Poesia d'Autore da leggere
poesia postata Poesie (Poesie d'Autore)
All'improvviso
Delle religioni del tuo tempo ooh Dio,
con la ragione malata decennale
sfatta nel corpo con l'anima che palpita
di passione, dalla nascita la mia vita è
assolata nel cervello sola nella preghiera.
Ora, è abitudine come il vedere una farfalla
che vola libellula nell'aria e, muore di gravità
riposando in attesa della tua venuta.
Accettando interim l'inseguire la tua fede
l'Anima mia, oltre non vuole proprio venire senza
capire perché il patire dolore impone alla base reale
il vivere ambiguo nel male incurabile vive la tua vita.
Signore! Lo vede come un lavoro il rappresentare
la tua passione, maH è eterna ooh Dio,
Il corpo è da lenire preda ubriaca com'è allo stato
Rap in un Rave Party perpetuo disabile pare da vivere.
È umanamente impossibile! Lenire i dolori per tutta la vita.
La Passione arriva per caso, poi la Pasqua passa e, nel mentre
il tuo giorno giunge... io. cosa faccio? Signore? Per me,
non ho visto alcun segno fattivo di risurrezione
e, seguo il mio cammino da disabile solo nella disperazione.
Dio, dove sei? In quale terra hai il luogo della tua dimora.
Su! Avanti il tuo dire aspettiamo da tempo.... su,
dimmi ora dove sei per bere in un sorso la tua voglia di vita
da vivere, poi in un attimo è da restituire... perché di sicuro
con la morte, si deve morire... all'improvviso.
poesia postata Poesie (Poesie d'Autore)
Al baratto
Video il mio domani guastato intenso all'insù
con le palle degli occhi consumati dal Mago opale
è, un ago conficcato nella corteccia mentale di una vita.
Disabile, gioca sporco! Insaziabile spacca
la goccia pulita che piange acqua in due o più
lacrime di pianto...
L'acredine vìola in questa esistenza
l'unica seria provvidenza scenica è nel
pensare male del mio futuro lavoro.
Si sente prescelti nel cuore, ci siamo
con tutte le due scarpe nuove due numeri diversi
in un mare di problemi dove il mio problema è
impossibile da gestire.... qual è gioco d'azzardo
compulsivo collaterale analizzato Mirapexiniano.
Senza impegno in un corpo inutile doppio fregato
per via di un male andante all'infinito
l'animo di Giampiero giorno
dopo giorno tocca il fondo
marcio di viltà nel buio doppione
della notte... si risolleva d'amore
nel sacramento del matrimonio
attraverso le certezze panate di sogno
d'anima consorte di lei platonico
con sentimento sacrosanto
sceglie di stare con me.
Moglie d'un invalido
al baratto rosicato morente
al baratro della morte.
poesia postata Poesie (Poesie d'Autore)
Massimiliano
Sei entrato nel cuore della mia vita.
Massi! Ora
ho compreso i tuoi stati di animo.
A volte ti muovi per ricordarmi
la tua presenza, Massi!...
Con le dita della mano è un soffio
come un petalo mosso dal vento
arriva e tocca la mia mano
assopita dal sogno, me
che stò al tuo capezzale,
quando i tuoi stanchi
la sera tornano a casa.
Eeh, poi al mattino...
Massi! ancora stringi
a tormento con la tua
la mano di chi ti vuole bene,
quanto la tua mamma.
Mi lasci capire i tuoi intendimenti
come meglio puoi con gli occhi
verso i miei mimi con le palpebre
che vuoi morire.
Dimmi! Fammi capire quando
eeh, io ti accompagnerò.
poesia postata Poesie (Poesie d'Autore)
Maledetto
Con la morte nel cuore d'istinto sono
caro estinto alla luce della luna
critico i miei racconti neri
del più con un Cristo ameno
di ricordi scarsa la poesia
come nel cuore è la pro zia
nella vita mia la vispa Richetta
vecchietta nel passato lo è
demente barbaramente tradita
sazia di cicatrici mentali.
...
Della morte sono un esperto del ramo
parkinsoniano inalberato in un corpo
oberato con un male dai dolori astrali
con un vaffanculo per tutti i
coloro che al mondo hanno messo
al pubblico dominio la mia umanità
sporcando anche la mia disabilità.
...
Vorrei essere licenziato in tronco
da questa inutile vita sublimata
accettandola nel morire... scemo
l'esistenza come tu desideri, Dio
purtroppo mio! Come? Già lo so!
Che son solo e non so quando sarà
con quanto dolore specifico
alfine dovrò morire addosso.
...
Vero? Signore! disseminato
sono di vecchiaia permalosa
su un seminato già usurato.
Usurpato da altri voraci vampiri
l'anima dalla idee lapidato
il corpo è stato al fine dilaniato.
...
Pure dai cioci consumato
con lode han banchettato
tutti! Anche i parenti stretti
dei resti al cimitero
profanato nella bara
corre voce stancamente
sul mio nome la sfortuna.
...
La salma si rigira in
cerca del suo fantasma
Maledetto!
Il destino dispettoso ruba
e svende tutto del ricordo
per quattrini anche l'usufrutto
dei sogni, antichi guai.
poesia postata da: Randle Mcmurphy, Poesie (Poesie d'Autore)
Sono molte le civette
che non sanno altri canti
oltre le proprie strida.
Li conosciamo, tu ed io,
gli impostori che rendono onore
solo a un più grande impostore,
e portano al mercato
la propria testa in un cesto
per venderla al primo che passa.
Conosciamo il pigmeo
che insulta l'uomo del cielo.
E sappiamo
cosa dice la mala erba
della quercia e del cedro.
So dello spaventapasseri:
le sue sporche e lacere vesti
si agitano sul grano
e al vento sonoro.
So del ragno senz'ali:
è per gli esseri alati
che intreccia la rete.
Conosco gli abili suonatori
di corno e di tamburo,
che nel loro frastuono
non sentono l'allodola
né il vento di Levante nella foresta.
Conosco quelli che remano
contro ogni corrente
senza trovare mai la sorgente,
e percorrono tutti i fiumi
senza osare mai avventurarsi nel mare.
dal libro "Gesù figlio dell'uomo" di Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)