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Scritta da: Gabriella Stigliano
in Poesie (Poesie d'Autore)

Tramonto

Cos'altro mai puoi dirmi che io non sappia,
vena del sol che sangue dai alla terra,
sfilacciar quieto di nebbia rifratta
tra l'azzurro del mare e il ciel vermiglio?
Quanti tramonti affollano i ricordi,
quante lingue di fuoco sulle acque,
e tutti si confondono, di notte,
quando, calato il sole, chiudi gli occhi.
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    Scritta da: Antonio Belsito
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Si aprono cieli di spensieratezza
    in un universo ove non manca la tristezza
    e s'illuminano volti
    come fossero stelle
    si accendono occhi
    mentre brillano comete
    tra le più belle
    è l'incanto della fanciullezza
    di quella genuina giovinezza
    in cui al mondo si da il proprio nome
    al sole si lascia l'incanto
    la luna diventa pavimento
    e si tende la mano
    o basta un solo dito
    per disegnare l'infinito.
    È sono corse abbracciati al vento
    mentre i capelli volano in silenzio
    e le ginocchia si sbucciano
    ridendo
    e il cuore si dona
    si butta
    si tuffa
    salta
    affanna
    si nasconde
    e ritorna sudato di felicità
    perché lo sguardo rivolto al cielo
    diventa il sogno più bello
    d'ingenuità
    e inciampare
    è solo un gioco
    come l'alternarsi
    del giorno e della notte
    del caldo e del freddo
    dell'azzurro e del grigio
    così si nuota nella tempesta più bella
    si supera l'uragano più intenso
    si accarezza il deserto
    si vola come gabbiano
    cadiamo e ci rialziamo
    perché la paura più grande
    è chiudere gli occhi
    e non sognare.
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      Scritta da: Mariella Buscemi
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      In difesa della me più disabitata
      ho contato cento mani in assedio
      ai piedi della mia anima sfitta
      ma non c'è posto alla mia mensa

      a dare la parvenza di un tutto intero
      e persino doppia
      per trovare di me
      la metà che sono
      e bastarmi
      addirittura
      mi avanzo
      come scarto
      al convivio stanco della mia carne
      fatta pane per saziarmi
      simposio decadente
      sinossi dei digiuni imposti

      sul telaio delle mie fughe,
      il dipinto scheggiato di chi m'insegue
      - ho mille solitudini, una per ogni occasione diversa -

      sul tuo richiamo
      sono nemo senza nome.
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