Belle Poesie d'Autore da leggere


Scritta da: dantino
in Poesie (Poesie d'Autore)

Come un grillo morto

Come un grillo morto, che ho incontrato
mentre mi adoperavo con la scopa
fermo, lì sdraiato
troppo distratto io, lui...
troppo assopito, ho pensato
non è mai intenzione mia disturbare, giuro!
Non è abitudine e, troppo è il rispetto
per chi mi vive attorno
e nello stesso spazio condiviso mi sopporta
chissà per quanto hai osservato il mio continuo e,
distratto camminare
ed io che mai ho udito, o mai voluto udire... il tuo cantare
essere distratti in questo mondo,
è un male grande grande
si perdono gli amici più importanti.
Composta nel 2000
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    Scritta da: dantino
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Per te raccolgo un fiore

    Vorrei cogliere un fiore ma... ho paura
    di piangere nel vederlo quando muore
    perciò ti dono ciò che ho dentro il cuore
    un mondo terso di sereno e sole
    oppure il freddo il ghiaccio e, poi la neve
    lo so ch'è poco, perciò ti dò anche il mare
    quello in tempesta o quello fatto per cullare
    ciò che ho incontrato nel mio girovagare
    ma anche i monti verdi, austeri e presuntuosi
    poi tristi e soli, quasi lentamente fossero a morire
    io nel cuore ho un mondo di ricordi
    che sento non voler dimenticare
    come sentire bimbi capricciosi
    che han fame ma... rifiutano il mangiare
    lo so ch'è ancora poco, ma il giardino che coltivo
    a volte... è incapace di fiorire
    quando della vita vincono le guerre, la fame e l'ingiustizia
    se ti dò il mio cuore in cambio del tuo amore
    ti prego, non buttarlo
    tienilo sul palmo della mano
    affinché io possa...
    ancora un poco amare.
    Composta nel 1995
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      Scritta da: Mariella Buscemi
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Ora che sono fachiro inconcludente
      sulle lastre fredde dell'anima dissolta
      _ disciolta è la neve
      che nera s'appresta a salire
      dai cieli bassi
      dai nervi come abissi
      dai miei tremori come collassi.

      Selenica la mia pelle
      trasfigura
      s'inserisce a goccia
      tra i seni grandi
      e le gole arse
      e segna ellissi nel tempo futuro
      che fa morsa e morde
      rigira l'iperbole
      a ciò che è stato.

      Quanto era vanto essere bella.
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