Scritto da: Biagio Di Girolamo
in Diario (Sentimenti)
Io non smetterò mai di difendere ciò che mi fa sentire importante.
Composto lunedì 12 novembre 2018
Io non smetterò mai di difendere ciò che mi fa sentire importante.
Mia nonna mi diceva sempre: Piccola mia quando abbracci qualcuno, fallo sentire a casa, al caldo, al sicuro. E non dimenticare: Gli abbracci, devono avvolgere come coperte calde così che, nessuno possa sentirsi solo, e al freddo.
I sorrisi più belli lì ho visti stampati in faccia alla povertà. Lì ho sentito echeggiare e disarmare la paura. Più potenti di un boato li ho uditi ovunque. Ancora oggi, se chiudo gli occhi, vedo nei lori visi sorrisi veri e puliti. Poi ne ho visti altri, profumati, vestiti ben puliti sorridere, ed essere sporchi e miserabili dentro.
È da quando ci amiamo, che ho scoperto che la vita può essere anche una "favola meravigliosa". Con il nostro infinito amore hai cancellato tutte le mie enormi malinconie, colmando quei vuoti di un'esistenza priva di emozioni. Mi hai regalato tutto quello che ho sempre desiderato, siamo ciò che solo noi, insieme sappiamo essere: eternamente noi.
Si soffre troppo per quel molto che ci manca e sopravviviamo con il poco che teniamo.
Sono sempre più convinta che le strade abbiano impronte da seguire e persone da identificare. Riconosco i muri forati e le corazze indurite. Ma se tengo l'amore in bocca, anche i vermi mutano in farfalle.
Non mi pento mai per l'amore che ho dato. Ascolto gli slanci che il cuore mi chiede, e li sparpaglio nelle aree più buie del mondo.
Sciolgo nodi di tempo dal groviglio di istanti nel lento andare della sera e la voce del vento, sussurrando sospiri leggeri di un'alba, diviene rumore nel silenzio.
Ama oltre i sentimenti contrastanti tra i cambiamenti della vita, ne saggerai le sue virtù.
La sindrome d'amore non si cancella, non passa così, solo il tempo sa come, quando, anche se, [azione, volontà, coraggio, assumano il distacco emotivo] le ferite dell'ego, del cuore degli odori, dei ricordi, rimangono per molto, forse troppo, fino a struggerci dentro.