Esperienze


Scritto da: Martina Boselli
in Diario (Esperienze)
Secondo me gli occhi più belli che possiate mai vedere, sono quelli che vi cercano anche in mezzo ad una folla di persone.
Quelli che scrutano ogni vostro più piccolo dettaglio e ne sorridono e ne sono orgogliosi, perché in fondo lo sanno anche loro che, prima di allora, nessuno mai l'aveva notato quel neo che avete sotto il mento.
Gli occhi più belli che possiate mai vedere, sono quelli che si perdono nei vostri e vi ritrovano allo stesso tempo. Quelli che sanno osservarvi, ma osservarvi davvero. E non che vi guardano e basta, ché quella è un'altra cosa. Che quella cosa lì, la san fare tutti.
Gli occhi più belli che possiate mai vedere, sono quelli che vi scrutano l'anima e vi fanno sentire a vostro agio anche col trucco sciolto ed il viso sfatto.
Quelli che vi guardano e vanno oltre, ma non "oltre" perché siete trasparenti, ma oltre perché sanno di guardare qualcuno di speciale. Qualcuno. Voi.
Quelli sono gli occhi più belli che possiate mai vedere e lo sono a prescindere dal loro colore.
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    Scritto da: Martina Boselli
    in Diario (Esperienze)
    Mi amo.
    Mi amo con tutti i miei difetti, e vedi che sono tanti, tantissimi. Alcuni so nasconderli bene, altri si presentano nel momento meno opportuno,
    Ma mi amo comunque.
    Mi amo con tutte le ammaccature sul cuore. Con i graffi sulla pelle quando non avevo nessuno che mi abbracciasse e allora, in quelle sere, mi aggrappavo a me stessa e mi stringevo così forte che le unghie entravano nella pelle e mi lasciavano dei piccoli segni.
    I segni della fragilità della mia anima, quelli me li porto dentro e me li porto addosso da sempre come un vestito, e mi stanno anche bene.
    Io mi amo.
    Mi amo anche con gli occhi stanchi e lucidi dopo una giornata pesante, dopo una giornata vuota, dopo una giornata come tante. Mi guardo allo specchio e so che devo amarmi, anche se non sempre è facile, anche se a volte penso di non meritarlo davvero, ma ho imparato che è proprio in quei momenti lì, che devo farlo più forte. E allora mi guardo di nuovo allo specchio e mi amo ancora di più perché in fondo so che merito affetto per ciò che sono. Merito affetto per essere rimasta in piedi nonostante tutto. Nonostante tutti.
    Io mi amo comunque.
    Mi amo per tutti i lividi che porto come medaglie appese al petto di un soldato, perché i lividi che ci portiamo dentro, sono le battaglie che abbiamo perso, ma le nostre sconfitte sono pur sempre piccole vittorie del cuore e va bene anche così.
    Mi amo per le ferite che mi hanno inflitto, o che mi sono procurata da sola perché a volte, amare per me, era al di sopra di tutto. Anche al di sopra di me stessa.
    Mi amo per la stronza fragilità che nascondo dietro l'ironia pungente per vedere se poi, esiste davvero chi abbatte questi muri di cemento e vuole restarmi accanto.
    Mi amo anche quando sono stanca di me stessa, delle vesti che indosso per non mostrare il mio vero io, per l'armatura di ferro, sempre più pesante su queste mie fragili spalle, e la spada sempre tratta a difendere il mio cuore, per il mio sfuggire alle emozioni belle per paura di rischiarci troppo cuore. Troppa anima.
    Io mi amo comunque e continuerò a farlo
    perché so che per avere amore vero, basto solo io, soprattutto quando non c'è nessuno a farlo al posto mio.
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      Scritto da: 4tu
      in Diario (Esperienze)
      Quello che voglio è in un costante equilibrio sadico tra bene e male... con una mano punto al sole con l'altra mi alleno a scavare... vivo in balia del mio istinto che può farmi cadere o volare... ma lo capisco solo dopo dove mi vuole portare... questo è il prezzo da pagare per un sognatore.
      Composto giovedì 6 novembre 2014
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        Scritto da: 4tu
        in Diario (Esperienze)
        Vivo come se fossi una fiamma irregolare nata da una scintilla balorda ripudiata dal sole. Divampo all'improvviso e questo può spaventare, perché la gente a volte scappa se sente troppo calore, ma sarà mio compito e piacere scaldare chi vorrà restare accanto a una fiamma che non smetterà mai di bruciare.
        Composto mercoledì 2 febbraio 2011
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          Scritto da: Daniela Cesta
          in Diario (Esperienze)
          Un sogno... così è la vita
          scivola veloce e le persone care
          le perdi e non le vedi più
          le stagioni passano, così come gli anni
          le ore corrono veloci e gli istanti non tornano piu
          la solitudine sarà la nostra compagnia
          il silenzio la nostra musica,
          ma il rimpianto non ci appartiene,
          perché i tempi cambiano e le nuove società
          non ci piacciono, le rifiutiamo pensando
          agli anni passati della nostra gioventù
          siamo come piccole candele che si consumano
          e attendono che la scintilla si esaurisca.
          Composto giovedì 12 aprile 2018
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            Scritto da: Denise Moscuzza
            in Diario (Esperienze)
            Questa mattina avevo voglia di parlare un po' con mia nonna, così mi sono diretta verso il cimitero di Avola per scambiare due chiacchiere con lei.
            Fa parte di me essere così sopra le righe e possedere un animo contraddittorio. Non saprei dire se si tratti di un pregio o di un difetto... ma sicuramente è un fatto che ho potuto constatare osservandomi nel mio agire e nel mio pensare. Mi studio come se fossi un'estranea a me stessa... e forse, in fondo, lo sono.
            Parlo di contraddizioni perché io sono la stessa persona che professa la sua personalissima Fede a modo tutto suo... e che non crede che "Dio" si trovi in un luogo preciso, ma che sia ovunque... e soprattutto dentro di noi... e che non sia altro che "amore" nella forma più alta, vera, gratuita. E così normalmente mi sento di poter parlare con Liliana, mia nonna, liberamente e ovunque. La ritrovo nelle note di Per Elisa che una sera mi insegnò a suonare con la tastierina elettronica per la scuola, o nel ricordo dei suoi manicaretti in cucina. Ma oggi, forse per avere una maggiore certezza che mi ascoltasse, ho desiderato andare fin lì a parlarle... eppure sono consapevole del fatto che lì, di lei, non c'è più nulla che le appartenga davvero. Forse solo polvere.
            Ma, da perfetto essere contraddittorio, ho portato con me la corona di Alloro della mi laurea e ho deciso di lasciarla lì, vicino alla sua foto, per donarle questo mio traguardo a cui non ha potuto assistere. Forse è ridicolo... lo so, ma credo che lei chissà dove, chissà come... ha apprezzato.
            Composto giovedì 19 aprile 2018
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              Scritto da: Denise Moscuzza
              in Diario (Esperienze)
              C'è stato un momento di pura gioia in cui tutto era perfetto, al posto giusto... un'istante di felicità quella vera, quella di quando sei perfettamente allineato con il tuo destino e ogni cosa si incastra perfettamente con l'altra come in un puzzle di migliaia e migliaia di pezzi, che a trovare il compagno del pezzetto di cielo sembrava impossibile, tra mille tasselli azzurri identici. E in quel momento ho sorriso, anzi... ridevo... da sola, in macchina, con la musica al massimo volume e i finestrini abbassati, con il vento a scompigliarmi i capelli, i pensieri e la vita. Vorrei fare un inno a questi istanti, che seppur rari nella vita, sono quelli che le danno un senso. Sono istanti di infinita, perfetta e scompigliata gioia.
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                Scritto da: Denise Moscuzza
                in Diario (Esperienze)
                Credere in qualcosa, veramente, è l'unica strategia.
                Solo quando ho creduto che fosse possibile, solo quando ho visualizzato la gioia e il risultato come se fosse già reale prima che accadesse, solo allora il sogno si è materializzato.
                La vita ci chiede di darle una spinta affinché il bello accada.
                Qualcuno può chiamarlo semplicemente ottimismo, ma non credo che sia soltanto questo... credo che sia molto di più.
                È superare i propri limiti, credendo di poter fare anche qualcosa apparentemente impossibile, difficile o che non è nelle proprie corde. È investire energia, pensieri, tempo è tutto se stessi in qualcosa, desiderandolo notte e giorno.
                È visualizzare qualcosa come già accaduto, ottenuto, posseduto... perché come dice Coelho "tutto l'universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio".
                Composto domenica 8 aprile 2018
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                  Scritto da: Denise Moscuzza
                  in Diario (Esperienze)
                  - Respiravi a fatica?
                  - Si... quando tutto ciò si è materializzato davanti ai miei occhi, ed era così... tangibile... stentavo a crederci e mi si è bloccato il respiro, come sotto vuoto. Forse è che stentavo, semplicemente, a crederci... che fosse veramente possibile, o forse è la paura di avere qualcosa, finalmente, di tanto desiderato e rischiare quindi di perdere tutto.
                  - Non si può avere paura solo di un'eventualità.
                  - Si, hai ragione... ma la mente umana è così... no!? Abbiamo tutti paura dell'ignoto... e non riusciamo ad essere felici perché quando lo siamo davvero la prima cosa che facciamo è "essere tristi" per paura di "perdere quella gioia".
                  Composto giovedì 12 aprile 2018
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