Scritto da: Oriella Beretta
in Diario (Sentimenti)
Sono vera solo in una casa dove abito isolata. Le mie emozioni, i miei pensieri, i segreti, le parole morte in gola, le mie solitudini sono i padroni.
Composto giovedì 18 maggio 2017
Sono vera solo in una casa dove abito isolata. Le mie emozioni, i miei pensieri, i segreti, le parole morte in gola, le mie solitudini sono i padroni.
Non cercare le risposte immediate, semina le domande e attendi l'attimo. Quell'attimo che saprà aprire ciò che al momento non vedi, non perché sei ceco, semplicemente non è il momento.
Le parole gentili, i gesti discreti, le piccole attenzioni, sono il concime dell'amicizia, la nutrono e la fortificano. È bello ricevere i consigli, l'appoggio, le premure, il conforto, di una persona amica. È meraviglioso poter contare su un'amica, che al momento giusto ti regala quel pizzico di tenerezza di cui hai bisogno, che ti asciuga una lacrima, che ti strappa un sorriso quando sei triste, è straordinario il bene che ti fanno gli abbracci, le carezze, le coccole di un'amica.
Sembriamo due bambini che litigano per le figurine ma poi si dividono la merenda.
Un sogno? Sorridere e giocare fino a ritornar bambina.
C'è la stagione che appartiene alle anime gemelle dove prima che sbocci un fiore sboccia l'amore.
Vorrei un amore che mi faccia sorridere, che mi faccia sentire amato. Vorrei un amore che mi trattenga il respiro e mi rubi il fiato. Che abbia gli occhi solo per me, che mi faccia sentir desiderato. Vorrei amare te ma di quell'amore che mi fa dire: voglio amare come non ho mai amato.
In risposta ad un "ciao, come stai" ci sono tante risposte e sfumature non dette; chissà, forse il cuore si sente ancora libero di amare.
I sentimenti, le emozioni, i sussulti del cuore e dell'animo, sono solo nostri. Essi rappresentano la massima espressione di un individuo. Per questo non andrebbero mai sottoposti al giudizio altrui. Ma il poeta è spoglio dinanzi agli altri e nella sua nudità non trova malizia, né malignità. È un temerario che apre al mondo le porte della propria interiorità, con inequivocabile sincerità.
Questa volta guardavo una foto, la trovai in fondo al comodino un po' crepata e sbiadita, la toccai e mi sembrava quasi di sfiorare la sua pelle liscia e piena di lentiggini.
Non ti avrei mai reso felice, non ero felicità per te, era giusto, lasciarti andare per darti una chance di poterti vedere felice, era il mio pegno d'amore più forte. Qualsiasi sia stato il motivo poco importa. Nuovamente da solo, nuovamente nulla.