Mauro Lanari

Nella pagina del Film Il giorno più bello del mondo di Alessandro Siani
Sarà che ho una certa età e m'è tornato in mente non "Stranger Things" ma la saga disneyana de "Il computer con le scarpe da tennis" (1° capitolo: 1969) o il nostrano "Uno sceriffo extraterrestre..." (1979) con Bud Spencer e il piccolo protagonista d'"Incontri ravvicinati del terzo tipo", mentre Siani si destreggia fra Troisi, Pieraccioni e Nuti calcando sul napoletano, facendosi compagnia con la bonazza di turno e assomigliando fisionomicamente al comico toscano però con l'orecchino. "Arturo Meraviglia": inconsistenza e tristezza.
6 anni fa
Nella pagina del Film Gli uomini d'oro di Vincenzo Alfieri
Coraggio, un minimo di palle e fate 'sto catzo d'Oscar per il film più derivativ'o col minor tasso d'inventiva. Un heist movie noir con struttura diegetica non lineare: "Rapina a mano armata" (1956!)? O già gl'epigoni tarantiniani di "Le Iene" e "Pulp Fiction"? Oppure l'italiota armata Brancaleone de "I soliti ignoti" (1958!)? A voi tutt'il dispiacere per la (non)scelta fra cloni, parti monozigotici, riproduzioni mitotiche/cariocinetiche.
6 anni fa
Nella pagina del Film 18 regali di Francesco Amato
Difficoltà di memoria: da quanto in Italia non s'osava più fare del cinema metafisico, da "Miracolo a Milano" (1951)? Francesco Amato torn'a osare anche se poi non risolv'affatto la contraddizione: piegarsi al realismo del raccontare la vicenda melodrammatica d'Elisa Girotto, più conson'alla "brùtta televisione" (Allen) o all'insulsaggini d'Instagram e aggravata dalle scelte musicali ("Don't Look Back In Anger" penso sia il brano più sopravvalutato degl'Oasis), oppure utilizzare le potenzialità del mezzo filmico per "riscrivere la storia" (https://www.youtube.com/watch?v=GVsiEVz4USk)? Ammetto d'essere rimasto più colpito dal coraggio baldanzoso che dalla zavorra (fors'in questo caso inevitabile).
6 anni fa
Nella pagina del Film Judy di Rupert Goold
C'è tramonto e tramonto: almeno "Stanlio & Ollio" (Baird, 2018) mostrava la tragedia dietro la comicità, mentre "Judy" gir'intorno alla performance della Zellweger e la sceneggiatura gir'a vuoto intorno all'autoreferenzialità della critic'allo star system/showbiz. Utile per un po' di gossip: la statura della Garland era di 147 cm.
6 anni fa
Nella pagina del Film City of Crime di Brian Kirk
Film passabile per chi conosce Wakanda e non "La regola del gioco" ("Kill the Messenger": Cuesta, 2014) o "Serpico" (Lumet, 1973), Friedkin, Donner, Mann, ecc.
6 anni fa
Nella pagina del Film Odio l'estate di Massimo Venier
Tristissimo loro ritorno al nazionalpopolare dop'il flop dell'incompres'avanguardia del precedente "Fuga da Reuma Park". Venghino, signore et signori, tutt'affiliati all'eterno ritorno zoroastriano: vi meritate questo precotto, preconfezionato e scaduto fra un Netflix e Sanremo. Buon'indigestione.
6 anni fa
Nella frase "L'amour est à réinventer, on le sait. L'amore..." di Arthur Rimbaud
Reinventare, inventare, riscoprire, scoprire: ammesso ch'ancor prima l'amour sia ridefinito NON nel riflusso dell'ontologie e gnoseologie inguenue.
6 anni fa
Nella pagina del Film Figli di Giuseppe Bonito
Catartica terapia di gruppo per coniugi millennial in crisi e sinistrorsi ("quelli che guardano Bergman"). Parafrasando i Tiromancino: l'irrilevante descrizione di più attimi. È giunt'un tempo, ed è questo, di rivalutar'i cinepanettoni.
6 anni fa
Nella pagina del Film Border - Creature di confine di Ali Abbasi
Per poter essere davvero imprevedibile, Abbasi non avrebbe dovuto dirigere l'adattamento d'una storia breve del prevedibilissimo Lindqvist, un altro che, come del Toro, parla di freaks genetici, body shaming, minoranze identitarie e diversità sessuali non col realismo di Browning, Herzog, Lynch ma col genere fantasy, dunque coi simbolismi dei tanti Magneto contro Xavier. Nel suo caso, della mitologia norrena e del folklore scandinavo per darsi un tono più artistico e autoriale invece che mainstream per adolescenti. Ed è ovvio ch'il risultato non cambi.
6 anni fa
Nella pagina del Film Hammamet di Gianni Amelio
Un caso di superadditività negativa: Amelio annulla Craxi col "Presidente", col privato psicoanalitico al posto del politico socioculturale, coll'agonia del poter'umano che sostituisce la storicità dell'Uomo Potente e con Hammamet come luogo di camusiana estreneità/estraneazione. Favino e la scrittura annullano il film d'Amelio (pure sceneggiatore) col costante riferirsi a eventi e persone reali. Fors'il regista volev'ambire alla contraddittorietà del protagonista o dei potenti o dell'umanità, invece mett'in scena la propria, fra tragedia classica e cinema impegnato, intimismo onirico-poetico e biopic verista: Fellini, Antonioni, Bellocchio, Moretti, Rosi, Lizzani, una mistura che sarebbe stat'indigesta pur'al bulimico (non-)Bettino sullo schermo.
6 anni fa