Area Riservata

Poesie d'Autore


poesia postata da: Mariella Buscemi, in Poesie (Poesie d'Autore)
Lupi svezzati
o ancora attaccati al seno?
- Seno buono/seno cattivo -

M'appello a quel tempo ch'è inesorabile
ma non rivelo la mia età
ché dentro alla pancia
ho la coda di volpe nella tagliola
del narcisismo sprezzante d'un padre-padrone
che m'ha instillato dentro
l'atrofia dei primi passi
e datomi una carrozzina
ché l'impavido ha gambe
e le mie son monche

Con gl'occhi lucidi
mi rifugio nell'andata reverie materna
e quanto molto t'ho amata
e quanto poco t'ho salvata
ch'eri la mia fune
ma non vedevo il ramo d'appiglio
e ti sei rintanata in cielo
così che l'arbusto
non venisse mai meno
e la testa mi si reclina indietro
con le lacrime di ciò ch'è perito nella carne
ma la presenza è presente
pur nell'assenza
dell'omicidio divino
ed il suicidio dei ricordi
che lasciano la colpa

La paura è oggetto transizionale
coperta pesante e logora
e quanta pena
per chi si pentirà
del figlicidio
col rimpianto d'aver non vissuto
col rimorso d'essermi morta
nella malattia che s'ingenera
_disincrostata vernice
esposta al sole secco
che scricchiola le superfici
e le rende sfatte, scolorite

Non ti perdonerò,
piccolo padre
uomo in miniatura
carnefice
e
vittima tu stesso
ed io stessa
regredita simbolicamente,
bambina

Certe pene
nutrono la pena che mi resta per te.


poesia postata da: Mariella Buscemi, in Poesie (Poesie d'Autore)
È il tuo odore, questo?

Mi vaporizza tra le tempie insieme all'impressione dell'eterno.
S_confino i miei limiti e guardo alle iridi cadenti in pezzi di cielo.
Tra le nervature delle foglie, il volo di rondine.
Ad occhi chiusi e mano sul cuore, così voglio sentirti,
con voce tra i rami ed accenni di sole.
Snaturarmi in evanescenza per morir la morte,
ché sembri ancora qui quando i polmoni s'aprono e si spaccano per contener il mio ed il tuo respiro.
Incontro le tue braccia nell'aria quando s'increspa col freddo ed allora, ci vuole il caldo e lì ti ritrovo.
Sei nel remoto, ma le narici mi dicono che sei nel presente.
Stagioni di chiaroscuri, tra gli umidi ed i freddi, i bui di certe albe che sono peste più delle notti dove la solitudine acceca, ma non illumina.
Vivo d'onirico il mio reale per sgravarlo di zavorra e rendo vero il mio sonno, ché stringerti lì è più probabile.
Dove sto smarrendomi, giungi senza spaventarmi.

Mia madre è ancora giovane.

E tu, salvami.

poesia postata da: Mariella Buscemi, in Poesie (Poesie d'Autore)
Lo vedi come mi scorri sotto alla pelle?
Ti ramifichi come il male
e bruci nella mistura di veleno
tra la saliva ed il sangue
e gli umori di cui mi bagni.
Mi parti dai fuochi interni
ed emergi sui pori,
e le vene schizzano fuori
con la pressione esecrante
delle tue dita che premono
sui miei punti nudi.
T'appartengo nel vituperio
e nella violenza.