Scritta da: amber
Quanto vi piace e vi viene facile mettermi le etichette, fate pure, tanto io rimango la stessa e voi non mi conoscerete mai.
Composta venerdì 15 novembre 2013
Quanto vi piace e vi viene facile mettermi le etichette, fate pure, tanto io rimango la stessa e voi non mi conoscerete mai.
Il futuro mi spaventa ed è per questo che cerco di vivermi al meglio il presente.
Questa luce nell'occhio, un puntino bianco, quasi una stella che brilla grazie a questo fuoco acceso. Te ne puoi immergere, la puoi ammirare ma non la potrai baciare. Non c'è luce in quest'altro faro: solo vivide ombre, livide paure, sostanze oscure. Davanti allo specchio.
A guardare il cielo sdraiati, ebbri d'amore, ad ascoltare il dolce andirivieni delle onde del mare, sembra che il tempo si fermi qui, la pace interiore è quella che ci costruiamo con i piccoli gesti attimo dopo attimo, l'infinito spesso non è qualcosa di non misurabile, ma è quello che ci portiamo nel cuore ogni qualvolta abbiamo la persona amata accanto.
L'amore è dare, quando sai che il tuo benessere passa solo attraverso quello che riesci a dare alla persona amata, allora significa che s'è smesso di pensare all'io o al tu, ma ora esiste solo il noi, veglio così sul tuo riposo, che le mie carezze siano per te come un dolce respiro di un bambino, siano un vento fresco che ristora la menta e il corpo.
Il mio sogno, avere il mondo in mano e far cessare tutte le guerre la realtà, un mondo che non sa che farsene di lealtà rispetto solidarietà amore per il prossimo condivisione fratellanza, eppure siamo nati tutti dal suo ventre e bevuto tutti alla stessa fonte, ma l'egoismo e l'ingordigia ha prodotto tanti Caini e altrettanti Abele e l'umanità si è sostituita con la distruzione.
Cerco una sicurezza che costa tutto e non serve a niente; o almeno questo è quello che direi a qualcuno che si comportasse come me; perché quando si tratta di me ho tutto da perdere e niente da guadagnare. È facile far prevalere la ragione sull'istinto, solo se non si tratta di me.
Tra i cumuli di macerie della vita c'è sempre un piccolo ma preziosissimo diamante da portare sempre con se. È bene cercarlo, trovarlo e uscire per sempre dalle macerie con qualcosa in più.
Autunno. C'è chi ci vede le foglie che muoiono. Io preferisco osservare i colori che nascono.
Lei aveva lasciato la spiaggia allontanandosi di corsa, senza girarsi, le faceva troppo male, il ricordo dei giorni, mesi, anni, passati in quel luogo con lui era bruciante come una lama di fuoco, appena un'anno prima i sogni erano intatti, oggi rimaneva solo il rimpianto e quella conchiglia che le cantava ancora la musica della felicità perduta.