Esperienze


Scritto da: Lina Viglione
in Diario (Esperienze)
Lottare per vivere.
Capita a volte che ci viene da chiederci: ma cosa ho fatto di per meritarmi tutto questo? È vero, non è giusto ciò che ci capita, ma l'idea di giustizia esiste solo nella nostra testa. Però, questo non è del tutto avverso, perché ci aiuta a tutelare noi stessi, e non girare la testa dall'altra parte per paura ma fare ordine nel nostro mondo interiore.

Sarebbe molto più difficile vivere senza paure, considerando che eventualmente potremmo essere noi a vivere una malasorte e dover lottare con tante e difficoltà. Comunque è necessario è provare a lottare contro le ingiustizie, bensì di assumere un punto strategico passivo che ci caratterizza.

Si deve evitare di cascare nella trappola dell'autocommiserazione e delle lamentele, ma piantare un seme che ci permetta di mettere in equilibrio le forze, proprio come fa una sportivo che si allena ogni giorno per poter superare una gara.

Essere brava gente non ci da per certo che ci accadano cose stupende, come essere perfidi non comporta una vita di sventure. Ma questo è irrilevante, perché ciò di cui ci si deve impensierire è quello che si dovrebbe fare ogni giorno, per la nostra vita e anche per quella degli altri.

Il tempo non è che ha tutto nelle sue mani, ma siamo pure noi i reo responsabili di lasciarlo fare, di pianificare il nostro destino.

Ricordiamoci che le persone le più felici non sempre hanno il meglio, ma derivano il meglio da tutto ciò che...
incontrano nel loro destino.
Composto lunedì 1 gennaio 2007
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    Scritto da: Lina Viglione
    in Diario (Esperienze)
    Non violare la vita degli altri.
    Tante volte ci si cresce in cattiveria, oppure sono le poche compensazione a farci serbare la rabbia dentro che può convertire in cattiveria da un minuto all'altro.

    I'incoscienza tante volte ci porta ad essere cattivi con le persone, quando l'imperizia è talmente tanta che non siamo in grado di metterci nei panni degli altri, e non ci rendiamo conto che a volte ad essere noi stessi senza nessun freno riusciamo a ferire le persone senza rendercene conto.

    Delle volte è data anche dal carattere di una persona, quando siamo persone troppo
    Ecocentrici, piene di orgoglio, troppo vanitosi, tant'è che le nostre qualità possono sfociare in una vera e propria cattiveria, il punto è, non ci siamo solo noi al mondo e dobbiamo imparare a far combaciare e il nostro carattere senza infrangere la vita degli altri.

    Pur non essendo noi gli incolpevoli in tutto e per tutto del mondo in cui viviamo, ma una piccola parte di garanti è necessario per convivere con la cattiveria, visto che esiste, perché l'umanità è davvero cattiva, è nel dna di ogni umano.

    Tuttavia la cattiveria si potrebbe anche tenerla a bada, e usarla solamente come congegno di difesa per quei momenti in cui siamo a rischio, ma non tutti sono capace di gestirla, dosarla in modo giusto, metterla a frutto in modo razionale, in modo giusto e coscienzioso, e farne buon uso proprio.

    Avvolte la dispensiamo gratis, e non la facciamo venire a galla per difenderci, ma per nuocere senza compensi al prossimo. In questo modo è l'umanità a soffrirne. Per tutto il resto...
    c'è ne facciamo una ragione.
    Composto lunedì 1 gennaio 2007
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      Scritto da: Lina Viglione
      in Diario (Esperienze)
      Cattiveria sì, cattiveria no.
      La cattiveria viene inculcata, non si nasce fondamentalmente cattivi. Che poi sia attinente alla natura di una persona è tutta un altra cosa, ma soprattutto la cattiveria è come un batterio, una volta che si è tramandata ad una persona, questa a sua volta può contagiare gli altri.

      Tollerando i disinganni, i crack, a lungo andare, fanno allibire il cuore, e fa diventare asociale verso il mondo, fino a che non si intuisce solo il brutto di ogni cosa.

      Ad abbattere la felicità di una persona non ci vuole che un minuto, un gesto, una frase, mentre demolire la cattiveria è quasi inattuabile.

      Non serve a niente una parola detta bene, una stretta, o un gesto gentile, perché si medita sempre ad un secondo fine, in quanto di medesimo nessuno fa qualcosa senza esigere nulla in cambio.

      Un saggio diceva che l'uomo non può far il male in quanto creda che è bene. Alla fine finché ci sarà la mentalità che prevale nell'uomo sui propri simili vedremo sempre...
      malevolenza e cattiveria.
      Composto lunedì 1 gennaio 2007
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        in Diario (Esperienze)
        Un gentiluomo non perde tempo "a studiare" posizioni o atteggiamenti... Egli da sempre si porta verso il prossimo con raffinata eleganza; dolcezza che si manifesta nei gesti quotidiani e che s'origina, limpida ed impeccabile, dal nobile cuore, non già dalla ragione. Signori si nasce;.
        Composto sabato 7 ottobre 2017
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          Scritto da: RussEllE
          in Diario (Esperienze)
          Non riesco mai ad essere pronta per un viaggio, non so piegare bene i pensieri per riporli in valigia, dimentico sempre qualche desiderio mezzo fuori che finisce schiacciato tra le cerniere. E le parole, quelle mi devo sedere sopra la valigia affinché si dilatino sul fondo e rimangano buone buone finché non le tiro fuori di nuovo, sgualcite. Le sento muoversi, dentro al fardello, impazienti chiacchierano continuamente tra loro. E il cuore, quello non ci sta proprio a condividere lo spazio con quelle pettegole. Lui è il mio bagaglio a mano.
          Composto venerdì 19 agosto 2016
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            Scritto da: Raffaella Frese
            in Diario (Esperienze)
            Dobbiamo essere sempre forti, o perlomeno provarci. Pieni della fiducia di noi stessi. A nulla serve abbattersi per poi morire dentro. A nulla serve rannicchiarsi nei meandri della disperazione. A nulla. Anche se il dispiacere logora il nostro cuore, dobbiamo avere coraggio di reagire; per non morire dentro, amare e apprezzare la vita per quello che è.
            Composto giovedì 18 ottobre 2007
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              Scritto da: Silvia Nelli
              in Diario (Esperienze)
              Dentro ogni vita c'è un percorso scritto che solo chi lo ha vissuto e percorso conosce. Il mio percorso non è stato sicuramente facile e nemmeno in discesa, ma posso assicurare che è stato redditizio per la mia anima e la mia personalità. Un percorso degno della crescita interiore che ho raggiunto. Ho sopportato, ingoiato e superato delusioni, cattiverie e sconfitte. Da esse ho ottenuto come bonus le armi migliori per proseguire... esperienza, sesto senso e saggezza. Ho decifrato comportamenti, parole e atteggiamenti. Da essi ho elaborato le sfaccettature delle personalità nelle quali avrei potuto imbattermi ed ho imparato a rapportarmi ad esse. Ho ascoltato vite, segreti, confidenze e lamentele. Un grande insegnamento anche la vita e i percorsi altrui. La mia anima ne ha fatto tesoro, perché anche dal peggio, dal poco e dal superfluo c'è sempre qualcosa di buono da imparare per far crescere noi stessi. Ho rincorso, aspettato, sperato e supplicato. Gesti e azioni da non ripetere mai più nella vita. È stato proprio quello il momento in cui ho cominciato a camminare voltando le spalle verso coloro che si credevano Dio e non erano nemmeno degni di fare il chierichetto. Ho imparato a non mostrare il mio vero volto a chi ha saputo sempre e solo mostrarmi la faccia che più gli conveniva al momento. Ho anche vinto, ottenuto i miei traguardi e avuto le mie soddisfazioni. Loro mi hanno fatto assaporare quanto bello sia il sapore di una gioia dopo l'amaro di mille delusioni. Sono una donna di 44 anni ormai e mi sento tremendamente "dura" con il mondo e con me stessa. Cambiata fino alle radici dell'anima da un percorso non facile e pieno di spine. Una donna che non ci sta più a raccogliere i suoi cocci, figuriamoci quelli altrui. Una donna che non fa più la crocerossina a nessuno, che non vuole più salvare nessuno e tanto meno vuole salvare il mondo, purtroppo il tempo che ho a disposizione mi basta solo per cercare di salvare me stessa da quella parte di mondo che a volte tenta di divorarti anche la dignità. Oggi non vanto niente se non la mia esperienza. Un'esperienza di crescita interiore di cui vado fiera. Attaccata molto spesso per i suoi muri, per la durezza che traspare. Indecifrabile e spesso non raggiungibile. Pronta a difendersi con le unghie e con i denti. Spesso come un cane inferocito ribalto persone, fatti e situazioni se non li trovo corretti. Sono una che si arrabbia se ferita, tradita e soprattutto se si sente presa per il culo. La donna che sono è una di quelle donne con cui non puoi giocare, ma che sa come si gioca e se la provochi saprà mostrartelo a dovere. Definita forte, una che non crolla, che è pronta a tutto. Sì, sono una donna di quelle pronte a tutto, una donna forte, ma non una di quelle che non crolla. Anzi... ho lasciato pezzi di me nei cuori di gente che non meritava nemmeno di conoscermi. Ho lasciato parole su messaggi mai letti. Ho lasciato il buono di me a piccole dosi dentro le ferite che mi sono state inflitte. Crollo! Si, crollo anch'io come ogni essere umano, ma ho imparato che da una sconfitta si può rinascere in modo meraviglioso. Oggi vivo quasi per me stessa e per quelle poche persone che hanno dato colore e sapore alla mia vita. Ci sono per chi merita, ci sono anche per chi ha bisogno di una mano, ma faccio molta attenzione a chi la tendo. Ci sono stati momenti in cui io non sentivo più nemmeno il mio respiro, credetemi... momenti di buio e di vuoto assoluto... ma è stato proprio dal buio e dalla notte che sono uscita così... so che forse la durezza che oggi mi accompagna può sembrare eccessiva agli occhi del mondo, ma in fondo chi non mi conosce può pensare ciò che vuole. Chi vuole conoscermi la porta è aperta. Sono diventata una donna spesso intollerante. Intollerante a uomini che pensano che perché sei single da un po' cadrai con due complimenti ai loro piedi. Intollerante a tutte quelle parole mielose che l'amore stereotipo impone. Intollerante a chi tenta di "comprarmi". Intollerante alle bugie, alla poca lealtà, alla mancanza di coerenza e di personalità. Intollerante a chi è convinto di sapere cosa vuole o di cosa ha bisogno una donna, come se fossimo fatte tutte con lo stampino. Intollerante anche ai: "ciao" di chi non conosco e continua malgrado le non risposte a scrivere comunque. Intollerante a quelli che ti dicono che sei troppo forte, che fai paura e non si sentono uomini, perché non hai bisogno di protezione. Detto così sembrerebbe che io sia diventata intollerante all'uomo in generale, in realtà non è così. Io non cerco nessuno che mi salvi e mi protegga, ma che semplicemente ci sia. Un uomo deve sentirsi uomo a prescindere dalla forza che la donna che sceglie si porta dentro. L'uomo che vorrei non è quello che deve far da scudo alle mie fragilità, ma quello che sa ascoltarle, quello che sa farmi togliere la corazza che per necessità la mia pelle ha scelto di indossare. Io non devo sentirmi donna se protetta, aiutata ecc... io sono donna a prescindere. Io non voglio essere ricoperta di frasi mielose a me non servono, voglio essere circondata da una sincera presenza. Ad una certa età, quando raggiungi un'indipendenza e una maturità elevata, non è facile adeguarsi all'altro. Soprattutto non sei più disposto a rischiare, a perdere ancora pezzi di te. Non ti serve più avere qualcuno al tuo fianco per forza, ormai sai camminare da sola e anche bene. Questo non significa che non si ha bisogno di nessuno. Io ho bisogno di un amico fidato con cui parlare. Di qualcuno con cui io possa aprirmi nel profondo e lasciar uscire anche le lacrime più intime. Ho bisogno di qualcuno che mi faccia ridere fino a stare male. E avrei anche bisogno di qualcuno da amare e che mi ami. Qualcuno che mi faccia provare ancora quella strana sensazione di essere invincibile che l'amore ti regala. Non è vero che non ho bisogno di nessuno, ho anch'io i miei momenti di solitudine, di paura e di sconforto. Tutto questo però non fa di me una donna che si accontenta, che si lascia trascinare in situazioni che già sono "fallite" in partenza. Sono una donna che ha imparato a scegliere, che ha imparato a stare con se stessa nei momenti migliori e anche nei momenti peggiori e questo fa di me una di quelle donne che darà quel posto speciale solo a chi saprà amarla come merita, con serenità, senza ferirla e senza imporle niente. Sono una di quelle donne che sceglierà quella persona che saprà guardare dietro la sua durezza, senza crocifiggerla al primo confronto più acceso. Perché sceglierò solo colui che con i giusti tempi darà di nuovo vita a quel meglio che è in me. A tutta la dolcezza e la delicatezza che ho sotterrato. Da sola ho camminato, da sola mi sono difesa, da sola ho lottato e da sola ho imparato a farcela e se questo per alcuni è un motivo per sentirsi meno uomo mi dispiace, credo che abbiate da fare voi un bel lavoro su voi stessi. Io per uomo intendo semplicemente qualcuno che mi tiene la mano non solo nel momento del bisogno, ma sempre. Qualcuno che con rispetto, sincerità divide il suo tempo con me e condivide con me attimi, quotidianità di una vita semplice. Qualcuno che sa assumersi responsabilità senza trovare scuse, giustificazioni ad azioni che non dovrebbero più far parte di un uomo dai tempi del liceo. Non sono stupida, non sono snob e non sono una che crede che come lei non c'è nessuno. Io sono semplicemente una donna che ha sofferto a sufficienza. Ha dato sia in amore e sia nella vita in generale e per questo adesso l'unica strada che vede è quella che le fa mantenere la serenità interiore che ha raggiunto. Solo chi saprà alimentarla e rispettarla potrà far parte della mia vita, magari camminare con me e chissà forse fermarsi anche per sempre nei miei giorni. Tutto questo non è legge e nemmeno una regola di vita. Tutto questo è semplicemente il mio percorso, le mie esperienze e il frutto di esse. Continuo a camminare e sento che da qualche parte in questo strano e vasto mondo, qualcuno sta camminando verso me, con la stessa voglia di incontrare qualcuno che possa donargli di nuovo quei pezzi mancanti che il suo cammino gli ha sottratto. Quando il giusto momento arriverà, le nostre strade si incroceranno, io ne sono certa. Intanto vivo... e ho detto vivo... non sopravvivo. Non fa differenza nascere uomo o donna, ma saper crescere interiormente e diventare adulti sì!
              Composto sabato 7 ottobre 2017
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                in Diario (Esperienze)
                Le esperienze ritagliano le conclusioni. E le conclusioni sono fatte di consapevolezze. Essere sicuri di ciò che si vuole, è una bella conquista. Ti permette di sorvolare sulle delusioni. Ti ricorda che se qualcuno si è perso la migliore occasione di poterti amare, tu non ti dimenticherai mai più di te.
                Composto sabato 10 settembre 2016
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