Scritta da: Sarah Marzorati
in Frasi & Aforismi (Amore)
Stavo per ferirlo e non potevo neppure dirgli addio.
dal libro "Twilight" di Stephenie Meyer
Stavo per ferirlo e non potevo neppure dirgli addio.
"È come una droga per te, Bella".
Il suo tono era rimasto gentile, niente affatto critico.
"Ormai ho capito che senza di lui non puoi vivere.
È troppo tardi. Ma io sarei stato una scelta più sana.
Non una droga: io sarei stato l'aria, il sole". Accennai un sorriso malinconico.
"Anch'io ne ero convinta, sai. Eri come un sole.
Il mio sole personale. Il rimedio migliore alle mie nuvole".
Sospirò. "Con le nuvole posso farcela. Ma non posso cavarmela contro un'eclissi".
Tutto a un tratto mi sembrò rassegnato. "Cosa vuoi sapere?"
"Quanti anni hai?"
"Diciassette" rispose istantaneamente
"E da quanto tempo hai diciassette anni?"
"Da un po'"
Ecco, tu sei esattamente la mia qualità preferita di eroina.
Prenditi pure la mia anima. Senza di te non mi serve: è già tua.
Edward baciò Renesmee sulla fronte e sulle guance, poi la sollevò per issarla sulla schiena di Jacob. Lei salì con agilità, tenendosi alla sua pelliccia, e trovò posto facilmente nell'incavo fra quelle enormi scapole.
Jacob si girò verso di me, gli occhi espressivi pieni di tormento, con quel ruggito tonante che gli straziava ancora il petto.
"Sei l'unico a cui potremmo affidarla", gli mormorai "se tu non l'amassi tanto, non potrei mai sopportare questo momento. So che sei in grado di porteggerla, Jacob".
Gemette di nuovo e chinò la testa per darmi dei colpetti sulla spalla.
"Lo so", sussurrai "anch'io ti voglio tanto bene, Jake. Sarai sempre il mio testimone di nozze".
Sulla pelliccia rossastra, sotto l'occhio gli scorreva una lacrima grande quanto una palla da baseball.
Edward posò il capo sulla stessa spalla dove aveva collocato Renesmee. "Addio, Jacob, fratello mio... figlio mio"
"Bella, ti prego! Bella, ascoltami, ti prego. Ti prego, bella, ti prego!"
Avrei voluto rispondere con un sì. O in un qualsiasi altro modo.
Ma non riuscivo a trovare le labbra.
"Bella, Bella, no! Oh, ti prego no, no". E l'angelo iniziò a gemere, senza versare una lacrima.
Non era giusto, l'angelo non doveva piangere. Volevo trovarlo, dirgli che andava tutto bene,
ma l'acqua era troppo profonda, e mi schiacciava, non riuscivo a respirare.
Edward mi si avvicinò prendendo il mio viso tra le mani. Mi sfiorava con delicatezza, premendo la punta delle dita sulle mie tempie, le guancie, il profilo del mento. Come se fossi un oggetto fragilissimo. Ed era proprio così, sopratutto in confronto a lui.
Non potevo pensarci, ma dovevo ricordare. Perché c'era una sola cosa alla quale dovevo credere se volevo continuare a vivere: la certezza della sua esistenza. Per me era tutto. Al resto avrei saputo resistere. A patto che lui fosse ancora vivo e reale.
"E le tue distrazioni?"
Rise, ma senza la minima traccia di buonumore. "Faceva parte della bugia, amore mio. Non sono mai riuscito a cancellare... l'agonia. Il mio cuore non batteva da quasi novant'anni, ma stavolta è andata diversamente. Non lo sentivo più, al suo posto c'era un vuoto. Come se ti fossi portata via tutto ciò che avevo dentro."