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Belle Poesie d'Autore da leggere


Scritta da: Mariella Buscemi
in Poesie (Poesie d'Autore)
Per quanto
fragile, profondo pozzo
sia la clausura
e lenta
la cura dei marchi
a saracinesca sui sigilli
ti riscopro confuso
al mio sangue
nel divario di colore
col dovere di sentirti
il diritto d'essere
il rovescio d'ora

Annusato | come se d'aria si parlasse |
per celia di dita pittoriche sottopelle
che farebbero teatro sgraziato
di ogni mio io possibile
sui fregi accennati del tuo profilo

Nell'intimo presagio
sei intuizione sottile,
sinestesia invasiva.

Sento, a volte, l'invisibile.
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    Scritta da: Andrea De Candia
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Lamento di un morto

    Aspettavo la ricomposizione
    dei miei sensi disgiunti,
    ma un Dio non sospettato
    ha disciolte le rime del mio amore...
    Credevo commutare
    questi pilastri d'ossa con sorgenti
    di finissimo cielo,
    e in cambio n'ebbi basi di pantano.
    Sono finito più che nel dolore...
    Ma non è questo il punto
    saturo di mia fede:
    il mio Dio sta immerso
    di là d'un palmo, e ho le dita monche
    per raggiungerlo in pieno!
    Composta martedì 22 marzo 2016
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      Scritta da: Andrea De Candia
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Lasciando adesso che le vene crescano

      Lasciando adesso che le vene crescano
      in intrichi di rami melodiosi
      inneggianti al destino che trascelse
      te fra gli eletti a cingermi di luce.
      In libertà di spazio ogni volume
      di tensione repressa si modella
      nel fervore del moto e mi dissanguo
      di canto "vero" adesso che trascino
      la mia squallida spoglia dentro l'orgia
      dell'abbandono. O, senza tregua più,
      dannata d'universo, o la perfetta
      nudità della vita,
      o implacabili ardori riplasmanti
      la già morta materia: in te mi accolgo
      risospinta dagli echi all'infinito.
      Composta giovedì 17 marzo 2016
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        Scritta da: Andrea De Candia
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Se avess'io

        Se avess'io levità di una fanciulla
        invece di codesto, torturato,
        pesantissimo cuore e conoscessi
        la purezza delle acque come fossi
        entro raccolta in miti-sacrifici,
        spoglierei questa insipida memoria
        per immergermi in te, fatto mio uomo.

        Io ti debbo i racconti più fruttuosi
        della mia terra che non dà mai spiga.
        e ti debbo parole come l'ape
        deve miele al suo fiore. Perché t'amo
        caro, da sempre, prima dell'inferno
        prima del paradiso, prima ancora
        che io fossi buttata nell'argilla
        del mio pavido corpo. Amore mio
        quanto pesante è adducerti il mio carro
        che io guido nel giorno dell'arsura
        alle tue mille bocche di ristoro!
        Composta giovedì 17 marzo 2016
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          Scritta da: Mariella Buscemi
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Fatta mare
          su tutta la carezza dell'onda
          lungo il fianco che si presta al desiderio
          rimasta spossata dalla burrasca
          è stato il tempo del viaggio
          tra la comparsa, l'assenza, la riva e l'anca
          a farmi azzurra e nuda
          dall'abisso alla superficie
          imitare finta quiete
          ora
          è quasi terra, la pelle
          e ciottoli lisci, i seni
          che più non vedi.
          Se tutta quest'acqua che possiedo t'annegasse
          prometterei, immergendoti nella stessa,
          il battesimo d'ogni tua rinascita.
          Navigarmi sarebbe esistenza.
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