Scritta da: Gino Rendola
Una donna senza un minimo d'orgoglio è una donna per metà.
Composta mercoledì 9 settembre 2015
Una donna senza un minimo d'orgoglio è una donna per metà.
Purtroppo si naviga sullo stesso mare, nella stessa nave incontri gente che conosci e che manco ti caga di striscio. Dovremmo imparare da loro a fare lo stesso, per non inciampare nelle solite delusioni.
Non fate i giudici delle vite altrui perché non potete comprendere ciò che non avete vissuto sulla vostra pelle.
A volte non basta chiedere scusa, a volte, non serve a nulla questa piccola parola, perché se non è detta con il cuore, se non è sentita, non cambia il male ricevuto. La gente si perde in chiacchiere, quando basterebbe un solo, stupido gesto, ma sentito.
Tu sei l'esempio di chi troppo vuole e nulla stringe. Non puoi pretendere di tenere il piede in due scarpe, prima o poi, resti senza una e senza l'altra e vai a piedi.
Non si guarisce dalla stupidità, non sperateci. Chi ne è affetto, terrà con se questa sua "dote". Non contate su una guarigione o su una medicina, è davvero una strada senza uscita.
Io, sono una che si arrabbia e ti manda a quel paese, tu sei abituato alle bambole di porcellana. Perfette e fragili, non a quelle come me, imperfette, forti e che sanno rompersi in mille pezzi se è necessario.
La vita è breve e non c'è scritto da nessuna parte che devo sempre fare la brava, quella buona, gentile con tutti. Si cambia registro: certi doni a chi merita il meglio. A tutti gli altri, quello che riescono a tirar fuori, compresa la stronza che c'è in me!
Quando la tua coscienza è a posto e libera da ogni colpa, le cattiverie, le bugie e le falsità, scivolano come fango sotto la doccia. Ed è così che ti senti: limpida come l'acqua, senza bisogno di dimostrare niente a nessuno.
A te piace giocare come il gatto fa con il topo, prendi, scappi, torni, ma fai attenzione, in quanto donna, ricordati che sono io il felino.