Mauro Lanari

Nella pagina del Film Non sono un assassino di Andrea Zaccariello
Una sceneggiatura dat'in pasto al montaggio, anche perché quando si ripiega sullo scarafaggio come metafora la credibilità alberg'altrove. Incomprensibil'i 5 brani degl'Emerson, Lake & Palmer in soundtrack.
6 anni e 2 mesi fa
Nella pagina del Film Midsommar Il villaggio dei dannati di Ari Aster
Patologia paleoantropologica e anche biologica (flora e fauna incluse) della vit'amorosa, guidata da droghe (stimoli-chiave chimici) endogen'ed esogene: Aster ha qualcosa di nuovo da dire? Figuriamoci. Possied'una propria peculiarità espressiva? Ma per carità: saccheggia l'immaginario cinematografico della community settaria o bucolica de "Il villaggio dei dannati" (1960), "The Wicker Man" (1973) col remake "Il prescelto" (2006), "The Village" (2004), "The Sacrament" (2013) rivalutand'il video per "Burn the Witch" dei Radiohead ch'almeno sintetizza l'agonia da 147 minuti a 4 scarsi. E fa pure di peggio: com'afferma il sottotitolo italiano del suo film precedente "Hereditary", indaga "le radici del male". Guai a cercare s'esista anche solo l'eventualità del ben'e delle sue radici. "E il naufragar m'è dolce in questo mare del nichilismo".
6 anni e 3 mesi fa
Nella pagina del Film The Irishman di Martin Scorsese
Un film sul nesso fra storie e Storia dalla prospettiva pantragista dell'ultimo Hegel: Geschichte als Schlachtbank ("la storia come banco del macellaio"), un tritacarne qui reso con un trita alberi per cadàveri e un'ininterrotta mattanza qui resa dal letto del fiume Schuylkill ricoperto con le armi usate per gl'omicidi; Die Weltgeschichte ist nicht der Boden des Glücks. Die Perioden des Glücks sind leere Blätter in ihr ("La storia non è il terreno della felicità. I periodi di felicità sono in essa pagine vuote": frase divulgata da Taricone nel confessionale del GF1), pagine vuote qui rese dalle pareti imbrattate di sangue dai c.d. "imbianchini". Non è un "Gangs of New York" (2002) esteso a tutt'il 2° '900 statunitense, ma viceversa un effetto farfalla in cui le criminali, efferate, luttuose macrovicende emergono dall'affastellata combinazione d'una moltitudine d'episodi in sé minimi o pressoché insignificanti: un affresco puntinista. Lo spartito scorsesiano ha le sue (canoniche) dolenti note: dopo poco più di 2 minuti sono già stati piazzat'in scena una Madònna, un Crìsto e un Crocifisso, non è necessario attendere l'ultima mezz'ora affinché "The Irishman" sfoci nel cristocentrismo. Fors'al seminario e in seguito non gl'hanno fatto studiar'il Rudolf Otto che nel 1917 ha dimostrato come l'idea del ganz Andere, il Dio "totalmente Altro" della teologia apofatico-negativa, l'agostiniano aliud, aliud valde delle "Confessioni" 7.10.16, sia costitutiva dell'homo sacer d'ogni spiritualità e religione. Inoltr'il suo antropocentrismo invadent'e invasivo gli preclude la più ampia prospettiva paolina di Romani 8, 19ss: pur'il cosmo è stato sottomesso alla caducità e alla schiavitù della corruzione, attendendo con impazienza d'essere anch'esso redento. Infine in cotanta "epopea della fralezza" l'affabulatoria logorrea di Scorsese/Zaillian/De Niro/Frank Sheeran è più d'arzillo vecchietto che da moribondo: una geriatria pimpante e ancora vitalistica o survivalistica ch'ostacola pathos & pietas che (forse?) vorrebb'esprimere. La nonlinearità narrativa esacerba tal'aspetto.
6 anni e 3 mesi fa
Nella pagina del Film El Camino di Vince Gilligan
"El Camino" di BB: da "Breaking Bad" a "Breaking Balls".
6 anni e 3 mesi fa
Nella pagina del Film Rapina a Stoccolma di Robert Budreau
Ci s'è chiesto perché gli statunitensi abbiano impiegato 45 anni per girare un film sulla vicenda del '73. Considerando il risultato da intrattenimento disimpegnato, qualche risposta è saltata fuori.
6 anni e 3 mesi fa
Nella pagina del Film Light of My Life di Casey Affleck
Potrà ricordare "28 giorni dopo" (Boyle, 2002) e "I figli degli uomini" (Cuarón, 2006), "The Road" (Hillcoat, 2009) e "Codice Genesi" (The Hughes Brothers, 2010), ma quando c'è Casey,  l'Affleck che non recita meglio del fratello Ben e che però cura così bene la propria cadaverica emaciatezza corporea ed espressiva che Van Sant l'ha reso un'icona del cinema indie e autoriale da "Trilogia della Mòrte" già con la sola locandina di "Gerry" (2002), sappiamo perfettamente a cosa si va incontro: giurie e critici festivalieri in estasi, spettatori in fuga. M'associo a quest'ultimi.
6 anni e 3 mesi fa
Nella pagina del Film Juliet, Naked - Tutta un'altra musica di Jesse Peretz
"About a Boy" (romanzo: 1998, film: 2002) er'un riferimento più al 36enne Will Freeman/Hugh Grant ch'al 12enne Marcus Brewer/Nicholas Hoult: la poetica d'Hornby s'esaurisce nell'etern'adolescenza d'adulti riottosi ad assumersi responsabilità in linea col loro dato anagrafico, condita con del british humor e della musica rock. Non è un concetto così profondo da legittimare una carriera letteraria da romanziere, e il fiasco dell'italianizzato "Non buttiamoci giù" sta lì a dimostrarlo. Ancora peggio se poi la soluzione della crisi di mezz'età della generazione X coincide coll'imborghesimento (sposarsi, metter su famiglia, avere figli nel pedissequo rispetto di valori e ruoli tradizionali) e se nella soundtrack spicca maldestramente il brano più famoso dei Pretenders ("Brass in Pocket"). Apatow avrà le sue colpe, ma già l'autor'inglese segue un'involuzione tutta sua.
6 anni e 3 mesi fa
Nella pagina del Film Parasite di Bong Joon-ho
Se Bong Joon Ho trov'il modo per interessarsi della cultura italiana, invece che a Gianni Morandi dovrebbe dedicarsi a Marco Ferreri per imparare da lui la differenza fra critica sociale e critica antropologica. La prima è sempr'identica a se stessa: tanto in "Snowpiercer" (2013) la satira della disuguaglianza classista si muoveva lungo un'asse orizzontale, quanto qui la denuncia del vampirismo di "privilegiati" e "miserabili" si muove lungo un'asse verticale (Tommaso Tocci, Alberto Pesce, Marco Contino). E se nel 2019 ancora si dilapida tempo per 'sta roba, un motivo ci sarà: parlare d'inestricabili invarianze antropocosmiche mette un po' più soggezione, esattamente 40 anni fa Lyotard pubblicava per "Les Éditions de Minuit" un'analisi fenomenologica con cui dimostrava che la crisi di senso e di prospettiva non era più per addetti ai lavori, di nicchia e d'élite, ma era diventata pop, mainstream, di massa. Non conosco articoli, pubblicazioni, interviste, saggi, dibattiti ch'abbiano approfittato di tale ricorrenza per un bilancio consuntivo. Sempre più comode le "survival strategies" ai tentativi d'"exit strategy". Alla via così, mi raccomando.
6 anni e 3 mesi fa
Nella pagina del Film Le mans '66 - La grande sfida di James Mangold
Un "auto action" film che sa rientrare nell'orbita del cinema medio hollywoodiano con più d'un accenno al dramma esistenziale. A+  su CinemaScore è esagerato, ma controbilancia l'odierna rarità di questo genere d'opere.
6 anni e 3 mesi fa
Nella pagina del Film Le ragazze di Wall Street di Lorene Scafaria
Brùtte, cretìne, orrénde: sconvolge ch'i ricchissimi broker di Wall Street possano perdere la testa dietr'a mìgnottòne spogliarelliste, lap e pole dancers defìcitarie anche del fascino minimo d'una squìllo d'alto bordo. Superflui i paragoni sia col dittico di "Magic Mike" che coi film a tema di Stone, Scorsese e McKay. Chi subisce la malia d'una J.Lo dovrebbe decidere se ha più urgenza d'una visita andrologica o psichiatric
6 anni e 3 mesi fa