di sopravvivenza ha dell'incredibile, questo impulso primordiale ci condiziona la vita da sempre, pur essendo perduti continuiamo a portarci dietro il fardello dell'anima, o quel che ne resta, davanti a noi la solita incredibile vita... non sappiamo spiegare perché ne siamo così maledettamente ancorati. È una guerra di passioni e di ragione, di follia e serenità, di un attimo che prendiamo di nascosto, tornando al resto che vivremo, e mai più come prima.
Non sarebbe comunque servito a qualcosa, dato che lei l'aveva già persa una volta, ogni mattina prima di allora. Avrebbe di sicuro mandato un altro all'incontro, com'era suo solito, la maschera di un uomo che non era lui, una copia di sé deformata, trasformata dagli eventi e dall'aver vissuto quel sonno lungo e prolungato, che lo aveva quasi reso ebete. Il suo era un corpo consumato, che si portava dietro a forza, costretto. Era quasi ora di andare, e non c'era modo per uscirne.
I sentimenti si dimostrano, altrimenti sono "abitudini".
La forza dell'amore unisce l'animo coraggioso d'una mamma al fragile destino di una figlia... da qui nasce il "sempre", l'infinito sentimento che regna inalterato, l'insaziabile desiderio di provare emozioni, talvolta contrastanti; e la voglia di confronto s'accende tra due diverse generazioni, tra identità uniche ed unite da tenerezza e vitalità, da sospiri intensi di passione, da empatia che accende ancor più comprensione. La madre osserva la figlia con occhio vivace mentre lacrime intrise di nostalgia inondano gli occhi di chi amò oltremodo offrendo se stesso in un turbinio di gesta virtuose, nella semplicità riflessa in un incantevole tramonto che preannuncia la sera della vita terrena e lascia spazio al ricordo di chi fu per noi delizia e tormento nell'improvviso calar del sipario, quando le luci si spengono al mondo rattristato per accendersi a giorno nuovo ed intenso. Resta impresso quell'ultimo bacio condito di pianti e dolore; ma la mamma non muore mai, vive nell'anima, nel ricordo; abbraccia il respiro, si nutre di noi, ci osserva, ci sfiora, ci adora in silenzio, placa il dolore, infonde calore, ci sorride e ci invita ad amare di cuore.