Scritta da: Megan Gandy
Siamo complici ignari del nostro destino.
Composta venerdì 17 aprile 2015
Siamo complici ignari del nostro destino.
Chi pensa e parla ha le palle, chi riflette e non parla è diabolico.
Non è debole chi chiede conforto e aiuto, ma è forte della sua umiltà.
Quando l'uomo non ha più nulla da perdere può diventare pericoloso per se stesso e per gli altri oppure sentirsi finalmente libero.
Quando si cammina controvento si avverte la sua forza che contrasta i nostri passi, le raffiche sul volto, ma si è liberi di sfidare il mondo che segue il vento.
A volte a fare troppo il buono ci si sente male con se stessi, e non sai se hai fatto bene a farlo o te ne devi pentire.
Stiamo in silenzio perché nessuno è capace di ascoltare.
Non mi piace compiacere gli altri, nella mia vita dirò sempre quello che penso ed è per questo che a volte sto zitto, perché alcune persone non capirebbero.
Per chiedere scusa, bisogna essere consapevoli di aver sbagliato. L'umiltà sta in quella consapevolezza.
La minaccia psicologica è più forte che la minaccia fatta con un arma, poiché i suoi danni sono irreparabili.